i testi di fedro qui presentati costituiscono la piu` antica raccolta di favole che ci sia mai giunta. in queste brevi storie, raccontate in forma scarna ma incisiva, rivive una morale pessimistica di tradizione esopica, che vede nell`uomo una belva, per se` e per gli altri, e nel mondo la giungla in cui vive e prospera. ne nasce un senso di scempio, di denti aguzzi che straziano le carni, di orribili gole spalancate, di un penoso e inutile dibattersi della vittima, serrata da artigli crudeli. in questo modno lacerato, dai rilevanti connotati romani, fedro cerca un`ancora di salvezza, e la trova nella poesia.
utilizzando come nessun altro il nero profondo dell?eliotipia, in paris la nuit il grande fotografo brassai ha fissato per sempre il mondo notturno della capitale negli anni trenta. una ville lumiere misteriosa e al contempo molto reale, fatta di bassifondi e cabaret, clochard e aristocratici, ma anche di fornai, orto lani, guardie e stampatori di giornali... brassai considerava il biennio 1932-1933 il piu importante della sua vita, poiche in quel periodo aveva incontrato picasso, pubblicato questo volume e collaborato con la rivista surrealista minotaure. ma aggiungeva subito, quasi a voler prendere le distanze dal gruppo: " il surrealismo delle mie immagini non e altro che la realta resa fantastica dallo sguardo. io cercavo soltanto di esprimere il reale, perche nulla e piu surreale... la mia ambizione e sempre stata far vedere un aspetto della vita quotidiana come se lo si scoprisse per la prima volta ". la poesia ipnotica di paris la nuit, suo primo libro fotografico, esprime fedelmente questo credo nelle risorse inesauribili della quotidianita.