Album solista per Reed Turchi, leader dell'omonima band.
Un disco bello ed inatteso che viaggia tra blues e rock, similitudini Cooderiane ed influenze quasi psichedeliche.
Ma ci sono anche i Rolling Stones, il southern rock, ombre funky e sempre parecchio blues.Reed Turchi mostra di essere un musicista a trecento sessanta gradi: cresciuto dal punto di vista vocale, è anche un chitarrista di vaglia e la sua musica è decisamente più matura rispetto agli inizi.
Dopo l'esordio omonimo del 2014, Benjamin Booker non aveva più fatto parlare di sè. Ecco quindi il suo sceondo lavoro, accolto con molto interesse da chi ne aveva già seguito le gesta. Booker è un bluesman atipico, ma anche un rocker divers, mischia Chuck Berry e i Public Enemy coi Rolling Stones, passando per Sam Cooke e Robert Johnson. E' un personaggio molto interessante, un musicista eclettico, preparato ed anche molto considerato, visto che in questo disco c'è la grande Mavis Staples che appare alla voce nel brano che dona il titolo al disco.
Figlia di immigrati italiani, a discapito del suo cognome, Gina Sicilia è una blues woman di razza. Lo conferma con Tug of War, il suo settimo lavoro, prodotto da due professionisti in odore di Grammy: Dave Darling e Glenn Barratt. Blues elettrico, bella voce ed una chitarra decisa. Gina ci mette del suo, grazie a brani pieni di forza, quali I Don't Want to Be in Love, Damaging Me, I'll Stand Up, I Cried, They Never Pay Me, Heaven.
