Antologia della serie ECM Rarum
un gruppo di lavoro presieduto da carlo azeglio ciampi, e` stato incaricato nel 1994 dalla commissione europea di bruxelles di preparare una serie di rapporti su come affrontare la tragedia di una disoccupazione di massa che nessuna politica economica sembra in grado di combattere efficacemente. nel volume sono raccolti i tre rapporti presentati ai consigli europei di cannes, madrid e firenze che saranno fonte di dibattito e termine di riferimento per ognuna futura discussione sull`argomento.
l`autore tenta di elaborare una teoria della giustizia in cui si incontrino filosofia, etica e politica. hoffe procede con una costante attenzione alla dimensione storica, confrontandosi con pensatori come rawls e nozick, con la tradizione che va da hobbes a kant a kelsen a luhmann, con gehlen, con hume e insieme alla dimensione categoriale, per cui analizza le diverse teorie (dalla teoria della distribuzione alla teoria dei giochi, alle teorie contrattualistiche). nel trattato, hoffe si occupa da un lato del positivismo giuridico e politico, e dall`altro dell`anarchismo, intesi l`uno e l`altro come estremi antinomici del politico, cercando di mostrare come nel concetto di giustizia possano reincontrarsi l`etica e la politica.
il protagonista, il soggetto narrante di questo particolarissimo monologo o poemetto in versi, e` come pervaso da un`ossessione: quella del confronto con la realta` esterna degli umani, con la pluralita` totale di cio` che non e` il suo io, e che lo turba, lo mette in relazione con cio` che definisce "la mia infinita mancanza". vorrebbe infatti compiutamente appartenere a questo immenso "voi" che gli sta di fronte, vorrebbe esserne parte, anche perche` sa bene che nel profondo di se stesso, dove piu` viva e vera e` la sua natura, a sua volta appartiene al destino di questa moltitudine da cui - come ognuno quando dice "io" - si sente inevitabilmente diviso. "voi" e` dunque la cronaca minuziosa di un`avventura intellettuale, una cronaca fedele e un po` stranita che progredisce lentamente per frammenti su se stessa realizzando un affascinante continuum, una sorta di poemetto al tempo stesso coerente e disarticolato, nel quale il tradizionale io lirico subisce un contraccolpo, o viene colto da vertigine, da senso della propria colpevole insufficienza e angoscia del vuoto.
Il nuovo disco della chanteuse, sophisticated jazz. Per questo suo terzo lavoro, la Gardot usa Heitor Pereira come produttore. Il musicista brasiliano porta la sua esperienza, le sonorità sudamericane, i colori del Marocco, le strade di Lisbona, e trasporta la musica della Gardot in un ambito molto più rarefatto e decisamente estroverso.