emma ama andrea, ma andrea sta per sposare un`altra. lei pensa allora di consolarsi con le soddisfazioni professionali, ma e` difficile perche` se e` vero che sta per partecipare a un prestigioso concorso di pasticceria, lo fara` solo in qualita` di assistente della solita raccomandata. e intanto la catastrofe economica incombe sulla pasticceria dupre`, che un colosso industriale non vede l`ora di accaparrarsi.
la chiave dell`arte dello scrivere, sosteneva hardy anticipando di piu` di mezzo secolo quello che dira` borges a difesa della narrativa d`intreccio, sta nella capacita` di mescolare in giuste dosi il banale quotidiano e lo straordinario. l`avventura grandiosa di un essere umano qualunque, o la giornata qualunque di un grande personaggio: questo e` il racconto. e il dosaggio e` cosi` riuscito in questi racconti del 1894, da incoraggiare a sottoscrivere il giudizio che nel 1949 ne dava annie messina: e` impossibile annoiarsi leggendoli. sono parabole rapide e disastrose di destini comuni, che il caso invece seduce e poi atterra: ironicamente, appunto. hardy le segue nel loro tragitto con uno sguardo di sconsolata pieta`, di romantica malinconia.
il romanzo si articola intorno a tre temi centrali, ma filo conduttore e` ulrich, uomo senza qualita` in quanto proteso verso tutte le possibilita` intellettuali e quindi inutilmente impegnato a costruire il senso della propria esistenza. ex ufficiale, colto, viene eletto segretario di un comitato nato per organizzare le celebrazioni del giubileo di francesco giuseppe nel 1913. la cosa pero` finira` nel nulla. su questa vicenda sono inserite varie storie: la crisi familiare di walter e clarissa, che impazzira`; il complesso legame tra ulrich e la sorella agathe; il caso del condannato a morte moosbrugger; e infine il quadro della decadenza dell`impero asburgico ironicamente chiamato kakania e della stessa societa` borghese.
e il catalogo delle opere tedesche e austriache presenti nel museo dell`ermitage di san pietroburgo, quelle comprese tra il quindicesimo e il diciottesimo secolo. in totale le opere di questi due paesi sono oltre le 700 al museo e danno una chiara idea dell`evoluzione dell`arte tedesca e austriaca dal quattrocento ad oggi. le opere maggiormente rappresentate sono quelle tra il settecento e l`ottocento, questo riflette l`interesse della russia per la cultura tedesca e la natura positiva dei rapporti tra russia e germania. sono raccolte opere di denner, grooth, platzer, von aachen e molti altri anche meno conosciuti, ma non per questo meno rappresentativi. ``the hermitage catalogue of western european painting`` e` una collana che raccoglie il primo catalogo scientifico dell`ermitage di san pietroburgo, uno dei piu` preziosi musei del mondo. grazie a quest`opera monumentale - pubblicata in lingua inglese - gli studiosi e gli appassionati d`arte potranno accedere ad un vastissimo repertorio, in gran parte ancora inedito o riprodotto solo su pubblicazioni in lingua russa. curati dai maggiori specialisti russi, i 16 volumi che compongono l`opera presentano, riprodotti in grande formato e sistematicamente schedati, i 5000 dipinti dell`immensa sezione di pittura occidentale dell`ermitage: un percorso che illustra, dal duecento al novecento, i capolavori e le opere meno note di tutte le scuole.
prima persona plurale del verbo essere: e` la voce verbale che attraversa tutta la nuova raccolta di mariangela gualtieri. una voce, per l`appunto, prima ancora che una forma. una voce che parla da non si sa dove e pronuncia l`essere e l`esserci come evidenza e nello stesso tempo come mistero. ne` punto di partenza ne` punto di arrivo, ma consapevole e accidentato percorso. gli approcci piu` che definitori sono tentativi di collocazione: , . ma soprattutto sono indicazioni di stati d`animo: , . di sicuro non siamo soli. un`altra presenza costante del libro (e non solo nella seconda sezione, ad essi dedicata) e` quella degli animali. fratelli, ma anche qualcosa di piu`: sorta di angelici anelli di congiunzione con quanto si cela dietro la parola e il verbo essere. e anche i cuccioli umani, ai quali e` dedicata un`altra sezione, sono creature speciali, piu` immediatamente partecipi di quei cicli naturali intorno ai quali ruota, come una preghiera, la scrittura della poetessa romagnola. ma senza essere troppo francescana, senza dimenticare che il male esiste e che quella umana e` una . d`altra parte, anche nelle poesie piu` introspettive le pulsioni sono del tutto contrastanti, in un`alternanza di estasi e smarrimento. il filo rosso del libro resta comunque quello del sentimento panico (ancora una volta , tutto, insieme) che attraversa le varie sezioni e tocca forse il suo vertice nel requiem finale.
in "caccia allo strega" gianluigi simonetti sonda, con rigore e senza ossequi reverenziali, luci e ombre del premio letterario piu` importante d`italia: un`istituzione antica e consolidata che appare pero` sempre piu` "sincronizzata alle esigenze dell`attuale societa` dello spettacolo", nello sforzo manifesto di allineare prestigio culturale ed efficacia commerciale all`interno di un mercato del romanzo frenetico e desacralizzato. storicamente autorevole, oggi piu` vivace e mediatico, lo strega e` il solo premio letterario italiano capace di incidere sul destino dei libri in finale, accrescendone significativamente la reputazione, la visibilita` e le vendite. spostando lo sguardo oltre le dinamiche elettorali e il marketing letterario, simonetti si concentra su un aspetto decisivo ma scomodo (e per questo trascurato da molti): come sono fatti i libri vincitori o selezionati per la celeberrima cinquina. le costanti tematiche, le soluzioni stilistiche, i modelli narrativi dei romanzi piu` noti e rilevanti passati per il premio negli ultimi vent`anni sono trattati come efficaci indicatori sociologici del nostro clima culturale; segnali concreti del modo in cui i protagonisti del campo letterario immaginano in questi anni il loro ideale "romanzo di successo". una ricognizione tra testi e contesti dello strega che mira dunque a un obiettivo ulteriore: attraverso l`analisi delle forme letterarie (con le loro coerenze e le loro contraddizioni) capire che uso facciamo del bello, del mediocre e perfino del brutto; scoprire alla fine chi siamo, e che cosa cerchiamo nell`arte.