louisiana, 1927. una pessima fama circonda la dimora che il commodoro hobart, defunto miliardario con la passione per i tesori nascosti, si e` fatto costruire tra le paludi di new orleans: nientemeno che un immenso castello inglese di epoca tudor trasportato direttamente dal vecchio continente. comunque sia, david e serena hobart, nipoti ed eredi del commodoro, non si fanno intimorire da dicerie e credenze, ne` tanto meno da storie di fantasmi e presenze sovrannaturali, e decidono di riaprire il maniero per cercare un antico tesoro di pirati che hobart vi avrebbe nascosto. non sanno che la notte che trascorreranno tra quelle mura sinistre sara` molto, molto lunga...
il narratore, che sta trascorrendo un periodo di vacanza in una beauty farm, si imbatte in un giovane uomo che gli ricorda, per l`aspetto e per i modi, un altro uomo che aveva incontrato nello stesso luogo esattamente un anno prima e per il quale aveva provato un forte sentimento d`amore, tuttavia assolutamente non manifestato. il nuovo uomo, al quale il protagonista osera` confidare quell`antica passione rimasta muta, conosce la persona che ha ispirato il sentimento e, dopo aver ascoltato il racconto...
gia` a vent`anni, lacey faceva il suo ingresso nell`aula con l`esuberanza di una stella di broadway. la seguivamo con gli occhi fino in fondo al corridoio, dove si sistemava sulla sedia gettando la testa all`indietro con aria esperta. quando lasciava una stanza era come se tutti noi tirassimo il fiato, un ritorno alla normalita`. era chiaro che lacey avrebbe fatto strada, a costo di seminare qualche vittima lungo il cammino. se una delle sue amiche era in crisi, lacey si precipitava a distribuire secchiate di comprensione. nel nome del sostegno morale, era capace di tranquillizzare o spronare: "tesoro, lascialo perdere" o, al contrario, "tesoro, fagliela pagare". ogni suo piccolo consiglio era fonte d`ispirazione. le emozioni dei maschi, invece, erano un altro paio di maniche. i ragazzi non erano che futili scocciature, piccoli uragani di sabbia ai suoi piedi. aveva la dote innata di spezzare i cuori, ma spesso la sua vitalita` portava la gente a perdonarle le peggiori malefatte amorose. adesso, pero`, aveva quasi quarant`anni, e farsi perdonare non era piu` cosi` facile come quando aveva la pelle che profumava di rose. l`attore steve martin offre qui una satira appassionata di un mondo tanto patinato quanto misterioso, uno studio analitico sulle personalita`, le leggi e i tabu` che lo governano e, infine, la storia buffa e tragica di un amore destinato al fallimento.
e giustizia per tutti e` il quarto numero di cose spiegate bene, la rivista di carta del post realizzata in collaborazione con iperborea. avvocati, magistrati, indagini, tribunali, giurie, carceri. sentenze di primo grado, separazione di carriere, carcerazioni preventive. presunzione di innocenza, prove del dna, prescrizione. nelle vite di tutti si affacciano per i motivi piu` diversi le pratiche e le parole di quella che chiamiamo , che poi e` solo un affannoso tentativo delle nostre istituzioni di rincorrere un`idea della giustizia stessa. puo` capitare che siamo costretti ad averci a che fare, capita piu` spesso ancora che le storie, le conversazioni, il dibattito che ci circondano facciano riferimento a tutte queste cose, senza che vengano mai ben spiegate. sono parte della vita delle nostre comunita`, del nostro stato, e delle vite delle persone, e sono pero` raccontate con linguaggi oscuri e gergali, dando per scontate questioni delicate e complesse. e intanto noi discutiamo al bar e sui social network se qualcuno debba essere giudicato colpevole o innocente, spesso senza neanche conoscere i fondamentali: questa e` una guida ai fondamentali. con testi di marianna aprile, carlo blengino, carlo lucarelli, lisa noja. a cura di arianna cavallo e luca sofri, con la consulenza di carlo blengino. illustrazioni di giacomo nanni.