Un disco che inizia con Rumble di Link Wray e finisce con For What It's Worth di Stephen Stills, non può passare inosservato. Se poi aggiungiamo il fatto che buona parte degli altri brani sono cover di Johnny Winter e Muddy Waters, diventa ancora più interessante. Fan di Winter, Willie ha messo in formazione il rude Bobby T. Torello, ex drummer dell'albino texano. Hard rockin' blues, con l'armonica di Jason Ricci come complemento.
Dopo l'ottimo disco da vivo, edito alla fine dello scorso anno, la Delmark, etichetta principe nell'ambito del Chicago Blues, incarica Joe Burgin', uno dei più nominati e seguiti tra i giovani axemen della scena blues di Chicago, per portare a termine un progetto decisamente particolare. Infatti No Border Blues presenta una serie di artisti blues, tutti provenienti dal Giappone, artisti che amano la musica di Chicago e che da sempre idolatrano musicisti come Magic Sam, Otis Rush, Muddy Waters ed altri. Burgin fa da collante e suona la chitarra in ogni brano, portando a Chicago tutti questi music lovers del Sol Levante.
Formidabile voczalist blues, vicintrice del premo di Living Blues del 2020 come miglior voce solista. Con Lucky Peterson, Chuck Rainey, Jason Moeller, Johnny Moeller.. L'album, in bella versione digipack, contiene futuri standadrs quali: I Don't Worry Myself, I'm A Fool For You Baby ( di Toussaint McCall), No Cure for The Blues, il classico di Shirley Scott The Blues Ain't Nothing But Some Pain, One Good Man ( di Janis Joplin ) ed una stripante versione di Can't You See What Your Doing to Me ( di Albert King )