l`autrice ha deciso di scrivere questo libro di fronte alla classica domanda di tutte le neo-mammesingle che incontrava: "e come hai fatto?" ossia, come ha fatto a fare una figlia a venticinque anni, a crescerla mediamente equilibrata e senza traumi ma, soprattutto, a ritrovare un uomo decente? la verita` e` che le librerie pullulano di manuali di cucco, ma nessuna di queste guide per single si preoccupa di chi non puo` mettersi a sgomitare in minigonna a un happy hour perche`, a quell`ora, gli asili sono chiusi, la tata stacca o magari, diciamolo, non ha piu` il fisico per la mini. qui, invece, si parla di come riemergere dal marasma emotivo che e` stata la separazione o la fine di una love story, di come sopravvivere agli incontri combinati dagli amici, di come rifarsi un guardaroba degno almeno di una cena a lume di candela, di come gestire gli sguardi straniti, imbarazzati, preoccupati di chi vede ancora in noi delle creature bizzarre, un po` da compatire e un po` da invidiare. con realismo e ironia questo volume guida lungo quel percorso a ostacoli che portera` verso una nuova vita sociale e sentimentale. se i figli hanno diritto ad avere degli amichetti, certo lo hanno anche le mamme. non pero` a cinquant`anni, quando il pargolo si sara` laureato e lei sentira` di aver assolto a tutti i suoi doveri di brava genitrice. ma subito!
nel 1705 - anno in cui si verifica la prima di una serie di eclissi solari che seguiranno passo passo il procedere degli eventi - lo stampatore ungherese cornelius csili`ag ritorna dalla germania nella terra dei padri. ha cosi` inizio una vicenda testimoniata dalle pagine di un libro-diario tramandato di generazione in generazione. la famiglia csillag, i cui primogeniti hanno la facolta` di rivedere il passato piu` remoto e di scrutare il futuro, e` via via coinvolta in tutte le turbolenze di tre secoli di storia ungherese: dalle lotte per l`indipendenza, alle due guerre mondiali, allo stalinismo e infine al 1999, quando per l`europa centro-orientale si e` aperta una nuova era e l`ultimo esponente della famiglia decide di raccontare tutta la storia.
il profilo di vittorini (siracusa 1908-milano 1966) e` condotto attraverso l`intreccio di elementi biografici e l`analisi delle sue opere, tentando di cogliere il senso della scrittura e della vita dell`autore. vittorini scrisse opere di narrativa e di saggistica, effettuo` traduzioni e diresse alcune riviste e collane. intensa fu infatti la sua attivita` nel dopoguerra come organizzatore culturale: diresse l`edizione milanese dell`unita`; nel 1945 fondo` il politecnico, impegnato in una battaglia di rinnovamento intellettuale-artistico; per einaudi diresse quindi la collana i gettoni e nel 1959 fondo` e diresse il menabo` insieme a calvino, importante per l`avvio del dibattito sullo sperimentalismo letterario degli anni 60.
biasimare gli errori e stigmatizzare l`ignoranza sono considerate pratiche virtuose. necessarie. ma le cose, forse, non stanno proprio cosi`. prendendo spunto da aneddoti, dalla scienza, dallo sport, da pensatori come machiavelli, montaigne e sandel, ma anche da mike tyson, bruce lee e roger federer, gianrico carofiglio ci racconta la gioia dell`ignoranza consapevole e le fenomenali opportunita` che nascono dal riconoscere i nostri errori. imparando, quando e` possibile, a trarne profitto. una riflessione inattesa su due parole che non godono di buona fama. un`allegra celebrazione della nostra umanita`. fin da bambini ci raccontano che se sbagli prendi un brutto voto; se sbagli non vieni promosso e non fai carriera, in certi casi addirittura perdi il lavoro; se sbagli perdi la stima degli altri e anche la tua. sbagliare e` violare le regole, sbagliare e` "fallire". per l`ignoranza, se possibile, i contorni sono ancora piu` netti: l`ignoranza relega alla marginalita`. e quando si passa dalla definizione della condizione (ignoranza) all`espressione che indica il soggetto in quella condizione (ignorante), il lessico acquista il connotato dell`offesa. in realta`, l`errore e` una parte inevitabile dei processi di apprendimento e di crescita, e ammetterlo e` un passaggio fondamentale per lo sviluppo di menti aperte e personalita` equilibrate. cosi` come osservare con simpatia la nostra sconfinata, enciclopedica ignoranza e` spesso la premessa per non smettere di stupirsi e di gioire per le meraviglie della scienza, dell`arte, della natura.