emil costantin sabau e` un tredicenne rumeno immigrato illegalmente in italia. vive a torino, affidato a se stesso e alla sua voglia di resistere e affrancarsi da un destino avverso. a fargli compagnia, solo l`amico del cuore, marek, e l`eroe prediletto, tex willer. nonostante sia accolto in casa da un giovane e ricco architetto, ben presto emil decide di partire e di andare alla ricerca del nonno paterno, un artista di strada che gli scrive lettere vivaci in una strana lingua meticcia, e che e` stato visto, l`ultima volta, a berlino. durante il suo viaggio attraverso i confini dell`europa, emil incontra e si scontra con nuovi compagni di strada, districandosi tra speranze e illusioni, e cercando, giorno dopo giorno, una nuova collocazione nel mondo. sullo sfondo di grandi questioni internazionali, ma con lo sguardo rivolto alla quotidianita` della vita, fabio geda scrive con empatia e leggerezza un fresco e moderno romanzo di formazione. una narrazione che fa ancora sperare nel futuro.
il ponte della ghisolfa e` una raccolta di diciannove racconti pubblicata da testori nel 1958; essa fa parte di un disegno piu` ampio, una sorta di "commedia umana" dal titolo "i segreti di milano", "dove tutto - nomi e situazioni, personaggi e ambienti - si tiene, si intreccia e si conferma". nel ponte della ghisolfa e` rappresentato "il mondo della periferia milanese, popolato di poveri diavoli che tirano la carretta in fabbrica o a bottega ma anche di sfaccendati pronti a tutto, di prostitute e ragazzi di vita, di ladri e macro` con licenza di ricattare se non proprio di uccidere, di aspiranti campioni sportivi e di torbidi nouveaux riches". i personaggi del ponte della ghisolfa sono tutti personaggi giovanissimi, operai, baristi, che, nella periferia di una milano alle soglie del boom economico, lottano per sopravvivere, vivono nella periferia dai grandi casoni grigi (roserio, la ghisolfa, porta ticinese), s`incontrano nei bar, frequentano le palestre coltivando la speranza di diventare campioni di ciclismo o di pugilato, passano le domeniche nei "cine" o nelle sale da ballo, s`innamorano.
un borgo toscano nelle paludi, vicino al mare. l`epopea di una famiglia di anarchici, ribelli per temperamento e tradizione: storia di tre generazioni di rivoluzionari dai nomi sintomatici di garibaldo, quarto, volturno, personaggi che partono per viaggi avventurosi e guerre in europa, africa, le due americhe trovando la morte nella lotta contro i padroni. donne combattive e coraggiose che si affidano anche agli oroscopi e alle fattucchiere. un mondo contadino, arcaico, ormai scomparso; una fiaba popolare con trovate fantasiose e insieme malinconiche, commosse e profonde, vivaci e gaie, pervasa dal senso della fragilita` della vita.
con "candido" pubblicato simultaneamente nel 1759 a parigi, londra e amsterdam, voltaire portava a perfezione il nuovo genere letterario da lui creato, quel `conte philosophique` la cui caratteristica essenziale risiede nella tensione dialettica tra allusione ideologica e illusione narrativa. le convulse e mirabolanti avventure di candido offrono alla scintillante, ironica e incisiva penna di voltaire l`opportunita` di dimostrare la vanita` dell`ottimismo razionalista leibniziano e della teoria del migliore dei mondi possibili. e il lettore di ieri, come quello di oggi, preso dal frenetico ritmo narrativo cede all`incantesimo e si rende partecipe del sottile e intelligente gioco con il quale la consumata maestria dell`"ultimo degli scrittori felici" (barthes) lo induce a passare velocemente dall`arbitrio narrativo alla meditazione filosofica. introduzione di giuseppe galasso.
pubblicato nel 1850, "la lettera scarlatta" e` uno dei piu` importanti romanzi nordamericani dell`ottocento. nelle intenzioni dell`autore esso doveva rappresentare al meglio lo spirito puritano dell`epoca coloniale americana. nella societa` puritana la liberta` dell`individuo coincideva con il bene della comunita`, che doveva essere purificata da ogni elemento estraneo, considerato al soldo di satana. per questa ragione le autorita` imponevano stili di vita improntati a un inflessibile rigore morale. e chi infrangeva gravemente le regole poteva incorrere persino nella pena di morte. nel libro una giovane sposa, amante del pastore arthur dimmesdale, manifesta fisicamente i segni della sua relazione extraconiugale con il predicatore. nulla riesce a farla confessare, nemmeno le minacce, e per questo viene schivata da tutti, e infine condannata a portare sul petto una fiammante lettera a, che la additi allo sguardo pubblico come un`adultera. intorno a questa vicenda si dipana il progressivo insinuarsi nei personaggi di un tormentato lavorio psichico, che li spingera`, in taluni casi, sull`orlo della pazzia. il libro e` stato fonte di ispirazione per numerose trasposizioni cinematografiche.
una citta` di mare che somiglia a genova, un oscuro fatto di sangue, un cadavere anonimo, un uomo che istruisce una sua privata inchiesta per svelarne l`identita`. ma il procedimento di spino, il detective della vicenda, non segue una logica di causa/effetto. invece delle apparenze visibili egli cerca i significati che queste apparenze contengono e la sua ricerca corre sul filo ambiguo che separa lo spettacolo dallo spettatore. cosi` la sua inchiesta "impazzisce" e da indagine su una morte slitta sul piano delle segrete ragioni che guidano un`esistenza, trasformandosi in una sorta di caduta libera, vertiginosa e obbligata al tempo stesso: una ricerca senza respiro tesa verso un obiettivo che, come l`orizzonte, sembra spostarsi con chi lo segue.
