"il `genji monogatari` viene spesso indicato come il primo esempio di romanzo psicologico. se simili attribuzioni suonano sempre alquanto arbitrarie, leggendolo non si puo` evitare di avvertire quanto si proceda in profondita` nello scandagliare l`animo umano e come il quadro che ne deriva sembri spesso in sintonia con il modo di sentire di oggi. da questo punto di vista, esso merita a buon diritto il titolo di classico della letteratura universale, sebbene solo di recente, in pratica poco piu` di cento anni, sia entrato nell`orizzonte culturale occidentale e abbia preso a influenzarlo. la sua modernita` risiede nella precisa volonta` dell`autrice di non limitarsi a presentare intrecci tali da attirare l`attenzione e distrarre dalle pene quotidiane, ma anche di trasmettere sensazioni e sentimenti nella convinzione che altri possano e debbano condividerli. (...) da questo punto di vista il collegamento con i grandi romanzi occidentali appare inevitabile, ma ogni forma di confronto, classificazione e competizione si rivela alla fine incongrua. si puo` dire che murasaki shikibu ricorda nelle sue introspezioni proust o che il `genji monogatari` sta al mondo cortese dell`anno mille come `madame bovary` sta al mondo borghese dell`ottocento. ma il `genji monogatari` non puo` non essere letto, analizzato, se possibile apprezzato, come un`opera profondamente, organicamente medievale. (...)." (dall`introduzione di maria teresa orsi)
. un uomo ha lasciato per sempre la sua famiglia e l`italia. a distanza di anni, la notizia della morte del suo fratello di sangue lo induce a tornare. nel corso del viaggio mentale, che precede quello fisico, il protagonista, costretto a vagare a ritroso tra le macerie della sua vita, finira` per imbattersi in una verita` pericolosa. raccontando la storia di thomas, un uomo deciso a fare una volta per tutte i conti con il passato e col peso della colpa, trevisan crea un personaggio che nella sua ambigua nostalgia delle radici distrutte da` voce alla nostra quotidiana alienazione. e ci consegna un romanzo di spietata crudezza, che rivela impietosamente lo sbriciolamento di un paese senza morale, senza bellezza, senza piu` tradizione.