giacomo, un professore, e` l`unico di sette tra fratelli e sorelle a essere rimasto nel sud, in un piccolo paese siciliano nel settecentesco palazzo di famiglia, dotato di una biblioteca di trentamila volumi. la morte dei genitori in un incidente d`auto mentre tentavano di raggiungere esledon - una sorta di shangri-la, (il luogo immaginario dove il tempo si e` fermato) di cui si hanno vaghe notizie e dove la giornata e` fatta di 32 ore - lo ha turbato piu` di quanto non voglia ammettere, tanto piu` che, non essendosi opposto al pericoloso viaggio, si ritiene un po` responsabile della sciagura. e ora giacomo, nel silenzio delle notti solitarie, sente parlare i libri della vecchia biblioteca; dapprima e` un bisbiglio, poi fanno udire parole umane. esledon e` nominata piu` volte. lo stesso protagonista dubita da principio delle proprie facolta` mentali. espone il caso ai fratelli e a uno psichiatra, ma nessuno sembra prenderlo sul serio. finalmente le autorita` locali, dopo un`inchiesta, decidono che non sono parole quelle che giacomo ha sentito, ma rumori dovuti all`invasione di strani parassiti che minacciano la sopravvivenza della biblioteca e dell`intero edificio. cosi` il protagonista e` costretto ad abbandonare il palazzo e i libri, che verranno provvisoriamente accatastati sul vicino colle, protetti alla meglio da tettoie in lamiera. intanto proprio da esledon giunge il nonno di giacomo, che tutti credevano morto, mentre i libri sulla collina continuano a parlare al vento.
tra la fine degli anni quaranta e l`inizio dei cinquanta, pierre boileau e thomas narcejac scrissero circa venti romanzi, suddividendosi accuratamente i compiti: l`uno doveva occuparsi quasi unicamente della scrittura, l`altro dei personaggi, indipendentemente dal primo. al centro di questo romanzo - da cui hitchock ha tratto, rielaborandolo fortemente, il suo film con kim novak e james stewart - la storia di un avvocato che s`innamora della donna che deve sorvegliare. quando la donna muore suicida e sembra ricomparire in un`altra citta`, l`uomo non vedra` abbastanza, o vedra` troppo, per capire veramente in quale vertigine e` caduto.
gli ultimi cinquant`anni della "felix austria": la situazione interna, lo scenario internazionale, le scelte di politica estera che portarono alla grande guerra e alla fine della mitteleuropa.
luigi martinotti lavora in un fast food. frigge patatine, ma in realta` la sua vocazione, vivissima malgrado l`interruzione degli studi universitari, e` quella dello storico. su un tavolo della biblioteca comunale consuma tutte le ore di liberta`, ricostruendo e interpretando eventi del passato. ci sono momenti in cui riesce addirittura a distinguere, quasi fosse una visione, l`incontro fra attila e papa leone. e riuscito anche a elaborare una teoria storica, secondo la quale i mutamenti della societa` sono il prodotto di una terribile "insofferenza dell`insicurezza", che spinge gli uomini, cambiando continuamente, a inchiodare il mondo in un presente immobile e rassicurante. anche la quiete apparente di luigi martinetti obbedisce a questa legge. la sua sensibilita`, sospesa tra aspirazioni intellettuali e esposizione al fallimento, si lascia contaminare dall`imprevedibilita` dei rapporti umani, ivi comprese l`intensa relazione sessuale con antonella, cameriera del fast food, e l`inspiegabile tenerezza per il figlio di lei. solo l`amico giuseppe estroso insegnante affetto da una malattia genetica che lo getta in ricorrenti crisi depressive - riesce a tenere accesa la sua vocazione e a comunicargli una sorta di profonda serenita`. quando il fallimento come storico e` definitivo, la sua mente vacilla.