"qualcuno ha scritto che nei testi di de pisis si riconoscono i soggetti, i colori e certe emozioni dei suoi dipinti, cercando una correlazione fra i due linguaggi. e certamente vero perche` entrambi fanno parte di un unicum, l`uno nutre l`altro e viceversa. ma la caratteristica piu` interessante del personaggio nel suo complesso sta nella dimensione culturale assolutamente fuori dal comune, una dimensione erudita e profonda, da intellettuale raffinatissimo, conoscitore di discipline le piu` diverse, appassionato di arte antica e studioso di cosiddetti artisti minori, capace di darsi regole di studio severissime per raggiungere l`obiettivo della conoscenza. tutto cio` fa da substrato fecondo sia della scrittura che della pittura, entrambi linguaggi articolati e di difficile elaborazione, che tuttavia de pisis trasforma con apparente facilita` in un dipanarsi di immagini, scritte o dipinte, che narrano la sua particolare visione del mondo che lo circonda, con un carattere di candore che e` un elemento fondamentale del suo modo di leggere gli eventi, anche nei momenti nei quali affermera`, con la levita` che gli era propria, la sua omosessualita`. egli ha senza dubbio conservato dentro di se` il pascoliano "fanciullino", attraversando due guerre mondiali senza neppure per una volta prenderne atto in uno scritto o in un quadro; con una levita` che fortemente dentro di lui contrasta con il bisogno profondo di conoscenza. [...]". (dalla nota di claudia gian ferrari)
sessantanove `nuovi` racconti di moravia, dispersi su giornali, riviste, almanacchi, fra il 1928 e il 1951. questi racconti, scanditi in tre fasi, ci dicono che moravia e` stato un buon lettore. pagine di sprofondamento nelle oscurita`, nelle caverne della psiche, pagine di avviso che il male e` sempre sulle porte dell`anima, e poi paure e dilavate, rivoltate fantasie, dove visioni di moderna civilta` urbana spiovono in un`atmosfera di cifrata irrealta`.
dopo questo libro, e dopo il film che ne ricavo` john houston, l`immagine "giungla d`asfalto" e` entrata nel linguaggio di tutti i giorni: il misto di ansia e disperazione prodotto dell`homo homini lupus delle metropoli convulse. e ansia e disperazione dominano questo noir classico. riescono a filtrare, pur dal modo antisentimentale con cui il racconto intende presentare un caso di vita autentica criminale, pur dalla cupa obiettivita` che fanno di "giungla d`asfalto" il prototipo di diritto dei romanzi criminali a base sociologica, per i quali il delitto e` il risultato inevitabile di condizioni di vita miserabili o disgregate.
si tratta di una raccolta di novelle pubblicate per la prima volta a firenze nel 1921. "ragazze, dunque, ma" - osserva l`autrice - "dovremmo dire signorine siciliane". sono infatti signorine i personaggi, senza diritto alla maturita` e all`identita` sociali, se e finche` non lo traggono dal marito diventando "signore"; signore di un universo piccolo borghese miseramente angustiato dall`ossessione del "decoro", in cui il desiderio e` sempre colpa e la speranza un`ardita imprudenza.
il signor sleuth e` magro, alto, indossa il mantello e porta uno strano cappello a cilindro. e per giunta ogni volta che esce dalla camera presa in affitto dai coniugi bunting, il vendicatore affonda i suoi colpi mortali in una londra dall`aria nebbiosa e piovigginosa. ce ne sarebbe abbastanza per trasformare quel signore allampanato in uno dei tanti jack lo squartatore di cui la letteratura e` zeppa. ma i dubbi dell`ex maggiordomo robert bunting, della moglie ellen, della figlia di lui e del suo fidanzato su quel "pensionante", che paga in anticipo garantendo la sopravvivenza della famiglia, possono anche non diventare certezza.
tra la fine degli anni quaranta e l`inizio dei cinquanta, pierre boileau e thomas narcejac scrissero circa venti romanzi, suddividendosi accuratamente i compiti: l`uno doveva occuparsi quasi unicamente della scrittura, l`altro dei personaggi, indipendentemente dal primo. al centro di questo romanzo - da cui hitchock ha tratto, rielaborandolo fortemente, il suo film con kim novak e james stewart - la storia di un avvocato che s`innamora della donna che deve sorvegliare. quando la donna muore suicida e sembra ricomparire in un`altra citta`, l`uomo non vedra` abbastanza, o vedra` troppo, per capire veramente in quale vertigine e` caduto.
