barry strauss e` professor of humanity and classics alla cornell university, dove dirige il peace studies program. ha vissuto e studiato in grecia, germania e israele e ha preso parte a molte spedizioni archeologiche. e autore, co-autore, curatore di numerose pubblicazioni e collaboratore di importanti testate giornalistiche. e heinrich schliemann fellow all`american school of classical studies di atene ed e` stato insignito del cornell`s clark award per l`insegnamento. questo libro sulla battaglia di salamina e` il primo tradotto in italiano.
tobino, ne "la brace dei biassoli" (1956), il suo libro piu` personale e doloroso, rende omaggio alla figura della madre, maria biassoli, da poco scomparsa. come nella "vita nova" dantesca, lo scrittore muove dal dolore per la perdita di una donna amata assurta ad archetipo di femminilita`, snodando poi il racconto, quasi un succedersi di quadri di una sacra rappresentazione, o di stanze di una canzone, tra prosa e poesia, in una continua alternanza tra opposte tensioni emotive e stilistiche. al centro, la figura di maria che, tornando a vezzano, il paese di famiglia incastonato tra monti e fiume, in un entroterra ligure aspro e dolcissimo, sente rinascere le antiche emozioni, la brace rifarsi fiamma; e attorno a lei, i membri della famiglia biassoli, un formicolare di volti e vicende che spingono l`autore - in un romanzo che a detta di italo calvino si presenta come "il piu` sciolto e limpido nella sua prosa" - a rimeditare "sugli affetti e i legami fra chi vive e chi muore, sul valore e il segno del nostro stare al mondo".
fra` salimbene da parma, il francescano che ha conosciuto papi e imperatori, vescovi e predicatori, e su ognuno ha da raccontare aneddoti, maldicenze e pettegolezzi; dino compagni, il mercante di firenze che ha vissuto in prima persona i sussulti politici d`un comune lacerato dai conflitti al tempo di dante; jean de joinville, il nobile cavaliere che ha accompagnato luigi il santo alla crociata, testimone imperturbabile di sacrifici, eroismi e vigliaccherie; caterina da siena, che parlava con dio e le cui lettere infuocate facevano tremare papi e cardinali; christine de pizan (si chiamava in realta` cristina da pizzano), la prima donna che ha concepito se stessa come scrittrice di professione, si e` guadagnata da vivere ed e` diventata famosa scrivendo libri; giovanna d`arco, che comando` un esercito vestita da uomo e pago` con la vita quella sfida alle regole del suo tempo. e possibile incontrare uomini e donne del medioevo, sentirli parlare a lungo e imparare a conoscerli? e possibile se hanno lasciato testimonianze scritte, in cui hanno messo molto di se stessi. e il caso di cinque su sei dei nostri personaggi; della sesta, giovanna d`arco, che era analfabeta o quasi, possediamo lo stesso le parole, grazie al processo di cui fu vittima e protagonista.
questa innovativa proposta editoriale di "tutte le opere" di william shakespeare si avvale di due importanti elementi: dell`ultima edizione critica pubblicata dall`universita` di oxford (frutto di uno straordinario lavoro di specialisti inglesi e americani che hanno esplorato, in lungo e in largo, i complessi testi teatrali e poetici) e di nuove traduzioni, introduzioni e note (attraverso cui, oltre a tener conto del piu` recente dibattito esegetico, e` possibile seguire l`incessante mutare dei linguaggi, dei gusti, degli stili, delle convenzioni di recitazione). i quattro volumi previsti sono organizzati secondo il criterio dei generi (poesia, tragedia, commedia, dramma storico, dramma dialettico, dramma romanzesco) combinato con il criterio cronologico di composizione (ad eccezione dei drammi storici, ordinati secondo la successione dinastica). in questo primo volume trovano posto dieci opere shakespeariane (e la seconda versione di re lear) che possono essere definite inequivocabilmente "tragedie", anche rispetto agli archetipi greci e latini. la forma tragica elisabettiana si differenzia da quella classica nell`essere, come suggeriva walter benjamin, non piu` "tragedia" ma "dramma luttuoso": cioe` nell`assumere a proprio oggetto non piu` il mito unico nel tempo, ma la storia che del tempo e` ancella: una storia nuova, che mette al centro la disgregazione dell`uomo, la tendenza alla duplicita`, all`ironia, al dubbio, alla teatralizzazione.