un certo lord petre ebbe l`ardire di tagliare surrettiziamente un ricciolo di lady arabella fermor - e il gelo calo` fra le due famiglie: finche` un giovane e gia` celebre poeta ricevette il delicato incarico di scrivere una poesia che contribuisse a rasserenare gli animi. futile occasione, si direbbe: se non che l`artista interpellato era il beffardo e geniale alexander pope, "piccolo usignolo" della chiesa cattolica nell`inghilterra settecentesca. cosi` "solleticato", pope compose un poemetto che per inventiva, passionalita` ed estro poetico tocca punte di epicita` omerica: non per niente lavorava a quel tempo a un`epocale traduzione dell`iliade. la sua, pero`, e` una guerra in miniatura, incentrata sull`eterna, risibile "guerra dei sessi". il testo riscosse un immediato successo di pubblico e suscito` inviperite reazioni nella buona societa`. ma pope, per ribattere, invento` la, per cosi` dire, pars deconstruens: scrisse un commento che e` una chiave di lettura ultratendenziosa della sua stessa opera e insieme la satira di ogni pretesa interpretativa.
nella prefazione alla prima edizione di "kinder-und hausmdrchen" i fratelli grimm definiscono i loro testi "innocenti fiabe per la casa". difficile crederci vista la truculenza che spesso trabocca da questa raccolta: vendette, malefici, avvelenamenti, poteri occulti, boschi fitti in cui sembra impossibile ritrovare il sentiero perso, atmosfere oscure e tenebrose. eppure, in queste fiabe riunite e riviste dai due filologi tedeschi, la purezza e l`innocenza infantili sono sempre presenti in quel magico mondo popolato da streghe, gnomi, draghi, fate e diavoli, e si intrecciano con naturalezza agli episodi sinistri. la grande forza liberatoria delle fiabe dei grimm sta nell`immancabile e crudelissima punizione del "cattivo" e nella rivalsa dei deboli sugli oppressori: una giustizia rigida che non lascia sfumature tra bene e male e che ben rappresenta l`immaginario dissacrante dei grimm. "biancaneve", "cappuccetto rosso", "pollicino", "hansel e gretel", "cenerentola": sono solo alcune delle "fiabe popolari" elevate dai grimm a classici della letteratura.
per sen l`idea di uguaglianza deve confrontarsi con la sostanziale eterogeneita` degli esseri umani, dovuta a caratteristiche personali e a circostanze esterne, e con la molteplicita` di variabili in relazione alle quali l`eguaglianza puo` essere valutata. per sen il cuore del problema e` nella domanda "eguaglianza di che cosa?". nel fornire una risposta egli si concentra sulla capacita` degli individui di svolgere efficacemente le loro funzioni e sulla liberta` che essi hanno di perseguire i loro piani di vita.
il volume e` una breve esposizione di quanto si sa oggi sulle piramidi. dopo un`introduzione generale, l`autore ricapitola la lunga storia della scoperta e dello studio delle piramidi, poi ne spiega la funzione all`interno del culto del sovrano defunto, e ne illustra le questioni tecnico-costruttive, rifacendosi alle diverse congetture avanzate e ai ritrovamenti archeologici che le supportano. infine presenta una descrizione commentata dei principali complessi piramidali che si sono conservati mostrando anche come, nel succedersi dei tre regni dell`antico egitto, essi abbiano acquisito significati e funzioni differenti.
questo testo teatrale - gia` apparso a stampa nelle edizioni corraini di mantova nel 2005, con le illustrazioni di federico maggioni - e` stato elaborato da un precedente racconto, "la vera storia di rosa vercesi e della sua amica vittoria", pubblicato da einaudi nel 2000. ha debuttato al "piccolo di milano" nell`ottobre del 2003 con paola roman, simonetta benozzo e luca mauceri
"wallada. l`ultima luna" e` la storia dell`amore tra la principessa e poetessa wallada e il poeta ibn zaydun, ma anche il racconto della vita di una donna straordinaria che rinuncio` a un destino regale per dedicare la sua esistenza all`arte e alla poesia. siamo intorno all`anno mille, nella ricca e liberale cordova, capitale dell`andalusia araba. durante l`ultima notte della sua vita, la principessa racconta il suo essere stata una donna libera, fiera e indipendente. unica spettatrice muta ma complice di questo monologo e` la schiava nera muhia, poetessa, amica e amante d`un tempo. venduti i suoi diritti regali, tolto il velo, wallada apri` una scuola di poesia femminile e un salotto letterario, che sarebbe diventato il fulcro dell`attivita` intellettuale e artistica dell`intero paese, grazie al quale la poetessa fu in grado di discutere con governanti e filosofi, con imam e con astrologi, senza contare i letterati. ogni pagina gronda di amori, tradimenti, gelosie, amicizie infrante, incantamenti per la natura e per l`arte, esilii, congiure di palazzo e nazionali, ma anche delle perle poetiche dei maggiori poeti arabo-andalusi, mentre i vari personaggi si muovono in una citta` dove l`arte e la poesia hanno trionfato ma che ormai e` al tramonto.
lungo il prato dove un tempo pascolavano le mucche, c`era un vecchio muro. fra le pietre del muro, vicino al granaio, cinque allegri topi di campagna avevano costruito la loro casa. eta` di lettura: da 4 anni.