il libro fotografico ha per oggetto la sardegna dal 1953 al 1967 fotografata da franco pinna. questo e` un libro di storia, anche se di storia particolare. lo e` perche` si occupa di fotogiornalismo ed occuparsi in maniera criticamente cosciente di fotogiornalismo significa occuparsi della storia - ora dei grandi avvenimenti, ora della cronaca piu` ordinaria, ma sempre di storia si tratta che le sue immagini finiscono comunque per documentare. questo, non e`, non puo` essere un libro di storia tout court, e` un libro di storia innanzitutto personale di un fotografo: franco pinna, del suo modo di vivere e d`interpretare la storia di cui si rende testimone.
milano o la citta`. cosi`, attraverso frammenti di esistenze eccentriche, questi racconti vogliono rappresentare che cosa vuol dire vivere insieme in una citta` oggi. e che cosa vuol dire vivere una citta` nell`epoca in cui sembra smarrita la possibilita` di riconoscerne un`identita`. giorgio fontana raffigura "la capacita` di milano di essere piu` reale di ogni sogno o perversione" attraverso l`estate "atlantica" di un giovane sbandato, l`estate degli sgomberi dei centri sociali. per helena janeczek la metropoli emerge come un ologramma colorato dagli sprazzi di conversazione di un ragazzino che parla dentro un gioco elettronico con un partner che sta lontano, a caltanissetta, e, a poco a poco, diventa presente e amico piu` dei compagni vicini. l`ingegnere slavo di di stefano confessa al commissario la sua assurda ribellione perche` "milano non era piu` il paradiso grigio che avevo conosciuto all`arrivo". l`esperienza urbana del supplente di marco balzano culmina nell`incontro con un alunno ricoverato in una casa alloggio per pazienti psichiatrici. neige de benedetti trova la citta` in un tram perche` "l`unica cosa di cui si parla a milano e` partire". e "dove voi siete io sono gia` stato, dove vado io e` dove voi non arriverete" conclude il suo racconto il fuggitivo di francesco m. cataluccio: una specie di eterno viandante, profugo siriano mezzo ebreo che nelle architetture pretenziose della stazione rivive luoghi percorsi da generazioni passate.
Edizioni Biblioteca dell?Immagine, IT. Cinema Tedesco 1895-1920.