da roddy doyle a john banville, da andre` brink a jonathan coe; e poi ancora bernard maclaverty, julian barnes, william trevor, margaret atwood, irvine welsh e altri ancora. settanta poeti e narratori, noti o addirittura notissimi, che hanno accettato di raccontare, in brevissimi e spassosi aneddoti, tutte le figuracce, le umiliazioni ricevute in pubblico, tutti i momenti e le occasioni in cui essere uno scrittore famoso si e` rivelata un`esperienza vergognosa e grottesca, a volte al limite del drammatico, e sempre comunque un`esperienza da affrontare con le guance stravolte dal rossore. una serie di quadretti sapidi e divertenti, raccontati con leggerezza autoironica.
nel cuore pulsante della fiera repubblica fiorentina, un bambino abbandonato che si fa chiamare luca bastardo si distingue per la sua insolita, conturbante bellezza. e il 1330 quando luca cade nelle grinfie di bernardo silvano e conosce gli orrori del bordello piu` depravato della toscana. ma e` proprio qui, con il trascorrere degli anni, nel quotidiano contatto con la malvagita` umana, che il giovane scopre di essere speciale: mentre tutti gli altri invecchiano e vanno incontro alla morte, a lui il tempo sembra concedere un`eterna giovinezza. qual e` l`origine della sua immortalita`? un disegno del demonio? un dono della grazia divina? o forse un inconfessabile segreto che tocca l`essenza ultima della scienza e della fede? la risposta affonda le radici nell`oscuro passato di luca e nella misteriosa identita` dei suoi genitori. trovarla significa intraprendere un lungo viaggio alla ricerca di se` che abbraccia i due secoli piu` fulgidi e intensi della storia fiorentina. significa essere iniziati ai segreti dell`alchimia e alla saggezza di un`antica setta eretica. significa affrontare il giogo della peste e scoprire il potere salvifico dell`arte. significa intrecciare il proprio destino a quello dei grandi protagonisti del rinascimento, da giotto a petrarca, da leonardo a lorenzo il magnifico.
l`area caucasica, il ponte eusino, il tauro come confine dell`asia, le polemiche con i geografi e con gli storici precedenti - eratostene ed erodoto - la contestazione della mappa del mondo tracciata dagli studiosi di alessandro, l`analisi della storiografia romana, miti e aneddoti. una fonte preziosa per conoscere il mondo classico.
e l`estate del 1978. i krasnanskij, una famiglia di ebrei lettoni, lasciano l`unione sovietica e arrivano a roma per perfezionare i documenti di espatrio per il nord america. prigionieri nel limbo della burocrazia, roma sara` per loro stazione intermedia e purgatorio: vi trascorreranno cinque mesi, da luglio a novembre, immersi nella variopinta sarabanda dell`emigrazione, tra le promesse e i pericoli del "mondo libero", tra nostalgia e alienazione, piccoli espedienti e amori proibiti. samuil, il patriarca, vecchio funzionario del partito comunista e veterano dell`armata rossa, che con la fedele moglie emma ha lasciato a malincuore il paese cui ha dedicato tutto se stesso, si rifugia nel ricordo. karl, il primogenito, in viaggio con la moglie rosa e i due figli, pragmatico e impaziente di sfruttare tutte le opportunita` offerte dall`occidente, viene attratto dal mercato nero. alec, donnaiolo impenitente, prende la vita come un gioco di leggerezza e seduzione, mentre la bella moglie polina, che ha abbandonato i genitori e l`amata sorella per seguire la nuova famiglia, e` alla ricerca della propria identita`. tra il gelo del regime brezneviano e le folle radunate in piazza san pietro, in attesa del nuovo papa dopo la morte di paolo vi, tre generazioni di ebrei sovietici, intrappolati fra due mondi, sono raccontate con sguardo acuto ed empatico da david bezmozgis.
