una ricostruzione che diventa un racconto pieno di fascino: siamo sul campo di battaglia, ascoltiamo i suoni, vediamo i colori, odoriamo il fumo. viviamo con i soldati francesi e poi con quelli inglesi e poi con i prussiani in una sorta di ripresa cinematografica a tratti dall`alto, a tratti dal basso, ad altezza d`uomo. questo libro e` il primo ad analizzare la battaglia in una prospettiva europea, dando voce a tutti coloro che vi presero parte, di qualsiasi nazionalita`: le loro emozionanti testimonianze costituiscono il filo conduttore del libro.
"siamo di fronte ad un decennio cruciale determinante per il futuro dell`arte contemporanea in quanto cambiera` il mondo e quindi anche il modo di interpretare e promuovere l`arte. tra qualche anni il secolo breve sara` considerato a pieno superato e le opere continueranno ad essere ben quotate ma sono e saranno i rapporti tra tutti gli attori del settore a mutare, cambiare e modificarsi. sotto questo clima di cambiamento, in tempo di piena crisi, e` giusto e doveroso creare una sorta di biennale dell`arte contemporanea, cioe` lo spoleto international art fair che con le sue trenta mostre diviene a pieno titolo annoverata una sorte di biennale internazionale con sede a spoleto, la citta` dei due mondi, della quale il critico e direttore artistico si e` perdutamente innamorato ed in molti, da veri passionari dell`arte contemporanea, abbiamo cavalcato e condiviso questo entusiasmo. socrate ha affermato che `una vita senza ricerca non e` degna di essere vissuta`; ebbene, la partecipazione di tanti artisti a questa straordinaria manifestazione e` davvero stimolante, perche` indica chiaramente la loro tensione conoscitiva, la loro vocazione ali `espressione dei propri talenti e delle proprie inclinazioni, cosi` come ha rilevato acutamente un grande psico-pedagogista contemporaneo, howard gardner, per il quale gli individui sono dotati di intelligenze multiple, corrispondenti a multiformi inclinazioni e potenzialita` soggettive." (luca filipponi, presidente spoleto international art)
puo` capitare di arrivare a parigi, rue de fleurus 27, accompagnati da un misterioso romanzo di inizio novecento. o di spostarsi da castellammare di stabia a tokyo, passando per la meseta spagnola, innamorati persi di roland barthes e di un ragazzo giapponese. puo` capitare anche di dormire in un hotel di singapore, all`ultimo piano di un grattacielo e di essere svegliati da una voce lontana, che forse viene fuori da un libro, forse dalla vita. quando si sfiorano, i libri e i viaggi fanno cortocircuito; e con un romanzo in valigia, qualunque itinerario diventa singolare e sorprendente. alcuni tra i piu` noti scrittori italiani, da antonio tabucchi a dacia maraini, da andrea camilleri a melania g. mazzucco, da raffaele la capria a giuseppe culicchia, da carmen covito a emanuele trevi, raccontano i propri viaggi: fughe, avventure impreviste, pellegrinaggi e sogni da fermi, intessuti di parole e gesti in un appassionato dialogo a distanza con gli autori e i libri piu` amati. in diciannove conversazioni fitte di piogge tropicali, ballerine cambogiane, valigie colme di libri, tiri di boxe fuori tempo massimo, paolo di paolo crea una geografia del viaggio in forma di racconto o di mappa delle emozioni. con uno scritto di pietro citati
"le parole usate dai papi sono importanti; tanto piu` in quanto il loro modo di parlare non e` sempre lo stesso. il linguaggio con cui il pastore della chiesa di roma si rivolge all`umanita` nei momenti difficili e` sempre stato espressione non solo della sua personalita` individuale, ma del posto che la parola della chiesa occupava nel mondo in quella data epoca; ed e` un indizio estremamente rivelatore delle diverse modalita`, e della diversa autorevolezza con cui di volta in volta i papi si sono proposti come leader mondiali. in queste pagine faremo un viaggio attraverso le parole usate dai papi nei secoli. ovviamente la chiesa esiste da duemila anni e nel corso di questi due millenni ha prodotto innumerevoli parole; non si tratta di renderne conto in modo esaustivo o anche solo sistematico, ma piuttosto di proporre uno dei tanti viaggi possibili, cominciando dal medioevo per arrivare fino alla soglia della nostra epoca."
. nella parigi degli anni trenta, dove ogni alberghetto e` uguale all`altro e ogni cafe` puo` celare un nuovo, tormentoso incontro, una donna che scopre di non essere piu` giovane insegna a se stessa l`arte del distacco. e londra, dove presto dovra` tornare, non le riserva niente di meglio: le domanda l`ultimo parente che sembrava disposto a occuparsi di lei. per sasha, ormai, si tratta solo di dimenticarsi , delle . e quando i giorni e le notti si fanno ancora piu` solitari e desolati, c`e` un unico modo per sopravvivere alla sua caparbia, febbrile perdizione: . meglio tingersi subito i capelli di biondo cenere e correre all`appuntamento con quello strano gigolo` dalla nazionalita` indecifrabile e la lunga cicatrice che gli attraversa la gola.
la caduta di costantinopoli nel 1453 apparve ai contemporanei come un evento epocale. mentre gli eserciti turchi sembravano ormai destinati a conquistare roma e a instaurare un nuovo impero islamico, in tutta l`europa dilago` un clima di terrore in cui presero a diffondersi profezie che annunciavano conseguenze terribili e perfino la fine del mondo. la caduta di costantinopoli del 1453 nelle mani dei turchi segna la fine di un impero bimillenario e di un potere che si riteneva universale. e un evento epocale ma anche la fonte di sogni, di aspirazioni, di leggende e di profezie.