l`antenne 110 e` un centro terapeutico fondato nel 1973 a bruxelles per operare con i bambini autistici e psicotici alla luce delle teorie di freud e lacan. lo straordinario impatto che questo tipo di intervento ha avuto sia sul contesto sociale sia sulla pratica clinica ha favorito la nascita di vari centri analoghi in europa, come l`antenna 112, struttura istituita a venezia dall`autore. le psicosi infantili sono caratterizzate da una grande diffidenza verso il mondo esterno, diffidenza che nell`autismo puo` essere visibile fin dai primi mesi di vita e spingere il bambino a crearsi un mondo "senza fare ricorso a nessun altro che a se stesso. le ipotesi di una genesi organica dell`autismo non sono giunte a precisarla se non come una maggiore "fragilita`" riscontrabile a livello statistico in questi soggetti. rimane da spiegare perche` la stragrande maggioranza di persone affette da una qualunque sindrome organica, chiamata in causa per l`autismo, non sia affatto autistica ne` psicotica. con l`ipotesi dell`organogenesi la distinzione tra autismo e altre forme di malattie con tratti autistici non ha piu` senso. il risultato e` una vera e propria "epidemia di autismo", cioe` l`aumento di casi accertati del mille per cento in pochi anni. l`antenna 112 si impegna a sostenere questi bambini senza forzarli. essi esigono un "altro" che li garantisca, una guardia del corpo a difesa della loro soggettivita`, un "altro" poco muscoloso, che sia curioso e creativo nei confronti di bambini cosi` disarmati, ma cosi` forti.
Ubulibri, 1985, IT. Nel 1960 Fritz Lang gira in Germania il suo ultimo film e nello stesso anno Volker Schlondorff e Alexander Kluge realizzano i loro primi cortometraggi: finisce emblaticamente la grande scuola del cinema tedesco classico e ne nasce una nuova quella che nel corso degli anni settanta diverrà il fenomeno "Nuovo Cinema Tedesco" con registi come Wenders, fassbinder, Straub e Fleischmann. Il libro rappresenta la prima ricostruzione organica di quel fenomeno attraverso una nutrita serie di saggi firmati da specialisti, l'analisi dettagliata di 130 opere corredata da un ricco e inedito materiale iconografico e informativo.
Ubulibri, 1988, IT. Se dal Festival di cannes del '57 all'inizio degli anni sessanta, la presenza del cinema polacco sulla scena internazionale fu intensa e viva, la sua diffusione occidentale non superò un numero ristrettissimo di film. Tanto più che la scuola polacca, rompendo con il realismo socialista, fu una sofferta ricerca dell'identità, caratterizzata dal disvelamento dei grandi temi nazionali. Il libro tenta di rendere conto di tutta la dialettica complessità di quello che può essere chiamato il nuovo cinema nella Polonia degli anni cinquanta e sessanta.