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landolfi offre ai lettori, in questa silloge di "esercizi di stile", le storie di un nobiluomo che usa la spada avita per tagliare in due la fanciulla che ama in una sorta di rito dolcissimo e struggente; la relazione accademica di un cane - che e` un professore arzebeigiano e risponde al nome di onisammot iflodnal - il quale annuncia a un pubblico parecchio irritato che anche gli uomini, sebbene non tutti, intendono, sentono, pensano; una cronaca brigantesca che gia` nell`epigrafe, tratta da michael kohlhaas, evoca atmosfere kleistiane; il solo apparentemente comico "il babbo di kafka", in cui l`ironia vela a malapena risvolti dolorosamente autobiografici.

quarant`anni dopo, gli archivi desecretati del dipartimento di stato e della cia restituiscono un piccolo tesoro: la versione americana del fallito tentativo insurrezionale dell`argentino ernesto "che" guevara in bolivia. un vero e proprio contro-diario scritto giorno per giorno da washington e dall`ambasciata usa a la paz nei caldi mesi del 1967, quando sembrava imminente l`esplodere di un "nuovo vietnam" dal rio grande alla terra del fuoco. le carte rivelano in tutta la sua drammaticita` la fragile, contraddittoria politica dell`amministrazione johnson nei confronti dell`america latina, e completano il celebre diario in bolivia del che, un cult mondiale della rivolta giovanile del 1968.

oggi il ruolo centrale delle banche nello sviluppo dell`economia di un paese e` posta in dubbio dalle innovazioni tecnologiche, dalla grande mobilita` dei capitali tra gli stati, dal ruolo degli investitori tradizionali in grado di competere per la gestione del denaro delle famiglie. in particolare il nostro paese vive una fase di privatizzazioni, fusioni e aggregazioni, destinata a ridisegnare la mappa del sistema bancario ma anche a modificarne i servizi e la struttura operativa. "home banking" e gestione patrimoniale, servizi personalizzati e nuovi strumenti di credito caratterizzeranno ancora di piu` la banca italiana ed europea, e trasformeranno al tempo stesso le nostra opportunita` di investimento e di risparmio.

che cosa sono i fondi pensione? chi puo` aderirvi? a chi conviene? un quadro dei nuovi meccanismi previdenziali che coinvolgeranno milioni di lavoratori. il libro presenta i nuovi meccanismi previdenziali che trovano nei fondi pensione il pilastro centrale; ne chiarisce il funzionamento, la gestione finanziaria e gli obiettivi, spiegandone anche costi e benefici: perche` i fondi pensione sono destinati a diventare parte integrante del nostro benessere domani.

filosofia, scienza e politica sono i temi principali di questi due volumi, nei quali e` proposto un bilancio delle piu` recenti ricerche sui campi, i metodi e i risultati della produzione intellettuale dei greci antichi: una sintesi della filosofia, della politica e delle conoscenze scientifiche di una societa` che ha plasmato e stimolato ogni campo del pensiero occidentale. l`esposizione e l`organizzazione dei saggi permette al lettore la costruzione di diversi percorsi di lettura, anche grazie ai rimandi interni indicati al termine di ogni saggio.

mai come in questo periodo la medicina ha subito la sua potenza tecnologica, e mai come ora ha mostrato una crisi profonda di credibilita` da parte dei pazienti. che cosa e` accaduto del rapporto tra il medico e il paziente? che cosa rende l`incontro medico il luogo di un dialogo frammentario e frustrante? perche` la medicina non risponde alle domande piu` concrete che i pazienti pongono? il medico pretende di imporre la sua razionalita` e di catalogare le credenze della medicina popolare come superstizione. tuttavia, cosi` facendo, impedisce di comprendere la narrazione del paziente, le sue ragioni profonde.

a paul celan, nel 1960, viene conferito il premio buchner. in quella occasione tiene un discorso dal titolo "ii meridiano", qui raccolto insieme a tutti gli scritti in prosa. celan si prova a dire il significato della poesia, e trova questa immagine: poesia non e` alcun luogo concreto sulla carta geografica dell`immaginario e della mente dell`uomo. essa e`, piuttosto, come un meridiano: una linea ad un tempo verissima e inesistente che indica una direzione attraverso molti territori. su questa linea a ciascuno e` data la possibilita` di tracciare il proprio cammino verso quel sapere e quel sentire che appaiono sempre piu` lontani da chi e` assediato dalla civilta` del rumore e del fatuo, e in essa si perde.

mai come negli ultimi decenni il turismo e` diventata un`attivita` che si nutre di immagini e di immaginari. viviamo in una societa` fortemente mediatizzata, che produce un`enorme quantita` di immagini finalizzate alla conoscenza e al consumo di luoghi e persone, che diventano patrimonio condiviso delle varie "comunita`" turistiche e si trasformano via via in una sorta di icone. partendo da approcci disciplinari diversi ma convergenti, come quello dell`antropologia culturale e della geografia, marco aime e davide papotti, basandosi su un percorso teorico supportato dall`analisi di casi esemplari, mettono in luce alcuni dei meccanismi che portano alla costruzione degli immaginari relativi a luoghi, spazi, eventi e dimensioni di vita esotiche. immagini e immaginari che condizionano fin da prima della partenza ogni forma di incontro con la diversita`, sia essa di carattere naturalistico-ambientale, sia invece di tipo etnico-culturale, e che determinano il nostro rapporto con l`altro e con l`altrove, perpetuandosi e riproducendosi in una sorta di circolo autoreferenziale.

l`interesse di heidegger per aristotele, testimoniato da questo corso universitario che il filosofo tenne nel 1924, si colloca nel periodo cruciale dell`elaborazione dell`analitica ontologico-esistenziale di essere e tempo. in particolare, nell`analisi della retorica aristotelica compaiono gia`, in nuce, alcuni `concetti fondamentali della filosofia heideggeriana` - come "dasein" (esserci), "in-der-welt-sein" (essere nel mondo) e "befindlichkeit" (il sentirsi situato, la situativita`, e anche la situazione emotiva) - destinati a lasciare un segno indelebile nella filosofia del novecento. ma, soprattutto, heidegger si impegna qui - come raramente in seguito - in una brillante fenomenologia dei "pa`the", delle , e del ruolo determinante che esse svolgono nella vita e nell`esistenza dell`uomo. la messa in questione del tradizionale privilegio accordato agli atti intellettivi superiori che questo implica suggerisce l`idea che siano costitutivi dell`uomo, allo stesso titolo della ragione, anche gli elementi `inferiori`, quali la sensibilita`, le affezioni e le passioni.

predomina ancora una visione del periodo dell`umanesimo che ne esalta, da un lato, i valori estetico-artistici, e tende a ridurne, dall`altro, il pensiero a elementi retorico-filologici. massimo cacciari ci fa capire come le cose siano piu` complesse e meno schematiche, e come la stessa filologia umanistica vada in realta` inserita in un progetto culturale piu` ampio nel quale l`attenzione al passato e` complementare alla riflessione sul futuro, mondano e ultramondano. dunque una filologia che e` intimamente filosofia e teologia. e i nodi filosofici affrontati dagli umanisti (che in quest`ottica non iniziano con petrarca o con i padovani, ma con lo stesso dante) sono difficilmente ascrivibili a sistemi armonici o pacificanti, secondo una visione tradizionale del rinascimento. c`e` un nucleo tragico del pensiero umanistico, fortemente , in cui le polarita` opposte non si armonizzano ne` vengono sintetizzate.

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