nel 1539 nicolo` franco (1515-1570), scrittore dotato di un`incontenibile vena polemica e satirica che l`avrebbe condotto sul patibolo, pubblico` a venezia i "dialogi piacevoli". l`operetta ebbe notevole successo e fu continuamente ristampata sino al 1559. successivamente, come avvenne a molte altre opere letterarie, anche questo scritto fece le spese del clima repressivo inaugurato dalla pubblicazione del primo indice romano dei libri proibiti in quello stesso. il libro di franco torno` in circolazione a fine secolo dopo essere stato diligentemente corretto da girolamo giovannini, domenicano ed espurgatore professionista. da quel libro viene qui estratto il dialogo sulla libreria, una delle piu` antiche descrizioni del mestiere di libraio, presentato nelle due versioni, l`originale di franco e quella purgata dal censore. il confronto consente di evidenziare, all`interno di un testo vivace e molto sensibile alle grandi tematiche culturali del tempo, le preoccupazioni e gli intenti della censura ecclesiastica.
"lungi dall`essere poco teatrale, re lear puo` ben dirsi l`opera piu` teatrale di shakespeare, e cio` nel senso che in essa il linguaggio del drammaturgo raggiunge la sua piu` alta, e specifica, intensita` ed espressivita`. ne` poteva essere diversamente. nel dramma, composto intorno al 1605 (poco dopo l`0tello e pressoche` contemporaneamente al macbeth) e dunque nel momento in cui piu` profonda era la sua riflessione sull`uomo e sulla sua condizione, shakespeare crea un linguaggio la cui `teatralita`` e` suprema perche` suprema e` la funzione che ad esso viene affidata; un linguaggio che, volendo esplorare e conoscere il movimento e le ragioni della vita, ha cosi` approfondito e arricchito le proprie specifiche risorse e qualita` da aver bisogno, come mai prima, del proprio elemento naturale, il teatro." (dalla prefazione)