Ex-tastierista Grateful Dead.Raro lavoro solista in cui rilegge il repertorio dei Dead, 1992
Pat Dinizio, Smithereens, canta Buddy Holly. Un omaggio ben fatto da parte di un conoscitore della musica pop. Dopo i due CD dedicati ai Beatles, con gli Smithereens, ora è la volta di uno dei grandi del rock and roll.
Indie folk ? Cinematic soul ? Gospel Jazz Blues ? Ancora una volta Sufjan Stevens, patron dell'etichetta, ci ha visto giusto ed ha pubblicato il disco di un (quasi) esordiente su cui fare conto.
Non è un novellino Chuck Cheesman. Cantautore, proviene dall'area urbana di New York ma, per fare dischi degni di tal nome, è andato a vivere a Flagstaff, Arizona. Dove ha trovato il suo habitat naturale. Cantautore vero, coniuga armonia e chitarre, belle canzoni ed intelligenza. Si rifà a gente come Jackson Browne e Bruce Cockburn e, tra le sue proposte, va a ripescare un capolavoro sconosciuto come The Dutchman. Solo per questo merita attenzione.
Adam, figlio di Leonard Cohen, è al suo ( in pratica), secondo disco in più di dieci anni di carriera. Un bel disco, inaspettato, cantautorale, raffinato. Poco a che vedere con papà Leonard, Adam si è scrollato il pesante fardello e mette sul piatto una serie di ballate adulte, ben costruite, decisamente piacevoli.
Southern band, originaria della Florida. Fall to June, qui al loro esordio, mischiano un suono ruvido, talvolta quasi hard, con le sonorità tipiche di una band sudista. Due chitarre, canzoni anche lunghe, per un disco che accontenterà chi ama questo tipo di suono.Southern rock is back again.
Disco d'esordio per la band sud californiana. Una band che ha una storia tutta particolare. Infatti The Shelters (anche il nome è importante), nascono perchè Tom Petty li ha sentiti, gli sono piaciuti. Quindi ha dato loro le chiavi del suo studio e gli ha lasciato incidere il disco, senza intervenire. Ci ha messo però i soldi, Petty, visto che ci crede, producendo il lavoro assieme al fido Ryan Ulyate. Chase Simpson e Josh Jove, i due leaders della band, hanno le idee chirare, compongono bene e suonano le chitarre alla Heartbreakers. Lo provano Rebel Heart (titolo pettyano), Birdwatching, Gold, Down, The Ghost is Gone. E poi il nome Shelters, suggerito da Petty, è un omaggio alla Shelter, la casa discografica per cui stavano per incidere i Mudcrutch nei primi anni settanta. Tra i debutti più importanti di quest'anno.
Questa antologia contiene ogni canzone che i Beach House, cioè Alex Scally e Victoria Legrand, hanno inciso ma che non appare sugli altri albums. Canzoni che fanno parte del loro repertorio e che è anche ingiusto chiamare b-sides. Infatti i Beach House hanno sempre fatto musica ai massimi livelli, non commerciale, quindi anche le canzoni meno note, meno famose, sono degne di avere la medesima esposizione di quelle più famose, anche perchè ci sono 2 canzoni nuove. Anche per questo questa compilation rischia quasi di passare come un disco nuovo, a tutti gli effetti.
Ziggy Alberts, cantautore e autore australiano, ha affascinato il pubblico di tutto il mondo con i suoi testi autentici, le melodie folk-pop e un’energia ottimista che brilla nelle sue esibizioni dal vivo in solitaria.
Il primo disco, The Shelters, era stato pubblicato nel 2016. Un disco che presentava la band californiana, prodotto dal grande Tom Petty, che ci aveva messo la faccia ( ed i soldi), per dare una chance a questi ragazzi che, nel suono, si rifacevano in parte a lui ed ai suoi Heartbreakers. Poi Tom è morto improvvisamente e questo fattore decisamente tragico ha gettato un'ombra sulla band, li ha messi fuori gioco per un certo periodo. Ora sono passati alcuni anni e Chase Simpson e gli Shelters sono ritornati alla luce. Il nuovo disco, costruito in memoria di Tom, richiama il suono del disco d'esordio, gli Heartbreakers, il rock classico, influenze californiane, elementi surf. Una buona ragione per tornare a sentirli.
Ridotte a due ( la terza sorella ha lasciato per dedicarsi alla famiglia), Jessica e Camilla Staveley-Taylor pubblicano un nuovo album, prodotto, come il precedente da John Congleton (Sharon Van Etten, Angel Olsen ). Un ritorno alle radici folk, con spruzzate indie e qualche sonorità elettronica.

