Registrazioni storiche del sassofonista. La riedizione è curata da Filippo Bianchi, direttore di Musica Jazz.
scelte da una delle collezioni piu` importanti d`europa, la ludwig nowotny di vienna, le opere di questo libro formano una raccolta inedita di tavole per ricamo, i cui soggetti raffigurano scene con animali. le tavole a piccolo punto, qui contenute, illustrano grandi scenari e piccoli particolari di animali domestici e feroci. gli schemi tecnici, alcuni dei quali di grandi dimensioni, sono stati realizzati appositamente dall`autrice e permetteranno agli appassionati di ricamo di riprodurre le tavole piu` belle.
l`ipotesi analitica che guida questo libro e` che ciascuno scrittore ha una sua cucina, cosi` come ha una sua lingua personale. una lettura rivolta alle ricette, ai cibi, agli ingredienti, alle abitudini culinarie che traspaiono dai testi, e` idonea a fornire una chiave interpretativa e critica dei caratteri, delle situazioni sociali, dei rituali mondani, dei sostrati culturali. e forse proprio perche` un autore nel parlare di cibi tende ad allentare le briglie dell`autocontrollo, una tale analisi puo` talvolta fornire sorprese, puo` gettare raggi di luce sul non detto. "come le case e gli abiti scrive l`autrice - il cibo descrive e colloca: antropologicamente, psicologicamente, ritualmente. e temporalmente e spazialmente. e se il cibo, la cucina definiscono gli individui, a rovescio gli individui modellano la cucina". sicche` la prospettiva culinaria, che per di piu` si offre per sua natura a essere divertente e lieve, permette di correre dal testo alla ricetta, ripescata nei libri di cucina del tempo com`era dettata e nelle cronache com`era eseguita, di andare dal personaggio alle biografie e agli ambienti. e stupisce come ogni autore, non solo quelli che ci si aspetterebbe, la austen, o kipling, o saba, o pearl s. buck, ma perfino quelli apparentemente piu` lontani dai fornelli, da dostojevskij a fitzgerald a sartre indugi, molto significativamente ma non sempre consapevolmente, sui cibi, le cucine e le tavolate.
"ricordatevi, cara figlia, che le persone anche di merito distinto, quando sono infelici, cessano di essere amabili", scrive pietro verri in questi ricordi alla figlia teresa, chiamata cosi` in omaggio alla regina maria teresa d`austria, che l`illuminista di milano ammiro` sopra ogni altro. una figlia avuta tardi, a quasi cinquant`anni, alla quale appena nata ricordava come diventare felice, attraverso la disciplina dello spirito, e cosi` fare felici gli altri, com`era dovere di donna. i ricordi, cioe` ammonimenti, formano un trattato modello di pedagogia femminile illuministica, piu` vicina all`inglese rigoroso locke che all`utopista libertario rousseau.
Un classico per il sassofonista
3 CD. Tre registrazioni dal vivo. All Saints Church, Broad Chalke - 21 Maggio 2009. Spiegeltent, Bath Festival, 5 Giugno 2010. All Saints Church, Cheltenham, 16 Luglio 2010.
piu` che ricostruire la storia della filosofia islamica, questo libro vuole restituircene il senso complessivo. vuole cioe` definire i modi e le tematiche fondamentali di una speculazione che non e` rimasta chiusa nei confini del mondo islamico ma ha contribuito all`evoluzione di tutta la storia della filosofia con una sua peculiare originalita`.
nella scuola elementare del quartiere milanese del casoretto, una bambina racconta di un pedofilo che avvicina le vittime proprio come succede in televisione; visto che la polizia non si muove, scatta in azione la squadra dei giustizieri. cosi come questo primo racconto sembra una versione grottesca dei "giustizieri della notte", cosi le altre avventure che si succedono nel microcosmo della casa di ringhiera trascinano il lettore con il sarcasmo di raccontare una storia domestica sfiorando vari generi del thriller. il furto sentimentale. la movimentata persecuzione del sospettato innocente. la casa degli orrori splatter. i manga giapponesi. l?avventura tutta in una notte. e ciascuno degli intrecci, alla fine, si scioglie nell?abbaglio che ha ingannato la presunzione dei personaggi. nelle sarabande nere immaginate da francesco recami, la casa di ringhiera ha il ruolo della protagonista collettiva assoluta. e narrata come un ambiente che produce da solo misfatti, come una personificazione della cattiva coscienza collettiva di chi ci vive. ognuno degli inquilini ha segreti meschini e colpe senza importanza; ma si moltiplicano tra di loro, inacidiscono in un brodo di pregiudizi, luoghi comuni, equivoci paranoici e opinioni malevole: e generano crimini.