come il corpo, anche l`anima puo` far male. non se ne vedono i lividi ma ci sono. spesso sono quel malessere dagli incerti confini che chiamiamo angoscia. braconnier dice: e` dolorosa, ma passa. basta saperla vedere, basta sapere che c`e`. attraverso la storia di giovani e adulti, uomini e donne ricorsi al suo aiuto, l`autore traccia le diverse vie che puo` imboccare l`angoscia, risalendo a ritroso fino alla fonte infantile da cui e` scaturita.
luisa e` capocontabile in una fabbrica di giocattoli del nord italia. e` una donna di sessant`anni, energica e dolce, molto stimata nel lavoro. la sua solitudine e` popolata da pensieri semplici e profondi, da ricordi belli e brutti. nel complesso e` convinta di aver avuto una bella vita. all`improvviso accade qualcosa. oscure presenze invadono la sua casa: il telefono squilla di stupide telefonate anonime, i ragazzi del bar di sotto la torturano con il chiasso e il rombo delle motociclette; il suo corpo perde l`abituale efficienza. il suo rifiuto delle cure ha motivazioni profonde. le sembra piu` facile fare tutto da sola. succede allora che lo sprofondare nel buio del destino si trasforma in scrittura.
il libro e` una riflessione sulle "societa` postfordiste" e raccoglie sessanta voci compilate da autori italiani e stranieri. e` organizzato come un "dizionario di idee", in ordine alfabetico. puo` essere utilizzato come strumento di consultazione, o ipertesto, oppure puo` essere letto come un insieme di saggi che suggeriscono approcci trasversali ai concetti. ma, ancor prima, e` uno strumento di approfondimento che fissa una terminologia e un apparato concettuale che sono gia` entrati nell`uso. centrale e` la connessione fra sapere e produzione: e` questo il tessuto connettivo delle societa` postfordiste.
miranda july dedica i suoi eccezionali talenti alla pagina scritta, in una raccolta di racconti davvero originale, sexy e tenera. in queste folgoranti storie, la july introduce la possibilita` di un momento che possa cambiare tutto: una rivelazione, un evento apparentemente insignificante, un malinteso che riconfigura il mondo. i suoi personaggi sembrano cimentarsi con la vita in modo quasi goffo, teneramente ridicolo, a volte con troppa distanza, altre con troppa intimita`. con grande compassione e generosita`, la july rivela le loro idiosincrasie, la stravagante logica e l`infinita nostalgia che governa le loro vite. attraverso la sua penna, il quotidiano e l`ordinario si trasformano, si elevano sino a comporre una visione del mondo incantata e immaginifica, magica e poetica.
il lascito lirico di properzio, ancora oggi, stupisce per la freschezza del suo linguaggio e della sua ispirazione. dei quattro libri che compongono le sue elegie (elegiarum libri iv) il piu` celebre e` sicuramente il primo (monobiblos, "libro unico"), prima raccolta pubblicata nel 28 a.c. e dedicata alla donna amata, cinzia, secondo la tradizione dei poeti alessandrini. costituito da ventidue elegie, e` noto anche sotto il titolo di cynthia (nei manoscritti). vi si canta prevalentemente l`amore impossibile per cinzia con l`aiuto di un ricco repertorio di figure mitologiche. anche nel secondo libro, in trentaquattro componimenti, prevale di gran lunga sugli altri temi l`amore per cinzia. insomma: cinzia resto` per gran parte della vita del poeta la sua prima ispirazione, nella gioia come nel dolore, entrando di prepotenza - per non uscirne mai piu` - nel canone delle grandi muse letterarie. un modello che nei secoli e` tornato a vivere nelle opere dei tanti poeti che a properzio hanno guardato come a un modello, da ariosto a goethe, fino al novecento.
e un poema fondamentale della storia del pensiero, in cui vengono assunti a fondamento i princi`pi portanti della filosofia epicurea. lo stesso cicerone fu soggiogato dalla grandezza dell`opera e, pur non approvandone filosoficamente il contenuto, contribui` in modo decisivo alla sua pubblicazione. l`opera e` la celebrazione della dottrina epicurea come filosofia liberatrice dell`uomo e valido mezzo a confortare un`umanita` quanto mai turbata e incerta. cardine del suo approccio era la fisica atomistica democritea: il mondo in cui viviamo non e` che il risultato dell`unione casuale di una parte degli infiniti atomi, da sempre in movimento nello spazio senza fine. al rigido sistema democriteo, epicuro in realta` aggiunse una variante rivoluzionaria, il clinamen, ossia la spontanea deviazione degli atomi dalla loro traiettoria rettilinea, una sorta di "libero arbitrio" ante litteram. anche il mondo degli de`i esiste. ne abbiamo immagine, ma vivendo eternamente beati negli spazi tra mondo e mondo, essi non hanno tempo ne` voglia di occuparsi di noi. la conclusione e` che, in questo modo, sia la fisica sia la teologia ci liberano dagli ostacoli piu` gravi che si oppongono alla nostra felicita`: il timore della morte e della collera divina.