perche` la bellezza non ha mai trovato una sua forma compiuta? perche` il gusto si modifica continuamente? non sara` che il nucleo da cui si origina ogni volonta` di espressione sia autenticamente irrappresentabile? i luoghi del sublime, come prospettiva nella quale arte, religione, filosofia e letteratura, possono comunicare tra loro in un "libero gioco", crocevia nel quale la metafisica si incontra con l`etica, dove l`estetica e la teologia si trovano a percorrere le stesse strade. prendendo le mosse dall`ineffabilita` di dio propria della religione ebraica, per poi spaziare dalla grecia di platone e plotino al medioevo di agostino, anselmo e dante. scoprire come l`umanista pico possa dialogare con cervantes e quale sia l`intima sintonia tra kant e mozart e ancora, perche` hegel abbia compreso malevic meglio di chiunque altro, pur non avendo mai visto una sua opera. l`autore mostra come le grandi opere d`arte siano la dimensione in cui si rivela la voce dell infinito. il volume e` introdotto da una prefazione di massimo cacciari.
commentando alcuni passi significativi delle opere di nietzsche, qui ritradotti, viene proposto un cammino introduttivo, toccando le principali tappe del suo filosofare. i temi della volonta` di potenza, dell`oltre-uomo, dell`eterno ritorno sono illustrati secondo una loro interpretazione innovativa, mostrandone la interdipendenza, anche con quelli delle metamorfosi dello spirito e della misteriosita` del se`, dell`estasi mistica e dell`interpretazione, del pensiero simbolico e della redenzione dal dolore, del nichilismo contemporaneo e della globalizzazione, della non-violenza di gesu` e della grande politica ecumenica a venire.