



manifestando appieno la sua vocazione di scrittore-detective, sciascia ci consegna con "cronachette" una teoria di microritratti memorabili, dal primo seicento al nostro secolo. si tratta quasi sempre di figure misconosciute e dimenticate: cosi` e` per don alonso giron, contemporaneo di tasso che uccise "a quattro mani" un adolescente e che, scovato e giustiziato, fu protagonista di un funerale simile a un dipinto di zurbaran; cosi` e` per don mariano crescimanno, benedettino che intorno al 1735, a modica, fu a capo di una "puzzolente e carnale eresia" e quindi costretto in segrete fra le cui mura urlava giorno e notte; o don giuseppe butta`, testimone dell`impresa dei mille, avversatore di garibaldi, ridotto a "piccolo uomo incerto".




il libro ricostruisce la storia della pastorella m`zouda: dalla tenera infanzia tra i berberi, il lavoro umile dei campi, il governo degli animali e della terra, via via fino al suo arrivo in francia e, piu` propriamente, a parigi. qui il contatto con il mondo cosmopolita esercita su di lei una forte attrazione. tutto cio` che la circonda stimola un mutamento e la presa di coscienza di una possibile sua affermazione. avviene una evoluzione intesa e determinata da una forte volonta`; la pastorella berbera si trasforma in una donna moderna ed aggressiva, inserita a suo agio nella cultura metropolitana occidentale; una donna che di sicuro non sa e non vuole tenere "gli occhi bassi".

tahar ben jelloun ha scritto con questo romanzo una storia magica, simbolica e misteriosa, segnata da dense ombre e da luci abbaglianti. l`intreccio ruota attorno a cinque uomini, una citta` e una donna. la donna e` zina, veemente, appassionata, creatura dagli occhi di fuoco e di cenere. la citta` e` tangeri, specchio molteplice dell`altra faccia del mediterraneo, capace ancora di affabulare e di raccontarsi. i cinque uomini sono maschere di una colpa oscura e vittime, poi, di una vendetta inesorabile e sottile. ma come si puo` raccontare una leggenda, una diceria che e` di tutti e di nessuno, un pettegolezzo sussurrato di bocca in bocca, che rieccheggia ogni volta diverso in tutti gli angoli del paese, nelle piazze e nei mercati?








nel caso di sciascia, che rivendicava il diritto di essere "saggista nel racconto e narratore nel saggio", le etichette, si sa, funzionano male, mostrano tutti i loro limiti: saggistica e fiction, anzitutto. ma anche all`interno di una categoria in apparenza inscalfibile come quella qui utilizzata per il sottotitolo, i conti alla fine non tornano, e il cartellino, pur necessario, appare riduttivo. perche` la sorprendente vastita` delle letture di sciascia (sono qui radunati interventi sul furioso di ariosto e l`ulisse di joyce, su e.m. forster e lawrence durrell, su ivo andric e calvino, su montale e bufalino, per non citarne che alcuni), ma soprattutto la mobilita` del suo pensiero e l`incrollabile certezza che la letteratura puo` decifrare la realta` fanno si` che ogni saggio sia un luogo della liberta`, un porto franco dell`intelligenza, una scena sulla quale si materializzano figure, temi, tempi del tutto imprevedibili e che ci portano molto lontano da dove eravamo partiti.

se e` vero, come scrive giacomo oreglia nella prefazione, che "nell`opera sterminata e labirintica di strindberg la produzione specificamente lirica appare piuttosto esigua di fronte a quella teatrale, narrativa e saggistica", e` anche vero che sarebbe errato considerare questa parte dell`ispirazione del grande scrittore svedese come qualcosa di semplicemente occasionale e minoritario. innanzitutto, infatti, august strindberg e` uno degli esempi piu` emblematici dello scrittore "totale", che identifica nella maniera piu` assoluta se stesso e la propria opera; in secondo luogo, l`espressivita` estrema del linguaggio poetico non poteva non attrarre profondamente uno scrittore che di se` diceva: "non ho il pensiero piu` acuto, ma il fuoco; il mio fuoco e` il piu` grande della svezia". cosi`, la poesia per strindberg diventa il necessario approdo e complemento della sua straordinaria avventura creativa; esemplare essa stessa, non meno della narrativa, del teatro e della saggistica; e forse anzi terreno meno frequentato eppur privilegiato, per perseguire, come scrive ancora giacomo oreglia, "l`impietosa mise a` nu e dissezione di un percepire dalla irriducibile dicotomia..., fra i contrasti insanabili e senza saldature di realta` e sogno, presente e passato, dubbio e credenza, tradizione e individualita`, necessita` e liberta`, eticita` e bellezza".








a lukones, in una villa isolata, una madre e un figlio si fronteggiano. lui, don gonzalo, che le dicerie vogliono iracondo, vorace, crudele e avarissimo, e` divorato da un male oscuro, quello che


le avventure di sandokan e dei suoi amici non sono finite: ancora una volta insieme, si spingono fino al lago di kini balu`, dove affronteranno il loro acerrimo nemico, il rajah bianco che ha usurpato terre e proprieta` facendo strage di amici e familiari della tigre. eppure, dopo aver ottenuto la vittoria, sandokan sara` ancora una volta irrequieto: questa volta a scuoterlo e` la nostalgia per l`amata mompracem. eta` di lettura: da 10 anni.

