l`accordo di washington fra israele e l`olp, con l`inaspettato e storico riconoscimento reciproco e il passaggio di gaza e gerico sotto il controllo palestinese, ha indubbiamente trasformato quello che e` stato il piu` lungo e drammatico conflitto del medio oriente contemporaneo. per capire come sia stato possibile giungere ad esso e quanto sia ancora incerto e precario il cammino della pace, l`autore colloca la questione palestinese nel piu` ampio quadro della regione mediorientale e delle sue antiche e permanenti fratture di ordine geografico, politico, economico e religioso.
Nuovo album, 2012, per il promettente chitarrista jazz.
gia` con "satura", apparso nel `71 dopo un lungo silenzio, eugenio montale aveva proposto rilevanti novita` nel cammino della sua poesia; novita` che sono ancora piu` evidenti nel "diario del `71 e del `72 ": il ritorno ai valori della comunicazione e l`ulteriore apertura a una dimensione quotidiana del reale. ma, s`intende, conservando in pieno la complessita` del messaggio e assorbendo, nella pronuncia piu` lineare e a volte colloquiale, non pochi tratti dell`incisiva tensione verticale dei libri precedenti. si impone dunque nel montale diaristico la coraggiosa scelta a favore di un dire piu` prosastico (con momenti di vivace estro plurilinguistico) e di una intonazione narrativa o gnomica. e forse oggi, piu` ancora di quando questi versi apparvero per la prima volta, la semplicita` elegantissima della loro natura, la loro verita` antiretorica ci appaiono esemplari. in queste pagine leggiamo un intreccio di meditazioni sull`esserci e sul mutare nel tempo di un soggetto che osserva se stesso e il mondo delle cose in cui e` inevitabilmente immerso. sono vere e proprie quotidiane annotazioni in versi che vanno dallo sguardo sulla realta` minima alla tensione metafisica, dalla riflessione sulla poesia stessa al pensiero di un`irraggiungibile divinita`: il tutto nel contesto di una societa` criticata con ironia tagliente. con scritti di angelo jacomuzzi e andrea zanzotto. commento di massimo gezzi.
cresciuti insieme e legati da un tenace affetto, i due figli del mugnaio tulliver vedono le loro strade dividersi drammaticamente quando l`impetuosa maggie scopre che la societa`, e il suo stesso fratello tom, non le lasciano letteralmente spazio vitale. attraverso le vicende di maggie, george eliot traccia l`indimenticabile, attualissimo ritratto di una donna autentica, che rifiuta di venire meno a se stessa, condannata dalle anguste norme della societa` in cui vive, dall`implacabile "rettitudine" di quanti la circondano, a rinunciare via via a ogni possibilita` di amare. tragico e solenne, "il mulino sulla floss", con il suo stile limpido e pacato, la sua straordinaria capacita` di penetrazione psicologica, e` considerato il capolavoro di george eliot e uno dei piu` vigorosi e sferzanti romanzi dell`epoca vittoriana.
Oliver Books, 1993, UK. Album fotografico con brevi saggi a commento delle immagini a colori e in b/n.
1967
ms M 77173
jeff tweedy e` la voce (e la testa) dei wilco, uno dei gruppi piu` rappresentativi del rock alternativo esploso tra gli anni novanta e i duemila. nato e cresciuto nel midwest, incarna un ideale vagamente romantico dell`artista di provincia, che guarda con divertita lontananza il glamour dello star-system, e lo mostra tanto nel suo personaggio pubblico quanto nella musica e nei testi che scrive, malinconici e poetici ma animati sempre dal nonsense e da un originalissimo senso dell`ironia. superata la soglia dei cinquant`anni,tweedy sceglie di mettersi a nudo in un libro, soffermandosi sugli aspetti noti e meno noti della sua lunga storia, dall`esordio con gli uncle tupelo alla consacrazione con i wilco, fino ai recenti progetti solisti. spiega la genesi delle canzoni e il processo di lavorazione dei dischi; racconta relazioni professionali, amicizie e dolorosi allontanamenti; condivide curiose intuizioni sull`arbitrarieta` del suo metodo creativo; descrive l`esperienza delle droghe e la lotta contro la dipendenza; riflette sull`importanza della famiglia rispetto a quella della carriera, prendendosi gioco degli stereotipi che circondano la figura del musicista e del americano (senza mai risparmiare se` stesso). fa tutto questo con acume e intelligenza, e strappando al lettore piu` di una risata. selezionato da rolling stone e da pitchfork come uno dei migliori libri di musica dell`anno, let`s go (so we can get back) e` un memoir disincantato e toccante, uno sguardo personalissimo su cosa significa essere una rockstar nell`era della morte del rock.