
tutti sanno che lo yoga "si fa"; sono molti meno quelli che sanno che lo yoga e` una disciplina di vita basata sul concetto di "unione". le particolari posture dello yoga (chiamate "asana") attivano i punti focali di energia, i "chakra": anche questo si sa. molto meno si sa che il rapporto fra posizioni o esercizi e il benessere che gli esercizi procurano fa parte di un "cammino" che e` anche progetto morale e culturale. in questo libro vengono trattati 108 asana, che ipoteticamente potrebbero venir eseguiti in successione dal primo all`ultimo, come a formare una ghirlanda composta appunto di 108 grani. l`autrice ripercorre le posizioni yoga, descrivendone l`esecuzione, le proprieta`, le controindicazioni e le implicazioni simboliche.








"la fenomenologia non scinde l`uomo in anima e corpo, ma connette il corpo al mondo." l`ansia della psichiatria di accreditarsi come scienza, sul modello delle scienze della natura, ha portato all`oggettivazione del folle nella piu` completa rimozione della sua soggettivita`. quello che per un greco antico era un "invasato dal dio" e per un medievale un "posseduto dal demonio", per la scienza psichiatrica diventa un "malato". cio` che ne nasce non e` una psicologia che, direbbe jaspers, "comprende" l`uomo per come si da`, ma una psico-fisiologia che lo "spiega". se pero` la psicologia oggettiva lo psichico e, come fa la fisiologia con gli organi corporei, lo tratta come cosa in se` che non si trascende in altro, perde la specificita` dell`umano. umberto galimberti ci accompagna nella visione fenomenologica, grazie alla quale la psicologia non dovra` piu` spiegare i rapporti che intercorrono tra psiche e corporeita`, ma potra` descrivere le evidenti relazioni che intercorrono tra il corpo e il mondo e le produzioni di significato che queste relazioni esprimono. per la psicologia fenomenologicamente fondata, infatti, il "sano" e l`"alienato" appartengono allo stesso mondo, anche se l`alienato vi appartiene con una struttura di modelli percettivi e comportamentali differenti; dove la differenza non ha piu` il significato della "disfunzione" ma semplicemente quello della "funzione" di una peculiare organizzazione esistenziale, ossia di un certo modo di essere-nel-mondo e di progettare, nonostante tutto, il mondo.

questo volume, il primo dei due dedicati al genio romantico di p.b. shelley, racchiude la piu` ampia selezione mai pubblicata delle opere poetiche composte dall`autore tra il 1803 e il 1822, dando nuova centralita` ai tre libri da lui licenziati in vita e successivamente mai considerati dalla critica nella loro integrita`: alastor; or, the spirit of solitude: and other poems (1816); prometheus unbound, a lyrical drama in four acts, with oher poems (1820); e hellas: a lyrical drama (1822). il prezioso lavoro filologico e critico di francesco rognoni, coadiuvato da valentina varinelli, permette inoltre di ricostruire per gradi non solo le tappe fondamentali di una vita appassionata ed eccentrica come quella di shelley, ma di scoprire anche le piu` intime fasi e i rivolgimenti della sua intensa e meditatissima scrittura poetica.