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walter e patty erano arrivati a ramsey hill come i giovani pionieri di una nuova borghesia urbana: colti, educati, progressisti, benestanti e adeguatamente simpatici. fuggivano dalla generazione dei padri e dai loro quartieri residenziali, dalle nevrosi e dalle scelte sbagliate in mezzo a cui erano cresciuti: ramsey hill (pur con certe residue sacche di resistenza rappresentate, ai loro occhi, dai vicini poveri, volgari e conservatori) era per i berglund una frontiera da colonizzare, la possibilita` di rinnovare quel mito dell`america come terra di liberta` "dove un figlio poteva ancora sentirsi speciale". avevano dimenticato pero` che "niente disturba questa sensazione quanto la presenza di altri esseri umani che si sentono speciali". e infatti qualcosa dev`essere andato storto se, dopo qualche anno, scopriamo che joey, il figlio sedicenne, e` andato a vivere con la sua ragazza a casa degli odiati vicini, patty e` un po` troppo spesso in compagnia di richard katz, amico di infanzia del marito e musicista rock, mentre walter, il timido e gentile devoto della raccolta differenziata e del cibo a impatto zero, viene bollato dai giornali come "arrogante, tirannico ed eticamente compromesso". siamo negli anni duemila, anni in cui negli stati uniti (e non solo...) la liberta` e` stata come non mai il campo di battaglia e la posta in gioco di uno scontro il cui fronte attraversa tanto il dibattito pubblico quanto le vite delle famiglie.

tahar ben jelloun ha scritto con questo romanzo una storia magica, simbolica e misteriosa, segnata da dense ombre e da luci abbaglianti. l`intreccio ruota attorno a cinque uomini, una citta` e una donna. la donna e` zina, veemente, appassionata, creatura dagli occhi di fuoco e di cenere. la citta` e` tangeri, specchio molteplice dell`altra faccia del mediterraneo, capace ancora di affabulare e di raccontarsi. i cinque uomini sono maschere di una colpa oscura e vittime, poi, di una vendetta inesorabile e sottile. ma come si puo` raccontare una leggenda, una diceria che e` di tutti e di nessuno, un pettegolezzo sussurrato di bocca in bocca, che rieccheggia ogni volta diverso in tutti gli angoli del paese, nelle piazze e nei mercati?

se e` vero, come scrive giacomo oreglia nella prefazione, che "nell`opera sterminata e labirintica di strindberg la produzione specificamente lirica appare piuttosto esigua di fronte a quella teatrale, narrativa e saggistica", e` anche vero che sarebbe errato considerare questa parte dell`ispirazione del grande scrittore svedese come qualcosa di semplicemente occasionale e minoritario. innanzitutto, infatti, august strindberg e` uno degli esempi piu` emblematici dello scrittore "totale", che identifica nella maniera piu` assoluta se stesso e la propria opera; in secondo luogo, l`espressivita` estrema del linguaggio poetico non poteva non attrarre profondamente uno scrittore che di se` diceva: "non ho il pensiero piu` acuto, ma il fuoco; il mio fuoco e` il piu` grande della svezia". cosi`, la poesia per strindberg diventa il necessario approdo e complemento della sua straordinaria avventura creativa; esemplare essa stessa, non meno della narrativa, del teatro e della saggistica; e forse anzi terreno meno frequentato eppur privilegiato, per perseguire, come scrive ancora giacomo oreglia, "l`impietosa mise a` nu e dissezione di un percepire dalla irriducibile dicotomia..., fra i contrasti insanabili e senza saldature di realta` e sogno, presente e passato, dubbio e credenza, tradizione e individualita`, necessita` e liberta`, eticita` e bellezza".

a lukones, in una villa isolata, una madre e un figlio si fronteggiano. lui, don gonzalo, che le dicerie vogliono iracondo, vorace, crudele e avarissimo, e` divorato da un male oscuro, quello che . lei, la signora, e` ridotta da una desolata vecchiezza e dal lutto per la morte dell`altro figlio (il ) a una spettrale sopravvivenza. li unisce un amore sconfinato, li separa un viluppo di gelosia, senso di colpa, rancore, dolore - preludio al piu` atroce degli epiloghi. intorno a loro una casa dissennata, feticcio narcissico ed epicentro di ogni nevrosi, estremo rifugio e tomba, e un`immaginaria terra sudamericana identica alla nostra brianza, vessata dai nistituos provinciales de vigilancia para la noche ? che a tutti vorrebbero imporre la loro violenta protezione ?, assediata da robinie e banzavois, disseminata di strampalate ville, popolata di che come miserabili proci dilapidano le attenzioni della signora. e che gonzalo vorrebbe cancellare, insieme al barcollante feudo e a tutte le . perche` il da cui e` affetto lo condanna a distinguerle e negarle, quelle : a respingere la , la turpe contingenza del mondo. anche a prezzo di negare se stesso, anche a prezzo della piu` dura cognizione, quella che consegna alla solitudine e alla .

le avventure di sandokan e dei suoi amici non sono finite: ancora una volta insieme, si spingono fino al lago di kini balu`, dove affronteranno il loro acerrimo nemico, il rajah bianco che ha usurpato terre e proprieta` facendo strage di amici e familiari della tigre. eppure, dopo aver ottenuto la vittoria, sandokan sara` ancora una volta irrequieto: questa volta a scuoterlo e` la nostalgia per l`amata mompracem. eta` di lettura: da 10 anni.

