Compagna di ventura, da diversi anni, di Leonard Cohen, Sharon Robinson esce allo scoperto con un album autoprodotto che mantiene i riferimenti Coheniani. Contiene classici come Alexandra Leaving, Everybody Knows, Summertime. Grande voce ed arrangiamenti raffinati. Ristampato 2012.
Interessante cantautore che proviene dal Tennesse. Liriche forti, una voce alla Tom Waits, qualche accenno a Springsteen e, sopratutto, una manciata di canzoni che non sono legate alle radici ma che sanno di cantautorato puro.
Terzo album per la band di Simone Felice, ex Felice Brothers, e Robert Burke. Depositari di un sound country rock tinto di psichedelia, Duke and the King stanno cercando un equilibrio non facile. Il suono è un cocktail di antico e moderno, Love ed Elevators, ma anche english folk ed armonie californiane. Intrigante ed innovativo, anche se ancora in evoluzione.
Originario del Mississippi, questo southern gentleman è sulla scena di più di 30 anni ( chi si ricorda di It Came From Nashville, il disco che lo praticamente lanciato ?) e non molla. Rocker e bluesman, Wilder è in possesso di una buona voce e sa scrivere. In questo disco, oltre alle sue canzoni, abbiamo covers di Jimmy Reed, Charlie Rich ed Otis Rush, tre grandi. Assecondato dalla sua band, The Beatnecks, Wilder porta avanti il suo discorso di rocker southern oriented, tutto fuoco e passione.
Nuovo album dell'ex pugile originario di Tupelo nel Mississippi, la città che ha dato i natali a Elvis, è un disco in cui fanno capolino le influenze di gente come Johnny Lyons, Bruce Springsteen, Joe Grushecky e un'infinità d'altro rockers con la chitarra in mano e il soul nel cuore. Il lavoro registrato in Alabama nella zona degli studi Muscle Shoals vede sfilare collaboratori vecchi e nuovi tra cui Joe Bonamassa e Luther Dickinson impegnati a alzare il tasso di elettricità e di classe delle canzoni che alternano sfuriate rock di chitarra e organo, sanguigni rhythm'n'blues e in chiusura perfino una ballata country.