shell beach, stato del mississippi, profondo sud degli stati uniti: un luogo che quasi nessuno conosce ma che e` popolato da quindici persone stravaganti, sognatrici, lunatiche, pazze e rissose. papa` william e il suo socio (hanno aperto un bar) jimmy snow, un pilota perennemente ubriaco che sparge disinfestante invariabilmente sui campi sbagliati; la signora dot, proprietaria-direttrice-autrice dell`unico giornale locale; il signor honywell e il suo esercito di segretarie addestrate alla guerriglia; ula sour, una misteriosa negra albina; un uomo affascinante che forse e` un assassino...
"era aprile, durante le vacanze di pasqua: ero stato in grecia altre due volte, ma mai a creta. insegnavo materie umanistiche in una scuola privata, ma non volevo visitare creta per vedere le aree archeologiche di cnosso e festo, ma per assecondare una mia passione personale: ho un certo talento per la pittura ad olio..." nei due racconti che compongono il volume, anche i luoghi deputati allo svago e al riposo ospitano,"per chi le sa vedere, le maligne forze segrete che ci assediano".
secondo boudon occorre accantonare le spiegazioni globali del mutamento sociale, con le loro pretese generalizzanti e i loro paradigmi causalistici. ispirandosi all`individualismo metodologico di weber e simmel, l`autore avanza un suo modello esplicativo applicabile e verificabile in contesti circoscritti. misurarsi col disordine significa dunque aderire alla realta` e rinunciare a paricolose "leggi" astratte. il mutamento ad esempio, puo` avvenire anche in assenza di conflitti, mentre la conflittualita` puo` essere una funzione della stabilita` sociale. vengono cosi` scardinati alcuni luoghi comuni del pensiero sociologico, e sfidate in campo aperto le ricorrenti aspirazioni metafisiche a una conoscenza universale e necessaria.
accanto alla storia interna delle singole corporazioni, il volume da` spazio alla storia esterna di una classe dirigente che e` sempre stata, con alterne fortune, uno dei principali motori dello sviluppo del paese. vediamo allora come i professionisti acquistino coscienza di se` e del loro peso sociale, e come questo si rifletta, ad esempio, nel tessuto urbano delle citta` del primo novecento, attraverso la costruzione di edifici e quartieri che dovevano simboleggiare proprio questo nuovo status. ma scopriamo anche quanto sia stata forte l`influenza delle singole corporazioni nella vita politica nazionale e locale. centrale, infine, il rapporto tra l`esercizio della libera professione e la formazione universitaria.
guy de maupassant, allievo di flaubert, nelle sue opere ha lasciato un illuminante e impietoso ritratto della societa` borghese nella francia del secondo impero, ed e` proprio nella misura breve della novella che il suo stile, di grande realismo descrittivo ma anche di profonda sensibilita` psicologica e di accesa sensualita`, raggiunge i risultati migliori. le novelle comprese in questo volume contengono decine di immagini della vita contemporanea, istanti presi dalla vita di personaggi comuni e indimenticabili in cui tornano i temi piu` cari all`autore, dai paesaggi della normandia agli amori infelici, dall`infanzia abbandonata alla crudelta` della guerra, fino alla mediocrita` della vita borghese. questa edizione e` arricchita dall`introduzione di leone ginzburg.
radko suban, alter ego dell`autore, torna a trieste dopo la drammatica esperienza del lager e la degenza nel sanatorio dove l`amore per l`infermiera francese arlette gli ha fatto riscoprire il gusto per la vita. la citta` natale, con i suoi caffe` che un tempo echeggiavano delle conversazioni di una intellighenzia tra le piu` brillanti d`europa, e` la stessa di ieri ma radko fatica a riconoscerla, mentre le grandi potenze ne tengono ancora in sospeso il destino. la comunita` slovena e` piu` straziata che mai dopo la costituzione della jugoslavia che un tempo sembrava incarnare l`anima della resistenza a tutti i fascismi e che gia` versa, appena nata, nella peggiore caricatura totalitaria. arlette, che prometteva di aiutarlo con la sua presenza, gli scrive ma si guarda bene dal raggiungerlo. presto radko comprende che i rapporti che riesce a intessere sono falsati dalle ideologie, dal calcolo. ormai dovra` avanzare su un terreno minato, eredita` trasmessa dalla guerra alla pace ritrovata, ricavarsi la strada in un labirinto ostile. imparare di nuovo a orientarsi nella notte: questo e` il compito che si trova davanti. impossibile, forse, il solo pero` che valga la pena di affrontare se si e` uomini.
lo zuimonki, per la prima volta tradotto in italiano dall`originale giapponese e corredato con il commento di un maestro zen italiano, presenta l`insegnamento del piu` importante maestro zen giapponese, eihei dogen (1200-1253). il testo raccoglie i sermoni - trascritti dal suo principale discepolo ejo - che dogen ha impartito a un pubblico eterogeneo che comprendeva sia monaci che laici nel tempio koshoji a fukakusa, localita` di kyo - to tra il 1235 e il 1237. la versione utilizzata e` quella che si trova nel tempio choenjibon nella provincia di aichi nel giappone centrale, una trascrizione manoscritta del 1644 di un testo risalente al 1380 e che oggi e` considerata la piu` antica e affidabile. nella vasta produzione di dogen lo zuimonki occupa un posto importante perche`, diversamente dagli altri scritti che hanno un carattere piu` marcatamente dottrinale, e` piu` discorsivo e presenta l`insegnamento in modo diretto e facilmente comprensibile, quindi adatto anche a un pubblico non specialista. in particolare, la caratteristica saliente del testo e` il tentativo di far comprendere che le fondamenta della via buddhista si trovano nella purezza della condotta e nella dedizione completa alla pratica. l`insistenza e l`importanza che viene attribuita ai temi morali, alla rettitudine spirituale e al distacco dai coinvolgimenti mondani ci fanno comprendere che sono i prerequisiti indispensabili per intraprendere la via buddhista, e al tempo stesso che sono tutti la diretta conseguenza dell`abbandono all`attaccamento al proprio io egocentrico. il comportamento virtuoso e` il punto di partenza imprescindibile senza il quale la realizzazione di una nuova spiritualita` resta priva di fondamenta. se nei gradi piu` elevati del percorso puo` essere dato per scontato, non puo` invece esserlo agli stadi iniziali quando si pongono le basi. leggere lo zuimonki non e` solo un modo per approfondire la dottrina dello zen, ma anche per attingere a una sorgente di grande spiritualita` va
in questo libro, superando gli schemi e la morale talvolta spietata delle favole classiche, moravia non veste i panni del vecchio saggio o del sentenzioso maestro ma con illimitata fantasia e con sorprendente arguzia narra le avventure e le disavventure di una grande folla di animali umanizzati. o meglio: di uomini che si nascondono dietro una maschera animalesca. come sempre accade con le favole, il debole si mescola ai forti, l`ingenuo agli astuti, il buono ai cattivi. qui pero` la verita` non ha le tinte della tragedia o i toni della farsa perche` moravia, attento conoscitore degli uomini, non rinuncia mai alla speranza, cosi` che il lettore possa imparare divertendosi. le sue storie si propongono, semplici, efficaci, esilaranti, per una lettura accattivante e per un`interpretazione autonoma e personale, adatta tanto al lettore adulto quanto a quello bambino. sullo sfondo del tempo-senza-tempo della favola moravia si e` divertito a portare alla luce, con un`euforica liberta` d`invenzione controllata da uno spirito razionale e avveduto, quell`immaginazione pura che il romanzo e il racconto realistici sono costretti a elaborare e a nascondere.