"diglielo tu, che sei figlio di padroni. se lo dici tu, non ci diranno di no. che ci facciano vedere almeno una volta il giardino" chiedono a toto` i compagni di giochi figli di braccianti, nella sicilia poverissima del primo novecento, dove "niente era gratuito". anni dopo, a rivolgersi a toto` sono tre operai. si sta tracciando una strada fra due comuni vicini e i lavoratori impiegati ricevono una paga misera. "dobbiamo scioperare" gli dicono. "ma che cosa e` uno sciopero, come si sciopera?" si chiede il giovane insegnante. "e allora pensiamo insieme, come se fossimo noi, per primi, a scoprire questa forma di lotta". da quel momento in poi toto` di benedetto non tornera` piu` indietro, e la sua vicenda personale seguira` gli alti e i bassi dell`azione politica dei comunisti sotto il fascismo-prima confinato a ventotene, poi clandestino a milano, infine incarcerato dal regime di badoglio. dopo avere svolto un ruolo di primo piano nella resistenza romana, nell`immediato dopoguerra fa ritorno in una sicilia scossa dalle lotte che mettono in discussione i rapporti sociali propri dell`economia latifondista.
questa intervista di vent`anni fa sul teatro, inizia nel tempo lontano dell`accademia d`arte drammatica che consegno` a gassman quella specie di animismo, guida perenne al suo modo di essere attore. ne percorre le tappe piu` memorabili e vere: i mostri sacri del passato, incontri, aneddoti, prove significative, delusioni e grandi successi. e poi i vari ruoli del teatro, i tipi di rappresentazione, i segreti dell`arte. ma anche, discretamente sotteso a tutto il raccontare, il modo in cui "un mestiere che non lascia traccia" perche` fluisce e dura solo nel mistero del presente, piega un`esistenza, la approssima all`arcano della maschera. e le dona un`invincibile malinconia.
il romanzo presenta la stessa storia di un omicidio per motivi sessuali, vissuta e narrata dai punti di vista differenti dei tre soggetti coinvolti nella vicenda: la vittima, l`assassino e il mondo della gente che guarda. olwen, ragazza della provincia gallese, racconta i suoi primi amori, il lavoro in citta`, la vita che progressivamente la prende, sino all`incontro col delitto; sullo sfondo la guerra mondiale, come palestra di buoni sentimenti. l`assassino piu` che raccontare introduce alla sua psicologia superomistica e sprezzante, a un dongiovannismo intriso di disprezzo per la donna, che e` solo sete di dominio sull`altro. e infine il racconto dell`inchiesta di polizia, occhio del mondo che cerca le ragioni di incontro di vie umane tanto divergenti.