gli ultimi decenni d secolo scorso sono stati segnati, tra le altre cose, dallo straordinario impoverimento del dibattito filosofico sulla matematica. le cause sono molteplici: le ripercussioni dei teoremi di incompleti di godei, il declino dei grandi sistemi filosofici e il disinteresse per il problema della teoria della conoscenza. in questo libro fre`de`ric patras, ripercorrendo brevemente e con efficacia la storia della matematica a cavallo tra il xix e il xx secolo denuncia lo svilimento del dibattito filosofico della disciplina, parcellizzata in una serie di contributi - alla biologia, all`economia e alla fisica - che ne hanno limitato l`ambizione universale. per tornare a essere centrale come attivita` creatrice e, allo stesso tempo, come garante e organizzatore dei saperi accumulati, il pensiero matematico deve abbandonare i campi specialistici e riguadagnare il suo posto nel storia della conoscenza.

dopo i saggi generali sulla psicoanalisi il secondo grande indirizzo di pensiero di sigmund freud e` stato rivolto alle ricerche antropologiche e sociologiche, la cui prima fioritura sono proprio gli studi poi confluiti nell`importante affresco di "totem e tabu` (1912-13)", fino alle successive analisi dell`

john ronald reuel tolkien ha scritto nel corso della vita molti racconti e versi che arricchiscono la mitologia e le storie della terra di mezzo. dopo la sua scomparsa il figlio christopher per volonta` del padre ha seguito con cura la pubblicazione di questo tesoro, portando alla luce nuovi personaggi, episodi epici e luoghi incantati. "il libro dei racconti perduti - seconda parte" segna il ritorno di alcuni personaggi e vicende incontrati nel primo volume della storia della terra di mezzo ma anche la comparsa di creature, episodi e leggende nuovi raccontati con tutta la forza creativa e il genio di j.r.r. tolkien. tra le narrazioni che costituiscono i pilastri su cui si regge la storia di arda si trova la storia d`amore tra beren e luthien, le avventure di turin turambar e lo spaventoso confronto con il drago glorund, ma anche la strenua resistenza dei signori elfici contro l`esercito di morgoth e la creazione della collana dei nani, la splendente nauglafring. le sei storie qui raccolte sono arricchite dai commenti e dalle note di christopher tolkien, che indica ai lettori riferimenti e percorsi per continuare ad esplorare la vastita` e la profondita` della fantasia ma anche della competenza storica e linguistica del padre. e il viaggio non e` che all`inizio...

benche` costretto, nel 1932, ad accettare una nuova "sfacchinata" ingegneresca, gadda non ha la minima intenzione di dissipare la notorieta` che "la madonna dei filosofi", uscito l`anno prima, gli ha procurato nell`ambiente dei letterati. la scrittura e` per lui "un prepotente bisogno", e un ripiegamento sarebbe inconcepibile: "la realta` deve essere, il resto non importa". con i proventi della corvee presso i servizi tecnici del vaticano finanziera` dunque nel 1934 "il castello di udine": libro variegato, riluttante a ogni definizione di genere, stilisticamente tracotante. i ricordi di guerra ci consegnano la bruciante delusione di chi ha visto il sogno di "una vivente patria, come nei libri di livio e di cesare" annientato dall`incapacita` degli alti comandi di raffigurarsi le "correlazioni complesse" che legano l`esercito "al resto del mondo"; dal mito, "ignobile e turpe", della furberia; da una prigionia che lo ha travolto "verso la riva dell`inutilita`". ma subito dopo la cronaca di una crociera nel mediterraneo proietta l`immagine di un mondano, ironico reporter; l`invettiva contro i musici di strada, molesti perturbatori delle notti milanesi, quella di un bizzoso moralista; il racconto "la fidanzata di elio" - dove le virtu` di luisa lasciano presagire una vita "drappeggiata di linoleum, risfolgorata di nichelio" - quella di un incendiario robespierre della borghesia milanese. a ben vedere, tuttavia, un filo rosso, tenace e segreto, unisce queste prose in apparenza disparate, screziandole di dolore e di sangue, come se la prima sezione gettasse fiotti d`ombra su tutta la raccolta: il lutto insanabile per chi e` caduto in guerra - come il fratello enrico, "la parte migliore e piu` cara di me stesso".
in questo settimo volume scopriamo la nascita delle grandi industrie automobilistiche e aeronautiche, l`esordio dell`esplorazione spaziale, l`invenzione dei primi calcolatori, la fotografia e il cinema; le nuove tecniche di stampa e il trionfo della medicina moderna. cosi` si conclude la narrazione che dai tempi primitivi ci ha portato alle soglie della contemporaneita`. l`aspetto senza dubbio piu` stupefacente della "storia della tecnologia" e`, come scrive gian arturo ferrari nella presentazione alla presente edizione, la sua felice longevita`. pubblicata in italia a partire dal 1961, la "storia della tecnologia" ha attraversato indenne mezzo secolo e rimane un punto fermo nel panorama della divulgazione scientifica grazie alla vastita`, la completezza e il rigore assoluto con cui e` stata condotta. l`idea di base che ha animato i quattro curatori era di leggere la storia dell`umanita` attraverso la tecnologia: e` cosi` che due millenni di invenzioni ed evoluzioni tecniche ci sono raccontati in brevi saggi in cui serieta`, profondita` d`argomentazione e chiarezza espositiva brillano tanto da rendere la lettura fruttuosa e piacevole.