gli ultimi decenni d secolo scorso sono stati segnati, tra le altre cose, dallo straordinario impoverimento del dibattito filosofico sulla matematica. le cause sono molteplici: le ripercussioni dei teoremi di incompleti di godei, il declino dei grandi sistemi filosofici e il disinteresse per il problema della teoria della conoscenza. in questo libro fre`de`ric patras, ripercorrendo brevemente e con efficacia la storia della matematica a cavallo tra il xix e il xx secolo denuncia lo svilimento del dibattito filosofico della disciplina, parcellizzata in una serie di contributi - alla biologia, all`economia e alla fisica - che ne hanno limitato l`ambizione universale. per tornare a essere centrale come attivita` creatrice e, allo stesso tempo, come garante e organizzatore dei saperi accumulati, il pensiero matematico deve abbandonare i campi specialistici e riguadagnare il suo posto nel storia della conoscenza.

dopo i saggi generali sulla psicoanalisi il secondo grande indirizzo di pensiero di sigmund freud e` stato rivolto alle ricerche antropologiche e sociologiche, la cui prima fioritura sono proprio gli studi poi confluiti nell`importante affresco di "totem e tabu` (1912-13)", fino alle successive analisi dell` (1921). in questi scritti freud dimostra in modo definitivo la fecondita` della teoria psicoanalitica applicata anche a sfere effettivamente lontanissime dal suo terreno d`origine. dal concetto di sacro (totem) a quello di proibito (tabu`) fino alle motivazioni profonde che inducono gli individui a comportarsi nella massa in modo diverso da come si comporterebbero isolatamente. in questo volume sono raccolti i due testi principi di questo importante filone di opere.

john ronald reuel tolkien ha scritto nel corso della vita molti racconti e versi che arricchiscono la mitologia e le storie della terra di mezzo. dopo la sua scomparsa il figlio christopher per volonta` del padre ha seguito con cura la pubblicazione di questo tesoro, portando alla luce nuovi personaggi, episodi epici e luoghi incantati. "il libro dei racconti perduti - seconda parte" segna il ritorno di alcuni personaggi e vicende incontrati nel primo volume della storia della terra di mezzo ma anche la comparsa di creature, episodi e leggende nuovi raccontati con tutta la forza creativa e il genio di j.r.r. tolkien. tra le narrazioni che costituiscono i pilastri su cui si regge la storia di arda si trova la storia d`amore tra beren e luthien, le avventure di turin turambar e lo spaventoso confronto con il drago glorund, ma anche la strenua resistenza dei signori elfici contro l`esercito di morgoth e la creazione della collana dei nani, la splendente nauglafring. le sei storie qui raccolte sono arricchite dai commenti e dalle note di christopher tolkien, che indica ai lettori riferimenti e percorsi per continuare ad esplorare la vastita` e la profondita` della fantasia ma anche della competenza storica e linguistica del padre. e il viaggio non e` che all`inizio...

benche` costretto, nel 1932, ad accettare una nuova "sfacchinata" ingegneresca, gadda non ha la minima intenzione di dissipare la notorieta` che "la madonna dei filosofi", uscito l`anno prima, gli ha procurato nell`ambiente dei letterati. la scrittura e` per lui "un prepotente bisogno", e un ripiegamento sarebbe inconcepibile: "la realta` deve essere, il resto non importa". con i proventi della corvee presso i servizi tecnici del vaticano finanziera` dunque nel 1934 "il castello di udine": libro variegato, riluttante a ogni definizione di genere, stilisticamente tracotante. i ricordi di guerra ci consegnano la bruciante delusione di chi ha visto il sogno di "una vivente patria, come nei libri di livio e di cesare" annientato dall`incapacita` degli alti comandi di raffigurarsi le "correlazioni complesse" che legano l`esercito "al resto del mondo"; dal mito, "ignobile e turpe", della furberia; da una prigionia che lo ha travolto "verso la riva dell`inutilita`". ma subito dopo la cronaca di una crociera nel mediterraneo proietta l`immagine di un mondano, ironico reporter; l`invettiva contro i musici di strada, molesti perturbatori delle notti milanesi, quella di un bizzoso moralista; il racconto "la fidanzata di elio" - dove le virtu` di luisa lasciano presagire una vita "drappeggiata di linoleum, risfolgorata di nichelio" - quella di un incendiario robespierre della borghesia milanese. a ben vedere, tuttavia, un filo rosso, tenace e segreto, unisce queste prose in apparenza disparate, screziandole di dolore e di sangue, come se la prima sezione gettasse fiotti d`ombra su tutta la raccolta: il lutto insanabile per chi e` caduto in guerra - come il fratello enrico, "la parte migliore e piu` cara di me stesso".

in questo settimo volume scopriamo la nascita delle grandi industrie automobilistiche e aeronautiche, l`esordio dell`esplorazione spaziale, l`invenzione dei primi calcolatori, la fotografia e il cinema; le nuove tecniche di stampa e il trionfo della medicina moderna. cosi` si conclude la narrazione che dai tempi primitivi ci ha portato alle soglie della contemporaneita`. l`aspetto senza dubbio piu` stupefacente della "storia della tecnologia" e`, come scrive gian arturo ferrari nella presentazione alla presente edizione, la sua felice longevita`. pubblicata in italia a partire dal 1961, la "storia della tecnologia" ha attraversato indenne mezzo secolo e rimane un punto fermo nel panorama della divulgazione scientifica grazie alla vastita`, la completezza e il rigore assoluto con cui e` stata condotta. l`idea di base che ha animato i quattro curatori era di leggere la storia dell`umanita` attraverso la tecnologia: e` cosi` che due millenni di invenzioni ed evoluzioni tecniche ci sono raccontati in brevi saggi in cui serieta`, profondita` d`argomentazione e chiarezza espositiva brillano tanto da rendere la lettura fruttuosa e piacevole.

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