il libro vuole essere un bilancio problematico di quanto la storiografia (soprattutto tedesca e inglese) ha prodotto sul nazismo, e una discussione delle tesi interpretative che nello stesso tempo fornisce gli elementi di conocenza fattuali. un libro di sintesi e di orientamento che procede in modo tematico piuttosto che cronologico (capitoli sull`economia, sull`olocausto, sulla politica estera, sulla figura di hitler...) dopo aver esaminato nei primi due capitoli il problema della spiegazione e della definizione del nazismo nella storiografia e prima di concludere con altri due capitoli dedicati alle controversie suscitate dalle interpretazioni "revisioniste" del passato nazista dell`ultimo decennio.
"cio` che biagio marin canta costantemente e inconsciamente e` la tensione generatrice", ha scritto pier paolo pasolini. la sua poesia, ha aggiunto claudio magris, costituisce "una risposta consapevolmente radicale alla crisi della lirica moderna". l`opera di marin si muove tra questi due poli: un`autenticita` istantaneamente comunicativa e una raffinata coscienza delle lacerazioni del nostro tempo; suo fulcro e chiave e` un linguaggio che si sottrae a ogni compromesso, proteso verso quella "vita vera" di cui la lirica moderna constata e denuncia l`esilio. il dialetto si cristallizza in una lingua poetica immediata, elementare, progressivamente assimilata a oggetti e orizzonti drasticamente semplificati.
la storia inizia nel 1941 e termina negli anni sessanta. al centro c`e` la guerra e il suo stravolgimento epocale. il suo impatto su una famiglia felice, fino a quando un solco nero non dividera` il "prima" dal "dopo". le vicende del romanzo seguono quelle dei personaggi, tutte intrecciate tra loro con un movimento nel tempo che ha piu` a che fare con i ritmi della memoria che con quelli della storia. si passa dai primi mesi di guerra, quando l`atmosfera e` ancora inconsapevolmente euforica, ai giorni piu` bui dell`occupazione tedesca, per risalire alle battaglie in nordafrica, raccontate in modo folgorante grazie anche al ritrovamento di un diario inedito. infine si torna alle speranze del dopoguerra, per chi aveva ancora qualcosa in cui sperare.
emily dickinson (1830-1886) nacque e mori` ad amherst (massachusetts), dove visse nella grande casa paterna, la homestead, in reclusione volontaria dal 1866. il "caso" emily dickinson deflagro` nel 1890, con la pubblicazione di un volumetto di poesie che ebbe un successo straordinario. e una poesia assertiva, lucida, dura, quella di emily dickinson, che inquieta e incanta il lettore. ed e` un personaggio fuori dal comune, quello di emily dickinson, che scelse una vita di solitudine e isolamento, non volle lasciare traccia pubblica di se` e tenne le proprie poesie nascoste nel cassettone della camera da letto, da dove furono recuperate solo dopo la sua morte. fu uno spirito ribelle e determinato, capace di decidere a trent`anni di vestirsi solo di bianco e di chiudersi in casa, per tutta la vita. di lei come persona si sa pochissimo, ma per lei parlano i suoi versi, enigmatici, scarni, che suscitano stupore e curiosita`, ammirazione e inquietudine. lettrice onnivora, assetata di conoscenza, austera e insieme sensuale, sapiente nel coniugare la cultura con una sensibilita` ricca e complessa e con una limpida intelligenza, emily dickinson ci consegna una poesia modernissima, non smette di risvegliare domande e attenzione nei lettori.
la produzione di utagawa hiroshige (edo, 1797-1858), uno dei grandi maestri dell`ukiyo-e, e` ben documentata nella collezione del museo d`arte orientale di venezia, con opere risalenti soprattutto al periodo della maturita`. i soggetti delle sue stampe spaziano da immagini di belta` femminile a vedute urbane e paesaggistiche. i saggi in catalogo di fiorella spadavecchia, marta boscolo marchi, bonaventura ruperti, silvia vesco e rossella menegazzo ci accompagnano nella lettura di queste meravigliose opere, con uno sguardo alla storia e alla cultura giapponesi del periodo. il dvd allegato al volume raccoglie le immagini e le schede dei pezzi della collezione veneziana.
carlo carra` (1881-1966), grande protagonista della pittura moderna europea della prima meta` del `900, torna dopo oltre trent`anni a milano, sua citta` di elezione, e proprio a palazzo reale, che fu la sede nel 1987 della grande rassegna monografica dedicata all`artista. sempre in questa stessa sede, nel 1962, si era svolta la monografica allestita, con carra` ancora in vita, sotto la presidenza di roberto longhi, che dell`artista era stato primissimo estimatore dai tempi del futurismo. il volume che ora si propone, a differenza di precedenti pubblicazioni che hanno invece considerato le opere di carra` inserite in progetti incentrati su movimenti artistici (futurismo, metafisica, valori plastici, realismo magico, ecc.), ha l`obiettivo di disegnare l`intero percorso artistico del maestro attraverso le sue opere piu` significative, da alcune iniziali prove divisioniste, ai grandi capolavori che ne fanno uno dei maggiori esponenti del futurismo e della metafisica, ai dipinti ascrivibili ai cosiddetti "valori plastici", ai paesaggi e alle nature morte che attestano il suo ritorno alla realta` a partire dagli anni venti, con una scelta tematica che lo vedra` attivo sino alla fine dei suoi anni.
"non esiste gioiello, universale e assoluto, ma molteplici concezioni di gioiello, legate al tempo, alla cultura, al gusto, in sintesi: alla storia dell`uomo." (alba cappellieri, direttore del museo del gioiello)
dal rinascimento agli albori della rivoluzione industriale, il mobile italiano e stato la sintesi delle arti che giorgio vasari defini "congeneri", ossia la cui invenzione e legata alla comune esperienza del disegno. per secoli pittori, architetti, scultori, lavorarono assieme a intarsiatori, ebanisti, intagliatori, creando opere di straordinaria qualita artistica. mobili non solo d`uso, bensi concepiti per il piacere di circondarsi della bellezza, per desiderio di esibire ricchezza, prestigio personale o dinastico. il libro si propone dunque di raccontare, in maniera chiara e lineare, la storia del mobile italiano nell`eta moderna, ovvero dal rinascimento al primo ottocento, ripercorrendo - proprio sulla falsa riga di vasari - le vite dei maestri piu famosi, o meglio di quelli di cui si e tramandata una certa memoria storica unita a un significativo corpus di opere, accanto ai quali non mancano riferimenti a un gran numero di comprimari, maestri le cui storie si sono perdute, di cui rimangono tracce fugaci, accenni e opere sparute. accompagnato da un ricco apparato iconografico, il volume e completato da una corposa bibliografia ragionata e da indici.