nel cuore pulsante della fiera repubblica fiorentina, un bambino abbandonato che si fa chiamare luca bastardo si distingue per la sua insolita, conturbante bellezza. e il 1330 quando luca cade nelle grinfie di bernardo silvano e conosce gli orrori del bordello piu` depravato della toscana. ma e` proprio qui, con il trascorrere degli anni, nel quotidiano contatto con la malvagita` umana, che il giovane scopre di essere speciale: mentre tutti gli altri invecchiano e vanno incontro alla morte, a lui il tempo sembra concedere un`eterna giovinezza. qual e` l`origine della sua immortalita`? un disegno del demonio? un dono della grazia divina? o forse un inconfessabile segreto che tocca l`essenza ultima della scienza e della fede? la risposta affonda le radici nell`oscuro passato di luca e nella misteriosa identita` dei suoi genitori. trovarla significa intraprendere un lungo viaggio alla ricerca di se` che abbraccia i due secoli piu` fulgidi e intensi della storia fiorentina. significa essere iniziati ai segreti dell`alchimia e alla saggezza di un`antica setta eretica. significa affrontare il giogo della peste e scoprire il potere salvifico dell`arte. significa intrecciare il proprio destino a quello dei grandi protagonisti del rinascimento, da giotto a petrarca, da leonardo a lorenzo il magnifico.
e l`estate del 1978. i krasnanskij, una famiglia di ebrei lettoni, lasciano l`unione sovietica e arrivano a roma per perfezionare i documenti di espatrio per il nord america. prigionieri nel limbo della burocrazia, roma sara` per loro stazione intermedia e purgatorio: vi trascorreranno cinque mesi, da luglio a novembre, immersi nella variopinta sarabanda dell`emigrazione, tra le promesse e i pericoli del "mondo libero", tra nostalgia e alienazione, piccoli espedienti e amori proibiti. samuil, il patriarca, vecchio funzionario del partito comunista e veterano dell`armata rossa, che con la fedele moglie emma ha lasciato a malincuore il paese cui ha dedicato tutto se stesso, si rifugia nel ricordo. karl, il primogenito, in viaggio con la moglie rosa e i due figli, pragmatico e impaziente di sfruttare tutte le opportunita` offerte dall`occidente, viene attratto dal mercato nero. alec, donnaiolo impenitente, prende la vita come un gioco di leggerezza e seduzione, mentre la bella moglie polina, che ha abbandonato i genitori e l`amata sorella per seguire la nuova famiglia, e` alla ricerca della propria identita`. tra il gelo del regime brezneviano e le folle radunate in piazza san pietro, in attesa del nuovo papa dopo la morte di paolo vi, tre generazioni di ebrei sovietici, intrappolati fra due mondi, sono raccontate con sguardo acuto ed empatico da david bezmozgis.
uno scrittore in crisi creativa ospite di un castello inquietante, due bambine ribelli che detestano il cibo della mensa scolastica, un archeologo del futuro che cerca il sito del leggendario expo 2015, un convoglio della metropolitana impazzito, il mito reinterpretato di tosca, la leggenda urbana dell`autostoppista fantasma, un paio di calzini invisibili... benvenuti nel mondo immaginifico di gianni biondillo, che dopo il grande ritorno dell`ispettore ferrara in "i materiali del killer", ha deciso di giocare con i generi letterari e di regalarci 17 storie (attenzione, anche i numeri hanno la loro importanza!) dove le cose non sono mai quelle che sembrano. racconti che spaziano dall`horror al comico, dall`erotico al fantascientifico, dal mistery al grottesco, mescolando luoghi comuni e leggende metropolitane, paure antiche e incubi moderni...
"queste e tant`altre cose ebbero origine quasi settant`anni fa in una citta` siciliana di provincia, in una citta` distrutta, in una comunita` traumatizzata e isolata dai grandi centri. ma palermo non era, come la spagna nel suo torpore franchista, una casa di morti. giuseppe lampedusa o lucio piccolo erano dei dilettanti, ma rientravano anche nella categoria dei sapienti appartati, erano l`humus di un mondo civile". poiche` il principe che scrisse il gattopardo fu il creatore di un mito, di un modo di dire, di una concezione del mondo (gattopardesco, appunto), questo suo ritratto, che si allarga a una citta` vissuta e a una classe sociale al tramonto, cerca di introdurre nel suo modo di leggere i libri degli altri e di assimilarli a se stesso, nel suo modo di specchiare nelle proprie le altre immagini letterarie, nel suo modo di guardare con il massimo ingrandimento i meccanismi delle narrazioni. gioacchino lanza tomasi, suo figlio adottivo, fu per anni anche l`allievo della piccola accademia di lettura che tomasi di lampedusa teneva per alcuni giovani; ed e` stato anche nel tempo l`artefice di un`opera filologica che "ha cosi` propiziato - spiega silvano nigro nella nota al volume - la rilettura critica del gattopardo". "gioitto" - cosi` era chiamato nelle lettere del principe - inizia i suoi ricordi, dettati poco prima di morire, dalla biblioteca della madre spagnola. testi spagnoli classici di grandi narratori e poeti: tomasi di lampedusa vi poteva esercitare ariosamente la sua arte "di indagatore del comportamento umano e di narratologo". "asciutto e fascinoso racconto critico. e` il ritratto intimo della palermo negli anni di giuseppe tomasi di lampedusa. ma e` anche il romanzo di formazione di un giovane che arrivera` a guardarsi nello specchio delle pagine scritte dal padre adottivo" (salvatore silvano nigro).