raskol`nikov e` un giovane che e` stato espulso dall`universita` e che uccide una vecchia usuraia per un`idea, per affermare la propria liberta` e per dimostrare di essere superiore agli uomini comuni e alla loro morale. una volta compiuto l`omicidio, pero`, scopre di essere governato non dalla logica, ma dal caso, dalla malattia, dall`irrazionale che affiora nei sogni e negli impulsi autodistruttivi. si lancia cosi in allucinati vagabondaggi, percorrendo una pietroburgo afosa e opprimente, una citta`-incubo popolata da reietti, da carnefici e vittime con cui e` costretto a scontrarsi e a dialogare, alla disperata ricerca di una via d`uscita. nuova traduzione di emanuela guercetti. prefazione di natalia ginzburg e saggio introduttivo di leonid grossman.
questo romanzo breve racconta la storia di un adolescente alle prese con i problemi della storia e della politica e, soprattutto, dell`integrazione in un paese che non e` il suo. narratore e protagonista e` lucas, un giovane liceale cileno. siamo nel 1973 e lucas approda a milano, dove la sua famiglia si e` rifugiata dopo il golpe. di cio` che accade in cile e delle speranze degli antifascisti, lucas ci parla registrando nel suo romanzo-diario i dialoghi quotidiani con il padre (militante politico). ma il romanzo e` soprattutto la storia dei rapporti di lucas con i compagni di scuola e dunque con le difficolta` di adattarsi, da straniero, alla vita italiana, e ancor piu` di essere accettato dagli altri.