otto anni dopo essere stato consacrato sovrano di un regno che abbracciava quasi tutta l`india, asoka condusse una guerra di conquista nel kalinga, sul golfo del bengala. vinse. ma, dopo aver vinto, senti` rimorso. e volle esprimere quel rimorso con parole incise sulla roccia: "centocinquantamila uomini sono stati deportati; centomila sono stati uccisi, in numero ancora maggiore sono periti... il rimorso possiede l`amico degli de`i (asoka) da quando ha conquistato il kalinga. infatti la conquista di un paese significa l`uccisione, la morte o la prigionia per la gente: pensiero che l`amico degli de`i sente fortemente che gli pesa."
una delle piu` fosche tragede dell`antichita` si consuma nella casa maledetta delle atridi: due fratelli, tieste e ateo - tiranno di micene - si odiano per la sete di potere. tieste torna in citta` lusingato dalle promesse di pace del fratello che invece, istigato dall`ombra di tantalo, liberato dall`ade dalle furie, gli servira` subdolamente come pasto riconciliatore le carni dei figli. una tragedia che ha suscitato al tempo stesso orrore e torbida attrazione in tutte le epoche; una spaventosa metafora dell`abiezione in cui puo` cadere chi vive solo per il potere.