
la chiave dell`arte dello scrivere, sosteneva hardy anticipando di piu` di mezzo secolo quello che dira` borges a difesa della narrativa d`intreccio, sta nella capacita` di mescolare in giuste dosi il banale quotidiano e lo straordinario. l`avventura grandiosa di un essere umano qualunque, o la giornata qualunque di un grande personaggio: questo e` il racconto. e il dosaggio e` cosi` riuscito in questi racconti del 1894, da incoraggiare a sottoscrivere il giudizio che nel 1949 ne dava annie messina: e` impossibile annoiarsi leggendoli. sono parabole rapide e disastrose di destini comuni, che il caso invece seduce e poi atterra: ironicamente, appunto. hardy le segue nel loro tragitto con uno sguardo di sconsolata pieta`, di romantica malinconia.

"il romanzo di max frisch, il mio nome sia gantenbein, inizia con la morte, accidentale, di felix enderlin, che risultera` poi l`alter ego del protagonista principale, theo gantenbein. lo si immagina cieco, ma potrebbe essere una sua astuzia per sorvegliare la moglie lilla, con la quale ha un rapporto difficile. intorno a lilla si muove anche svoboda, il primo marito; mentre gantenbein frequenta volentieri camilla, una manicure servizievole, alla quale racconta storie sempre diverse, fino all`ultima, macabra, di un cadavere ripescato nella limmat." roberto fertonani

teodora vencejos e` una cenerentola, una brutta anatroccola e una bella addormentata latinoamericana. vive nel paesino colombiano di real de marque`s e, come in tutte le fiabe, ha una matrigna, donna ramonita cespedes de ucros. questa in punto di morte, affida a teodora, povera in canna e trattata come una sguattera di casa, la cura del figlio galaor, uno splendido e sciocco donnaiolo: dovra` tenergli lontano le donne che lo corteggiano e trovargli una buona moglie. in paese arriva pero` la giovane e ricca clavel quintanilla che conquista galaor con le sue arti eroiche e gli da` due figli, mentre teodora continua a servirlo. quando pero` si legge il testamento della matrigna e si scopre che tutto e` stato lasciato dal padre a teodora, le parti si invertono.

londra, luglio 2003. la protagonista riceve una lettera che la invita a recarsi in sierra leone per prendere possesso della piantagione di caffe` appartenuta al padre. la giovane donna, che vive in inghilterra con i due figli e il marito scozzese, parte subito per raccogliere un`eredita` che non sara` solo quella materiale ma anche quella "spirituale" della famiglia. mettera` su carta le testimonianze di vita di quattro zie, quattro delle figlie che il nonno ha avuto dalle molteplici mogli: attraverso le loro storie personali si ricostruisce la storia della famiglia della donna, ma si delinea anche il ritratto di una cultura e delle sue tradizioni sociali. sullo sfondo, la realta` politica della sierra leone. aminatta forna dipinge un quadro poetico e accurato dell`africa attraverso le voci delle sue donne.


e estate, marina e` in montagna con il figlio piccolo, sola di fronte alla propria incapacita` di essere la brava madre che dovrebbe, che vorrebbe, essere - una sensazione che si affanna a nascondere alla famiglia e persino a se stessa. il suo padrone di casa, manfred, e` un montanaro rude e silenzioso, che nasconde con la ruvidezza il trauma di un doppio abbandono: quello della madre e quello della moglie, che gli ha portato via anche i figli. il figlio di marina accidentalmente cade dal tavolo, il sangue scorre, lei e` incapace di reagire. manfred salva il bambino e scopre il "segreto" di quella donna che ha continuato a spiare: marina non e` in grado di accudire il suo bambino. ben presto pero` anche manfred viene smascherato come l`uomo traumatizzato e angosciosamente solo che e`: lo smascheramento e` tanto piu` doloroso perche` avviene dopo un incidente (in montagna, la` dove lui dovrebbe sentirsi piu` sicuro e forte) nel quale rischia di perdere la vita ma viene salvato da marina. per un attimo lunghissimo sono stati l`uomo e la donna che si guardano, si sfidano, si desiderano - e forse si vogliono morti, tanto e` intollerabile e estremo il loro desiderare.


in una piccola strada di parigi, percorrendo rue bonaparte fino a scorgere la senna e girando due volte l`angolo, si trova un luogo incantato: il cine`ma paradis. e questo il regno di alain bonnard, l`appassionato e nostalgico proprietario del locale. ed e` qui che ogni mercoledi`, al secondo spettacolo, va in scena "les amours au paradis", una rassegna dei migliori film d`amore del passato. in quelle sere il cine`ma paradis e` avvolto da una magia particolare: regala sogni, come recita il poster appeso in biglietteria, sopra alla cassa antiquata. la piccola folla di habitue` si abbandona volentieri sulle vecchie poltroncine di velluto per farsi rapire dal fascino del grande schermo. ma da quando al secondo spettacolo partecipa anche una certa ragazza, e` alain a sognare piu` di tutti. cappotto rosso, sorriso timido, siede sempre nella stessa fila, la numero diciassette. poi, non appena in sala si riaccendono le luci, si allontana solitaria nella notte parigina. chi e`? e qual e` la sua storia? finalmente alain trova il coraggio di invitarla a cena. e una serata perfetta e in piu`, poco dopo, accade un altro fatto eccezionale: un famoso regista americano annuncia di voler girare il suo prossimo film proprio dentro al paradis, con protagonista la bellissima e inavvicinabile sole`ne avril. alain e` fuori di se` dalla gioia. c`e` solo una cosa che lo preoccupa: la misteriosa ragazza con il cappotto rosso sembra scomparsa dalla faccia della terra. che sia solo una coincidenza?



i servizi di psichiatria vedono crescere il numero di giovani che accusano forme di disagio psichico. un fatto allarmante, che piu` che il segnale di un aumento delle patologie, e` il sintomo di un malessere generale che permea la societa`. un fenomeno che costringe a interrogarci su che cosa si basi la nostra societa`, su quali siano le cause delle paure che ci portano a rinchiuderci in noi stessi. i problemi dei piu` giovani sono il segno visibile della crisi della cultura occidentale fondata sulla promessa del futuro come redenzione laica. si continua a educarli come se questa crisi non ci fosse, ma la fede nel progresso e` sostituita dal futuro cupo, dalla brutalita` che identifica la liberta` con il dominio di se`, del proprio ambiente, degli altri.