tornano le leggi surreali e spietate di murphy, che questa volta prende di mira global e no-global, rossi e neri offrendo al lettore un viaggio attraverso la "murfologia dei massimi sistemi", la "murfologia etica", la "murfologia elettorale", quella "femminista", la lotta di classe, la "partitologia"...
"l`uomo senza qualita`" di robert musil riflette l`uomo contemporaneo, per cui il mondo di ieri, con le sue illusioni di armonia, di compiutezza, con le sue pretese di esattezza da ricercare in ogni campo, e` finito per sempre. vie di uscita non ve ne sono, vie soltanto, che dovremo costruire mentre si va, si cerca. vi sono poche opere universali che in figure e situazioni storicamente concrete sanno esprimere lo spirito di un`epoca, la `ragione` dei suoi drammi e della sua catastrofe, con la massima obbiettivita`, il piu` lucido disincanto e insieme la partecipazione piu` coinvolgente e sofferta. opere che compiono il della trasformazione del `pathos` in conoscenza, e della conoscenza piu` esatta e anche spietata della realta` che rappresentano in autentica `saggezza` intorno alle insuperabili contraddizioni e aporie della nostra esistenza, saggezza che trascende ogni limite di tempo e cultura. "l`uomo senza qualita`" e` una di queste. l`uomo contemporaneo abita il , di cui canta lo zarathustra di nietzsche, ma le sue conoscenze statistico-probabilistiche gli consentono di affrontarlo pur sempre armato di relative certezze. il mondo di ieri, con le sue illusioni di armonia, di compiutezza, con le sue pretese di esattezza da ricercare in ogni campo, e` finito per sempre - ma guai a lasciarsi infatuare da ideologie, vuoti profetismi, promesse salvifiche. vie di uscita non ve ne sono, vie soltanto, che dovremo costruire mentre si va, si cerca. la me`ta non e` determinabile, eppero` occorre tenere lo sguardo ben lucido per cogliere tutto cio` che durante il viaggio ci viene incontro e contro. e il romanzo e` una straripante piena di indimenticabili incontri. la me`ta e` forse almeno indicabile? possiamo farne segno? il suo segno e` quel "viaggio in paradiso" in cui avrebbe dovuto compiersi il grande romanzo? la rinuncia a ogni dialettica conciliativa, a ogni ben fondata sovranita` politica, a ogni immutabile legge, non e` rinuncia all`"imposs
figura centrale della nostra poesia novecentesca, in ogni sua opera vittorio sereni ha saputo scriverne un capitolo particolare. il volume che si ripropone, apparso per la prima volta postumo nel 1986, ripercorre - identificando anche le edizioni di riferimento - i momenti essenziali della sua vicenda poetica, scanditi dai suoi quattro libri con l`importante aggiunta del quaderno di traduzioni, dove si trova concreta traccia delle sue predilezioni letterarie per poeti come - tra gli altri - apollinaire, char, williams. si inizia con le delicate trasparenze liriche della raccolta d`esordio, frontiera (1941), seguita dal diario d`algeria (1947), in cui la tragica vicenda storica della seconda guerra mondiale, vissuta dall`autore e subita in prima persona con la prigionia, trova decisiva testimonianza. si tratta di un testo classico in cui le lacerazioni del conflitto e il dramma personale toccano la piu` alta dimensione espressiva nella fermezza antiretorica e nella impeccabile pronuncia di sereni. un poeta che, nella coerente fedelta` a se stesso e nella strenua attenzione alla realta`, riesce a rinnovare ogni volta la fisionomia della propria scrittura e perviene cosi`, con gli strumenti umani (1965), a una tensione viva e potente del linguaggio, a un`assunzione del dato esperienziale nel corpo del testo, passando dalla castita` formale degli esordi a un dire felicemente abbassato con inserti prosastici, rompendo , come scrisse montale. la complessita` dei mutamenti epocali si riflette nella consapevole, per quanto problematica presenza del poeta negli intrecci del reale, ma sempre con un`opzione di netta apertura alla vita, nonostante la piena coscienza della precarieta`, e tenendo bene aperta , come scrive dante isella nella prefazione. un`apertura vitale che si esplicita nel quarto capitolo del suo cammino poetico, stella variabile (1981), in cui trovano spazio, in perfetto e
cappuccetto rosso, cenerentola e barbablu` ma anche prezzemolina, pugnettino e i due gobbi: questa raccolta di storie derivate dalla tradizione orale comprende fiabe celebri e altre dimenticate, con l`obiettivo di rinarrarle senza edulcorarne i lati piu` ruvidi e tenebrosi. i personaggi amati o temuti ci riappaiono cosi` sotto una nuova luce, in tutta la loro autenticita`, anche grazie alle vivide illustrazioni di juliette barbanegre. un libro da leggere o ascoltare, e da tramandare di generazione in generazione. in queste pagine non si troveranno lupi gentili, streghe vezzose o ravvedute. qui le madri snaturate sono divoratrici, gli orchi spaventosi, i cattivi astutissimi, le principesse e i principi messi a dura prova, benche` alla fine sempre vincenti. eta` di lettura: da 5 anni.
harry haller vive bloccato in una condizione di impotente infelicita` generata da un insanabile dissidio interiore tra l`"uomo" (tutto quello che ha in se` di spirituale, di sublimato o per lo meno di culturale) e il "lupo" (il lato istintivo, selvatico e caotico). chiuso in un isolamento quasi totale rispetto al mondo meschino e privo di spirito in cui vive, arriva a un passo dal suicidio. verra` "rieducato" alla vita comune da una donna incolta ma intelligente, che lo aiutera` a trovare la via per meglio comprendere le "non regole" dell`assurdo gioco della vita. pubblicato nel 1927, in un`europa in cui i regimi totalitari si vanno imponendo, il lupo della steppa e` uno dei romanzi piu` "radicali" e piu` affascinanti di hesse.