mark twain e` stato un autore dissacrante, sempre arguto e ironico nei confronti dei codici morali e delle convenzioni che strutturano le consuetudini tradizionali di vita. nelle storie qui raccolte - scritte nel suo periodo creativo piu` fertile, dal 1863 al 1895 - la sua verve umoristica e polemica diventa assoluta protagonista. ed ecco in rapida sequenza: i consigli spregiudicati a bambini e bambine, gli approcci irriverenti alla retorica sui "padri della patria" e la graffiante ironia nei confronti della religione e del perbenismo. ma anche il ribaltamento di trame edulcorate e moraleggianti, cattivi che hanno successo e buoni che falliscono miseramente, un mondo civile e politico messo alla berlina a volte in maniera macabra. per non parlare poi delle riflessioni al vetriolo sull`ansia di rispettabilita`, sull`ipocrisia diffusa, sulla filosofia della "legge e ordine" e degli aspri attacchi al razzismo della societa` americana... quella che risuona con vigore in questi racconti e` la voce di grande attualita` e fuori da ogni schema di twain: un salutare antidoto ai luoghi comuni e al razzismo. un grande scrittore libertario.
cinque storie legate da un filo sottilissimo, un filo di crudelta`. crudelta` di costanza che infierisce sul marito (forse mozart?), gia` presago di una fine imminente, accusandolo di essere vecchio. crudelta` di lorenzo da ponte che sfoga su un malcapitato mendico la rabbia delle proprie sconfitte. crudelta` del mercante d`arte olandese che non presta ascolto alle ansie della moglie incinta e parte per una delle sue . crudelta` del nobile spagnolo che da` alle fiamme le pagine in cui carlo v, vecchio e malato, ha riversato la storia della propria vita. crudelta`, infine, di un`agiata famiglia viennese che a poco a poco isola il padre colpito da paralisi. epoche e cornici diverse: cinque racconti immersi nella storia e tuttavia singolarmente sottratti al tempo.
la vita di andrea scotto e` tutto fuorche` perfetta, specie quando c`e` di mezzo la famiglia. quarantenne single e ancora ostinatamente immaturo, andrea ha sempre preferito tenersi alla larga dai parenti: dal padre libero scotto, ex comandante di navi, procidano, trasferitosi a napoli con i figli dopo la morte della moglie, e dalla sorella marina, sposata, con due figlie e con un chiaro problema di ansia da controllo. quando pero` marina e` costretta a partire lasciando il padre gravemente malato, tocca ad andrea prendere il timone. e l`inizio di un fine settimana rocambolesco, in cui il divieto di fumare imposto da marina e` solo una delle tante regole che vengono infrante. tallonato da cane pazzo tannen, un bassotto terribile che ringhia anche quando dorme, costretto a stare dietro a un padre ottantenne che non ha affatto intenzione di farsi trattare da infermo, andrea sbarca a procida e torna dopo anni sui luoghi dell`infanzia, sulla spiaggia nera vulcanica che ha fatto da sfondo alle sue prime gioie e delusioni d`amore e tra le case colorate della corricella scrostate dalla salsedine. e in quei contrasti, in quell`imperfetta perfezione che riporta a galla ferite non rimarginate ma anche ricordi di infinita dolcezza, cullato dalla brezza che profuma di limoni, capperi e ginestre o dal brontolio familiare della vecchia diane gialla della madre, andrea trovera` il suo equilibrio.
una famiglia di quattro - madre, padre e i due figli - si trasferisce sull`isola di tromoya, al largo della costa meridionale della norvegia, in una casa nuova. sono i primi anni settanta, i bambini sono piccoli, i genitori giovani e il futuro aperto. dagli immensi boschi carichi di promesse e misteri, meta prediletta delle scorribande del piccolo karl ove, descritto con ossessiva meticolosita`, si apre l`appassionato racconto delle sue esperienze e scoperte. la felicita` della scuola e lo sforzo per trovarvi un proprio posto; le gratificazioni e le frizioni dell`amicizia; l`eccitazione della vita all`aria aperta con le sue avventure; l`incontro con l`amore, le sue gioie, le sue amarezze; i vestiti, la lettura, la musica, lo sport; e, soprattutto, la famiglia, con le sue due figure antagoniste, l`una piu` sfumata, l`altra onnipresente: confortevole e serena la madre, autoritario e terrificante il padre, sempre vigile, sempre pronto a esaminare e sanzionare con violenza qualsiasi scivolata.
"musica per organi caldi" raccoglie trentasei racconti di un bukowski familiare e nuovo al contempo. familiare perche`, dopo essersi cimentato con le strutture del romanzo, torna al passo narrativo del racconto, che gli e` particolarmente congeniale, ma anche nuovo, perche` in queste pagine, spregiudicate e anche feroci, crea le sintesi piu` felici del proprio repertorio formale e contenutistico. se da una parte, infatti, ci troviamo di fronte ai personaggi che tradizionalmente popolano queste storie di ordinaria follia, a un`umanita` sbracata e litigiosa, sfrenata e beona, dall`altra bukowski mette a fuoco con maggiore intensita` ed essenzialita` le gesta dei suoi eroi, che diventano tanto piu` straordinari quanto piu` si muovono nelle dimensioni di una ostentata banalita`. della musica che accompagna le tragicommedie della vita quotidiana bukowski sa cogliere in modo impareggiabile i sottofondi umoristici e poetici, le note patetiche e inquietanti.