uno scrittore in crisi creativa ospite di un castello inquietante, due bambine ribelli che detestano il cibo della mensa scolastica, un archeologo del futuro che cerca il sito del leggendario expo 2015, un convoglio della metropolitana impazzito, il mito reinterpretato di tosca, la leggenda urbana dell`autostoppista fantasma, un paio di calzini invisibili... benvenuti nel mondo immaginifico di gianni biondillo, che dopo il grande ritorno dell`ispettore ferrara in "i materiali del killer", ha deciso di giocare con i generi letterari e di regalarci 17 storie (attenzione, anche i numeri hanno la loro importanza!) dove le cose non sono mai quelle che sembrano. racconti che spaziano dall`horror al comico, dall`erotico al fantascientifico, dal mistery al grottesco, mescolando luoghi comuni e leggende metropolitane, paure antiche e incubi moderni...
una sera, sul finire dell`anno 1655, mentre si appresta a chiudere il suo negozio di spezie nel centro di amsterdam, il giovane baruch spinoza incontra frans van den enden, medico e commerciante di libri che ama radunare intorno a se` le menti piu` brillanti e originali. da allora la sua casa diventa per il giovane filosofo il luogo in cui coltivare la passione per gli studi filosofici, abbandonati a causa delle difficolta` economiche della famiglia. a quelle appassionate discussioni assiste anche clara maria, talentuosa suonatrice di clavicembalo a cui il padre affida il compito di insegnare il latino a spinoza. tra la giovanissima maestra e l`allievo nasce un rapporto intenso e contrastato, che chiama in gioco il lato piu` passionale di spinoza, non soltanto pensatore rigoroso, distaccato dalla realta` terrena l`inafferrabile tornitore di lenti dedito allo studio di dio e della natura immutabile dell`essere -, ma uomo in carne e ossa, tormentato da pulsioni scaturite dal corpo e dai sensi. da questo apparente conflitto tra due anime sgorgano le incalzanti domande della conversazione immaginaria in cui spinoza ripercorre gli episodi salienti della propria vita, cercando di ristabilire il legame tra mondo interiore ed esteriore, tra pensiero ed eventi: le peregrinazioni dei suoi antenati, una famiglia di ebrei sefarditi in fuga dalla penisola iberica fino all`olanda; la morte prematura della madre; la cacciata dalla comunita` ebraica di amsterdam e dalla citta`.
charles ryder e` studente a oxford quando conosce sebastian flyte: eccentrico, sregolato, umorale, sebastian e` il secondo dei quattro figli di una famiglia nobile, i marchmain. poco interessato allo studio e insofferente a qualsiasi forma di vita regolare, elegge charles a compagno di scorribande, trascinandolo con se` in folli giri in auto e nottate di bagordi. la consacrazione della loro amicizia coincide con l`invito da parte di sebastian a trascorrere insieme un periodo di vacanza a brideshead, la sontuosa quanto decadente dimora di campagna della sua famiglia. e` qui che pero` nel rapporto tra i due giovani cominciano ad aprirsi le prime crepe. il fascino esercitato su charles da sebastian e` infatti accresciuto ma anche complicato dall`impatto con il mondo da cui quest`ultimo proviene: una nobile casata cattolica popolata di individui feriti e irrisolti, tormentati, incapaci di fare i conti tanto con i propri personali lati oscuri quanto con la fine di un`era in cui il loro status di superiorita` era un dogma inattaccabile. tutti, in qualche modo, si contendono capricciosamente l`affetto e la lealta` di charles, ma cosi` facendo accelerano la discesa di sebastian verso abissi di infelicita` e autodistruzione e spingono il suo amico a prendere coscienza della distanza sociale e spirituale che lo separa da loro. eppure, in un modo o nell`altro, brideshead accompagnera` charles per tutta la vita. considerato il capolavoro di evelyn waugh, "ritorno a brideshead" getta uno sguardo nostalgico e riflessivo sull`epoca che precedette la seconda guerra mondiale: il canto del cigno di un mondo sul punto di scomparire. prefazione di alessandro piperno.
