in questo libro jacques-alain miller fa da guida al lettore che si accosta all`ultimo insegnamento di lacan. sicuramente il piu` arduo. il libro xxiii del seminario di lacan, intitolato "le sinthome" - antica grafia del termine sintomo - e infatti, come tutti gli ultimi seminari, completamente diverso dai precedenti. perche`? almeno per due motivi. primo: perche` lacan nell`ultimo periodo del suo insegnamento capovolge letteralmente la sua impostazione teorica sull`inconscio. mentre prima l`accento era posto sull`assioma che l`inconscio e` strutturato come un linguaggio, ora lacan mette l`accento sulla disgiunzione tra il senso e il reale, tra la verita` e il godimento. l`accento non e` quindi posto sul sistema significante, sul grande altro, sul linguaggio, ma sul godimento, che e` quel reale che si presenta clinicamente come impossibile da sopportare e logicamente come senza senso. addirittura il significante stesso non serve piu` alla comunicazione o al senso, ma si rivela essere al servizio del godimento, come prova l`opera di joyce, soprattutto "finnegans wake". inoltre questo seminario presenta in modo del tutto diverso la triade che aveva guidato lacan fin dagli inizi del suo insegnamento l`immaginario, il simbolico e il reale - e con cui aveva riorganizzato la teoria e l`esperienza della psicoanalisi.
in un`atmosfera tesa e allucinante, misteriosa e ambigua, james realizza con grande maestria una delle sue opere piu` riuscite: solo in apparenza una storia di fantasmi, "ii giro di vite" organizza e lega al suo interno una notevole quantita` di temi. asse privilegiato del racconto e` pero` la ripetizione: i due "revenants" che si accampano sulla scena del romanzo non sono altro che la figura retorica dietro la quale james nasconde, e svela, il problema di cio` che ritorna, cio` che si ripete. attraverso l`utilizzo di una tecnica narrativa "sperimentale" - che adotta il limitato punto di vista dei personaggi - james anticipa i procedimenti metaletterari del romanzo del novecento.
nel maggio 1907 un`eccentrica coppia di artisti, armati di album da disegno e acquerelli, s`imbarca da costantinopoli alla volta del pireo. le`on bakst, brillante scenografo e costumista, futura anima dei ballets russes, puo` coronare finalmente il sogno di una vita: raggiungere fisicamente quell`ellade intravista sino ad allora soltanto nelle collezioni d`arte antica dell`ermitage e del louvre. ad accompagnarlo in questa spedizione alla ricerca di uno stile contemporaneo per rappresentare il mito greco e` valentin serov, celebre ritrattista pietroburghese suo amico e quasi coetaneo. insieme visiteranno atene, delfi, argo, micene, corinto, epidauro, olimpia e corfu` e soggiorneranno a lungo sull`isola di creta dove arthur evans aveva appena portato alla luce le vestigia della civilta` minoica.
"la legge e` davvero uguale per tutti? in senso letterale lo e`, ma nella sostanza l`interpretazione varia da caso a caso, da un giudice all`altro. `i fiori di marta` racconta una vicenda giudiziaria o forse solo l`illusione della giustizia. col trascorrere degli anni mi sono convinto che la certezza del diritto sia, appunto, un`illusione che transita, come tante altre, nella nostra vita. scrivendo, ho provato a riflettere anche su altri transiti quali l`amore, la liberta`, il senso delle cose."
mara abbiati, scultrice di grandi gatti in pietra, e suo marito craig nolan, famoso antropologo inglese, hanno una piccola casa di vacanza vicino a canciale, paesino ligure arrampicato tra il mare e l`appennino. un mattino d`estate craig sale sul tetto per controllare da dove sia entrata la pioggia di un temporale estivo, e ci cade attraverso, quasi spezzandosi una gamba. alla disperata ricerca di qualcuno che gli aggiusti la casa, vengono in contatto con ivo zanovelli, un costruttore con molte ombre nella vita. nel corso di pochi giorni di un luglio incandescente l`equilibrio gia` precario di ognuno dei tre si rompe, e fa emergere con violenza dubbi, contraddizioni, desideri fino a quel momento dormienti. in "cuore primitivo", il suo diciottesimo romanzo, andrea de carlo utilizza le tecniche di spostamento della prospettiva sviluppate in "giro di vento", "leielui" e "villa metaphora, per raccontare a capitoli alterni le ragioni dei tre protagonisti in tutta la loro complessa, incontrollabile verita`.