

luisa e` capocontabile in una fabbrica di giocattoli del nord italia. e` una donna di sessant`anni, energica e dolce, molto stimata nel lavoro. la sua solitudine e` popolata da pensieri semplici e profondi, da ricordi belli e brutti. nel complesso e` convinta di aver avuto una bella vita. all`improvviso accade qualcosa. oscure presenze invadono la sua casa: il telefono squilla di stupide telefonate anonime, i ragazzi del bar di sotto la torturano con il chiasso e il rombo delle motociclette; il suo corpo perde l`abituale efficienza. il suo rifiuto delle cure ha motivazioni profonde. le sembra piu` facile fare tutto da sola. succede allora che lo sprofondare nel buio del destino si trasforma in scrittura.


la corrispondenza tra vittorio sereni e alessandro parronchi inizia nel 1939, quando i due poeti si incontrano per la prima volta a firenze, e continua fino al 1983, anno della morte di sereni. il rapporto epistolare e` particolarmente intenso nella prima parte della loro lunga conoscenza, dai contatti iniziali fino a tutti gli anni cinquanta, mentre successivamente si riduce. i loro colloqui definiscono uno spaccato molto ampio della vita culturale del novecento, sia per quanto riguarda la vastita` degli argomenti trattati, sia in relazione alla finezza e all`originalita` del giudizio critico che entrambi formulano sul loro lavoro come sulle piu` generali questioni di poetica.

quante volte l`abbiamo pensato, guardando i nostri ragazzi, persino bambini, alle prese con telefonini, playstation, lettori dvd o mp3, computer e altri apparecchi elettronici? questa generazione e` nata con la tecnologia digitale nel dna. ma siamo proprio sicuri? cosa differenzia i giovani e giovanissimi degli anni duemila dai loro genitori o anche solo dai fratelli maggiori? e quali effetti, positivi o negativi, puo` avere sulla psiche e sul suo sviluppo la stretta interazione con le tecnologie in giovane eta`? rispondono tre psicologi esperti del problema in un saggio inedito e di estremo interesse per chiunque abbia a che fare con i "nativi digitali".



il secondo volume de "i giorni e gli anni" abbraccia il periodo dal dicembre 1967 all`aprile 1968: ritroviamo gesine cresspahl e sua figlia marie immerse nella turbolenta e variopinta quotidianita` di new york; nel frattempo continua a dipanarsi il racconto dell`infanzia della protagonista, dalla seconda meta` degli anni trenta alla fine della guerra. il respiro lungo del racconto johnsoniano comincia a ripagare il lettore e dare i suoi frutti, permettendo di recuperare appieno quegli elementi che sembravano a prima vista gratuiti nell`insistito collage metropolitano del primo volume.

la piu` vasta e completa raccolta della corrispondenza della grande pittrice nata a roma nel 1593 e morta a napoli, dopo il 1654, all`apice della sua fama internazionale. ricca di oltre sessanta missive, l`edizione critica e annotata include piu` di trentacinque inediti relativi alla corrispondenza professionale ed amorosa intrattenuta dall`artista con il gentiluomo fiorentino francesco maria maringhi, agente e socio in affari del nobile cavaliere matteo freseobaldi, amico della pittrice. oltre agli straordinari documenti inediti, autografi di artemisia e del marito pierantonio sfattesi relativi al soggiorno fiorentino e al suo ritorno a roma nel 1620, la raccolta include tutte le lettere gia` edite, nuovamente annotate da un ricco apparato storico-critico. tra queste sono i fogli scritti da napoli all`amico cavalier cassiano dal pozzo, celebre erudito e amatore d`arte residente a roma, quelli indirizzati a don antonio ruffo, aristocratico collezionista messinese, nonche` le lettere inviate dall`artista ai granduchi cosimo ii e ferdinando ii de" medici, al loro ministro andrea cioli, a galileo galilei e al duca francesco i d`fste. preziosa raccolta introdotta e commentata da uno specialista quale francesco solinas, il volume si avvale di una capillare annotazione storica e filologica preparata con la collaborazione di due giovani studiosi michele nicolaci e yuri primarosa.