"queste e tant`altre cose ebbero origine quasi settant`anni fa in una citta` siciliana di provincia, in una citta` distrutta, in una comunita` traumatizzata e isolata dai grandi centri. ma palermo non era, come la spagna nel suo torpore franchista, una casa di morti. giuseppe lampedusa o lucio piccolo erano dei dilettanti, ma rientravano anche nella categoria dei sapienti appartati, erano l`humus di un mondo civile". poiche` il principe che scrisse il gattopardo fu il creatore di un mito, di un modo di dire, di una concezione del mondo (gattopardesco, appunto), questo suo ritratto, che si allarga a una citta` vissuta e a una classe sociale al tramonto, cerca di introdurre nel suo modo di leggere i libri degli altri e di assimilarli a se stesso, nel suo modo di specchiare nelle proprie le altre immagini letterarie, nel suo modo di guardare con il massimo ingrandimento i meccanismi delle narrazioni. gioacchino lanza tomasi, suo figlio adottivo, fu per anni anche l`allievo della piccola accademia di lettura che tomasi di lampedusa teneva per alcuni giovani; ed e` stato anche nel tempo l`artefice di un`opera filologica che "ha cosi` propiziato - spiega silvano nigro nella nota al volume - la rilettura critica del gattopardo". "gioitto" - cosi` era chiamato nelle lettere del principe - inizia i suoi ricordi, dettati poco prima di morire, dalla biblioteca della madre spagnola. testi spagnoli classici di grandi narratori e poeti: tomasi di lampedusa vi poteva esercitare ariosamente la sua arte "di indagatore del comportamento umano e di narratologo". "asciutto e fascinoso racconto critico. e` il ritratto intimo della palermo negli anni di giuseppe tomasi di lampedusa. ma e` anche il romanzo di formazione di un giovane che arrivera` a guardarsi nello specchio delle pagine scritte dal padre adottivo" (salvatore silvano nigro).
prendere la propria vita e andare - per capire se stessa, trovare un futuro, non scendere piu` ma restare. sono questi i motivi per cui, una mattina di maggio, beatrice lascia torino per trasferirsi tra le montagne. quelle montagne che, ne e` certa, sono donne anche se spesso recano nomi maschili. donne come lei, che appena arrivata al rifugio del barba, un uomo burbero dal passato misterioso, si sente respinta, in quanto fumna e strangera. marta aidala ha il coraggio di una voce limpida che lascia parlare i gesti e gli accadimenti, i rumori del bosco, gli odori, la luce di un cielo alto sopra le cime. e sa raccontare nei dettagli piu` concreti una nuova epica, quella di una ragazza che va dietro alla propria liberta` nonostante le esitazioni e le paure, una ragazza che cerca se stessa nei sentieri e tra gli uomini di montagna, in un mondo che sente suo anche se le vecchie tradizioni la guardano con diffidenza. con timore e curiosita`, come la guarda elbio, il giovane malgaro con cui beatrice instaurera` un legame profondo, fatto di ritrosie e slanci, in quell`intimita` fragile e struggente che c`e` tra due persone che si specchiano e si riconoscono. quando l`estate finisce beatrice pero` decide di non seguire elbio a valle, rimane invece assieme al barba in rifugio, luogo che ora, forse, sente di poter chiamare casa. ma l`inverno senza neve le rivelera` una montagna inaspettata, spingendola a rimettere tutto in discussione, e interrogandola ancora una volta sul suo futuro, sulla persona che vuole essere e sui luoghi a cui sente di appartenere. "
st mary mead, una mattina come tante. almeno fino a quando il colonnello bantry e la moglie vengono bruscamente svegliati da una cameriera terrorizzata: nella biblioteca della villa si e` scoperto il cadavere di una sconosciuta in abito da sera, giovane e attraente, apparentemente assassinata. nessuno degli abitanti della casa sembra aver mai incontrato la vittima: come spiegare allora il bizzarro ritrovamento? di li` a poco, nelle vicinanze, si rinviene il corpo di un`altra ragazza morta all`interno di un`auto carbonizzata. i due delitti appaiono connessi e la polizia, subito interpellata, comincia le indagini, ma qualcosa pare sfuggire agli uomini di scotland yard. sara` miss marple, vecchia amica della padrona di casa, con il suo occhio infallibile e la sua capacita` di far luce nei piu` tortuosi meandri dell`animo umano, a capire che cosa e` realmente accaduto.