la raccolta delle poesie inedite di celan, recentemente apparsa in germania, comprende soltanto testi "gia` pronti per la stampa", piu` volte copiati a mano o a macchina senza alcuna variante, e per i quali non e` possibile immaginare alcuna ragione a cui si debba l`esclusione voluta dall`autore: non la provvisorieta` della stesura, che potrebbe essere indicata da qualche segno a margine o dall`alto numero di varianti, e nemmeno il carattere sperimentale di certe forme espressive. l`unico criterio di esclusione pare essere stato il grado di esplicitezza di alcuni riferimenti, forse, secondo l`autore, capaci di ricondurre l`occasione poetica a momenti troppo privati della sua vita.
composti tra il 1850 e il 1859, questi testi raccolgono le riflessioni di baudelaire sull`hascisc e sulle droghe leggere, fortemente influenzate da un lato dalla sua esperienza personale, dall`altro dall`esempio dell`"ebrezza" di poe e delle "confessioni di un mangiatore d`oppio" di de quincey. se in un primo tempo il grande poeta francese riflette sul parallelismo emotivo tra lo stato di eccitazione provocato dall`hascisc e l`invasamento lirico, ben presto si accorge pero` che le droghe possono solo limitarsi a scimmiottare l`arte, rivelando l`illusorieta` dei paradisi che sono in grado di creare. il libro contiene uno scritto di jean-paul sartre.