il viaggio americano di majakovskij si compie dal luglio all`ottobre del 1925; un viaggio da tempo accarezzato, interrotto e rimandato a causa delle difficolta` incontrate nell`ottenere il visto per gli stati uniti. majakovskij descrive dettagliatamente le sue impressioni: dai diciotto giorni di navigazione, alla sosta a l`avana, al messico delle corride truculente, delle pistole facili e dell`amico comunista morene, di cui apprendera` l`uccisione quando sara` gia` negli stati uniti. ma sono questi ultimi la vera meta del viaggio, e non solo perche` majakovskij e` il primo poeta della russia sovietica in visita `ufficiale` nell`impero del capitalismo, ma anche e soprattutto perche` e` il poeta futurista che ha cantato chicago ancor prima di recarvisi, che adora broadway e considera le stazioni di new york "uno dei grandiosi panorami del mondo".
nel calendario della francia rivoluzionaria, germinale e` il mese della fioritura, del rinnovamento della natura. un titolo ricco di delicate suggestioni, quindi, per il tredicesimo romanzo del ciclo dei rougon-macquart, che sembra pero` cozzare con l`ambientazione cupa e dolorosa e con i toni a tratti di feroce polemica della narrazione. etienne lantier, figlio di gervaise macquart, trova impiego nelle miniere del nord della francia, all`epoca della prima rivoluzione industriale. sconvolto dalle durissime condizioni di vita dei minatori, etienne organizza la resistenza, ma lui stesso, insieme alla ragazza di cui e` innamorato e al rude amante di lei, finira` per rimanere intrappolato in una galleria. in apparenza un fallimento, l`eccidio di lavoratori con cui lo sciopero si chiude e` in realta` il primo seme di quella primavera della giustizia e dell`uguaglianza tra gli uomini evocata dal titolo. pubblicato nel 1885, germinale e` uno dei romanzi piu` celebri di zola, se non di tutta la letteratura francese dell`ottocento; un accurato affresco storico ma soprattutto un esempio indimenticabile della potenza narrativa di zola. lo disse oscar wilde: "in germinale c`e` qualcosa di epico". la postfazione e` di henry james.
al centro del racconto la passione adulterina di edoardo, un italiano che insegna letteratura americana in california, per la sensuale cognata di origini siciliane, anna, grande amica della moglie edith. come gia` venticinque anni prima nelle "lettere da capri", soldati torna a raccontare di matrimonio e di amore annodati tra due culture diverse, toccando uno dei vertici della sua narrativa in un romanzo dove l`introspezione psicologica si fonde con un intreccio ricco di suspense.
Royal Wade Kimes prima di essere un musicista country è un cowboy. Ha fatto il cowboy, poi anche l'attore, ma fare il country singer è sempre stata la sua passione. Vero country, su questo non ci piove, ruvido ed elettrico, persino con risvolti southern rock. Dietro di lui c'è uno specialista come George Bradfute, ma anche turnisti di valore che rispondono a nomi come Paul Hollowell, Mike Nobel, Larry Crowley, Matt McDowell. Real country, Royal Wade Kimes non potrebbe fare altro.

Dopo avere passato 15 anni ad andare in tour con l'amata Hot Band, Emmylou Harris nel 1990 ha formato una nuova band, The Nash Ramblers., dove suonavano Sam Bush,(fiddle, mandolin, vocals), Roy Huskey Jr. (bass), Larry Atamanuik (drums), Al Perkins (dobro, banjo, vocals), e Jon Randall Stewart (acoustic guitar, mandolin, vocals). La band ha suonato per diversi mesi on the road, prima di debuttare a Nashville, Tennessee, al Performing Arts Center (TPAC) il 28 settembre 1990. Poi il concerto è stato messo da parte, in quanto la Harris ha edito, con grande successo, un altra performance da vivo, sempre coi Nash Ramblers, registrata alcuni mesi dopo al Ryman Auditorium. Ma questa esibizione, riscoperta da poco negli archivi della Nonesuch, ha un repertorio completamente diverso e contiene canzoni di A.P. Carter, Rodney Crowell, Ruth Franks, the Louvin Brothers, Doc Pomus e Mort Shuman, Paul Simon ed anche Townes Van Zandt, oltre alle composizioni della band. Serata in stato di grazia, tutta da scoprire. Qualità audio strepitosa.
