Bill Champlin tiene ancora assieme la sua band, on the road da più di 35 anni. Tra rock, jazz, musica nera e blues.
Kerby mostra una faccia rock ed una più intimista. Tra rock moderno ed influenze country. Buon esordio solista per l'ex leader dei Mulehead.
Sulla scia del cofanetto dedicato agli Archivi, Young ripubblica i suoi primi quattro album in versione rimasterizzata ed a prezzo più che ragionevole. Non hanno ma suonato così bene ed un vero piacere riascoltare brani come Heart of Gold, Old Man e The Needle and the Damage Done con una qualità audio impensabile fino a qualche mese fa.
Torna di nuovo disponibile questo disco di una formazione pressochè sconosciuta che arriva dal Missouri. Classico Heartland Rock, sulla linea di John Mellencamp, con echi di The Band ed accellerazioni moderne alla Ryan Adams. Buon songwriting ed un suono diretto, chitarristico, classico.
una piccola citta`, la rochelle, immersa in una gelida pioggia autunnale; borghesi apparentemente insospettabili che giocano a bridge; una serie di strani delitti che viene improvvisamente a turbare la vita della citta`; e due personaggi (il cappellaio, agiato e rispettabile commerciante, e il "piccolo sarto" armeno con addosso il suo irrimediabile odore di aglio e di miseria) che si osservano in una comunicazione tragica e segreta: due sguardi consapevoli, due punti di vista contrapposti e complementari fino alla reciproca dipendenza, fino alla complicita`, si affrontano in una sorta di controcampo investigativo di altissima tensione drammatica.
Coastgaard sono una formazione californiana molto legata alle sonorità anni sessanta, al surf in particolare ed alle melodie con le voci in primo piano, vedi Beach Boys. Questo disco, che risente di questa passione, contiene una serie di canzoni proprie legate a sonorità tipiche fine cinquanta/ primi sessanta. Musica con una forte qualità cinematica, dove ogni canzone richiama un momento preciso, quasi fosse una scena tratta da un film.
Nuovo album del rocker olandese che ha la testa oltreoceano. Infatti Ad Vanderveen è nato sì in Olanda, ma fa musica in classico stile Americana, quasi fosse nato da quelle parti. Roots rock, ballate, venture country. Anche in questo disco, inciso con una rock band, la vena roots di Vanderveen non perde il suo smalto.
Due leggende in un unico disco. Bill Kirchen chitarrista e voce nella prima formazione di Commander Cody and His Lost Planet Airmen, ed Austin Delone, leader dei mitici Eggs Over Easy. Dopo avere suonato assieme nei Moonlighters, all'inizio degli anni ottanta, si sono ritrovati per questo disco. Un album di pura americana, registrato parte in Usa, parte in UK ( da cui il titolo), con canzoni che hanno un suono molto Commander Cody, ma anche Eggs Over Easy. Una manciata di canzoni superbe con una versione di The Times They are A- Changin' di Dylan, che da sola vale il disco.
Jam Band che proviene dal Rhode Island, con una formazione composta da sette elementi. Jamie Conroy, voce e chitarra è il leader, poi la band presenta una batteria e due percussionisti, un altra chitarra, basso e tastiere. Allman Brothers e Grateful Dead sono i punti di riferimento. Ma la band è valida anche sulla forma canzone, più che sulle jam sessions, come confermano Signpost, Rollin', Crumbling Down, Warm Winds in Blue Hawaii. Reperibilità scarsa.
We Travel The Spaceways, Bad and Beautiful,
Henry e Rupert Stansall, conosciuti sotto il nome di Ruen Brothers, sono in pratica all'esordio. Inglesi, amano il rock and roll delle origini, si rifanno agli Everly Brothers ma mischiano sagacemente queste radici con un suono energico, decisamente attuale. Buona parte del merito va alla produzione di Rick Rubin che, quando ci mette le mani, lascia il segno. Comunque i Ruen Brothers hanno anche delle canzoni di qualità, che rispondono a titoli come Walk Like A Man, Make The World Go Away, Motor Ciry, An Evening Dreaming.
Accanto ai nuovi dischi di Bruce Springsteen, Elvis Costello, Chris Stapleton, I Can Go With You del giovane cantautore Sam Burton è tra i 20 dischi che i giornalisti del quotidiano Los Angeles Times, non vedono l'ora di ascoltare. Il disco contiene 11 canzoni in stile country rock, profonde dal punto di vista emozionale e prodotte in maniera professionale. Ogni canzone è pervasa da un senso di atemporalità che contraddice l'evidenza che si tratti di una novità. Burton si fa produrre dall'esperto Jarvis Taveniere ( Purple Mountains, Woods) e confeziona un disco in cui troviamo echi di Van Morrison, Tom Petty, un inedito di Tim Buckley, un country blues di Fred Neil. Di nuovo disponibile.
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Live 2010.
MIke Gordon, bassista dei Phish, ha già inciso diversi dischi a suo nome. Ma questo, vuoi per il lockdown, vuoi per la maggiore attenzione che il musicista ha messo nelle sue canzoni, è charamente il suo disco migliore. Un disco di rock a tutto tondo, con influenze funk ma anche psichedeliche e brani che abbaracciano la coralità del rock d'autore. Con una band solisda al suo servizio, Gordon presenta un disco in cui spesso le sonorità sono inattese, con un forte gusto per l'improvvisazione. Titoli come Back in Te Bubble, Connected, Pure Energy, Revolution of the Mind e Tipical Rocket sono destibati a durare nel tempo.
Un disco registrato dal vivo in studio, a Portland, Oregon. Un disco dove Craigie rilegge alcuni dei suoi brani migliori, tra folk d'autore e rock.
"se rabelais fosse stato un soldato nella prima guerra mondiale, non avrebbe potuto fare niente di meglio di celine. piu di ogni altra cosa, lo spazio narrativo cosi ristretto, nel quale i personaggi appaiono e scompaiono ciclicamente come i pupazzi di una giostra, esalta la sua straordinaria capacita di caratterizzare e rendere indimenticabili i singoli esseri umani ... celine e stato piu di ogni altra cosa un superbo ritrattista, un impareggiabile anatomista della singolarita umana. il suo stesso senso del comico e del grottesco nasce dalla constatazione, cosi fertile di conseguenze poetiche, che ognuno, in quel grande circo che e il mondo, recita la sua parte a modo suo, destinato a rimanere incomprensibile agli altri". (emanuele trevi). con una premessa di francois gibault.
