mario brelich e` stato uno scrittore del tutto anomalo nel paesaggio letterario italiano: e non solo perche` l`intera sua opera narrativa e` dedicata a figure ed episodi delle sacre scritture, ma anche (o forse soprattutto) perche` ognuno dei "capitoli" di quest`opera ci appare come un oggetto tanto piu` malioso quanto piu` difficile da etichettare. questa volta brelich si misura con giuditta -l`unica fra tutte le eroine dell`antichita` ad "affidare la salvezza della sua citta`, del suo popolo e dell`avvenire del suo dio esclusivamente alla propria bellezza" - e mentre ne ripercorre la vicenda con la consueta, affabile scioltezza, la indaga con gli strumenti piu` vari (non ultimo la psicoanalisi); e poiche` ha la scienza del teologo e la grazia del narratore, riesce a farci penetrare nel mistero di questa seducente eroina-avventuriera, in quel miscuglio di castita` austera e irresistibile sex-appeal che non a caso ha ispirato alcuni fra i piu` grandi dei "maestri antichi".
`tarda eta`` e` un breve romanzo che tratta l`incontro con la vecchiaia di una coppia, lei una scrittrice e lui un architetto, i cui sentimenti, le sensazioni e la sessualita` non perdono di vigore con l`avanzare degli anni. gemma e rupert, i protagonisti, hanno diviso con successo una lunga vita di coppia. di fronte alla consapevolezza di una fine non lontana, non cessano di mantenere viva una relazione, senza compromessi o remore. sulle pagine di un diario, che ambedue tengono all`insaputa uno dell`altro, confessano apertamente le proprie sensazioni, ricordano esperienze passate, amori finiti e la continua lotta per l`esistenza che li rende vivi.