louise assolant, giovane diciassettenne della borghesia parigina, si presenta nello studio di un`avvocato confessando di aver commesso un reato; immediatamente dopo scompare. l`avvocato, i genitori e alcuni amici di famiglia si mettono sulle sue tracce. su questo semplice spunto narrativo si esercita lo sguardo distaccato di emmanuel bove. dall`accumulo di dettagli infimi, di notazioni all`apparenza superflue, prende forma una scrittura compiuta e di alta intensita` emotiva.
prendiamo per esempio il successo di bruce springsteen, e` il successo di una delle piu` grandi aziende di tutti i tempi. un successo che dietro la mietitura di un profitto economico enorme lascia intravedere raffinate strategie organizzative, affinate tattiche gestionali, sapiente amministrazione del prodotto, grande senso di responsabilita` nella leadership, una spasmodica tutela del brand e una dedizione assoluta per la qualita` finale. tutto condito da tanta, tanta passione e sentimento di partecipazione. e non sono forse questi i principi e i valori a cui il nuovo management deve ispirarsi? non sono questi i nuovi manager che il mondo si aspetta dopo il disastro dei vecchi modelli? e quelli che oggi ricoprono ruoli manageriali non sono forse gli stessi ragazzi che negli stadi andavano in visibilio per springsteen? allora il cerchio si chiude e le cose sono piu` semplici di quello che sembrano, basta volerle ed esserne consapevoli e responsabili. cerchiamo di trasferire nella dura realta` aziendale i valori, i principi, le passioni che ci hanno ispirato e formato nella vita... e il profitto crescera`.
cosa costringe bruno hass, elegante e distino signore, ad abbandonare sua moglie adelaide nel corso di una crociera estiva, a voltare pagina nella sua esistenza, a cambiare modi e valori di vita e finanche aspetto? "stella oceanis" e` il romanzo di una deriva senza scampo, giocato sul filo di una ironica pieta` e ricco di estro aggressivo. un romanzo dai significati mai univoci, come mai univoca e` la vita.
giovanni rasori (parma, 1766-milano, 1837) fu un personaggio scomodo: lo fu anzitutto per l`accademia, di cui contesto` le posizioni conservatrici e retrive arroccate nella difesa di antichi privilegi; lo fu per il mondo medico, a cui indico` l`accidentata via di ricerca di una medicina nuova, forse avventata e certamente utopica, ma a suo avviso adeguata alla societa` egualitaria nata dalla rivoluzione. rasori fu scomodo per i francesi, incalzandoli con un giacobinismo scientifico nutrito delle idee rivoluzionarie da loro stessi esportate e poi messe a tacere; e lo fu per gli austriaci, durante la restaurazione, cospirando contro di essi.
questo libro racconta la storia del grande processo istruito dagli alleati contro l`intero comando militare dell`apparato nazista in italia operativo dal 1943 al 1945, processo che, accuratamente preparato sulla base giuridica e tecnica di quello di norimberga, non fu pero` mai celebrato. celebrarlo, infatti, avrebbe comportato da un lato il pericolo di mettere in crisi il reinserimento della germania federale nella comunita` europea, dall`altro avrebbe significato, per la classe politica del nostro paese, l`imbarazzante rischio di vedere perseguiti anche i crimini di guerra italiani. il risultato fu che al suo posto vennero celebrati pochi e marginali dibattimenti e la questione fu ridotta alla dimensione di alcune responsabilita` individuali.
prati fioriti, melodie soavi, eterna primavera, luce, gioia; intorno a questi elementi e pochi altri tutte le culture umane hanno costruito l`immagine di un tempo oltre la morte che riscattasse il dolore e il male di vivere, uno spazio dove le rotture dell`esistenza si componessero in una nuova, duratura armonia. il saggio di russell ripercorre un segmento di questo processo, quello che dal tramonto del mondo antico giunge, con dante, a fissare l`idea di paradiso che il cristianesimo ha trasmesso alla moderna cultura occidentale.
diviso tra professione e missione, a partire dal 1870 il clero italiano (ora inneggiante al nuovo stato nazionale, ora condannandolo; ora compensato anche venalmente dai governi, ora colpito nei suoi tradizionali privilegi) ha comunque contribuito come pochi altri protagonisti della societa` italiana alle trasformazioni storiche di questi cento anni.
pregiudizi e malintesi del nord verso il sud, e viceversa, hanno minato da subito l`unita` dell`italia. l`entusiasmo patriottico nascondeva ma non cancellava le diffidenze reciproche dei settentrionali e dei meridionali. gli uni e gli altri rivendicavano la specificita` e la superiorita` della propria cultura. piu` tardi si confrontarono i celebratori della "civilta` della magna grecia" e i teorici della superiorita` razziale degli "ariani" del nord sui "mediterranei" del sud. l`unificazione italiana mostrava il suo cararattere fragile agli occhi dei suoi stessi artefici. gli epistolari, i dibattiti parlamentari e la stampa offrono numerosissime testimonianze di un dissidio e di un`ostilita` sempre piu` aperti tra meridionali e settentrionali.
insieme a margherita da cortona, chiara da montefalco e angela da foligno, chiara da rimini appartiene al novero di quelle sante che, nell`italia del xiii e xiv secolo, hanno tentato di vivere un`esperienza spirituale originale, fortemente impregnata dai valori del movimento francescano. a partire da un manoscritto medievale, dalarun racconta la leggenda di questa santa minore. da rimini ad assisi, il lettore accompagna chiara lungo tutte le tappe del suo cammino, dal momento in cui si emancipa dall`oppressione degli uomini, fino a quello dei suoi accessi mistici, quando si infligge crudeli penitenze pubbliche che appaiono come una rivisitazione teatrale della passione.
il "mondo di ieri" della borghesia ebraica piemontese, l`antifascismo, l`emigrazione in america: l`inconsueta autobiografia a due voci scritta da anna foa (sorella di vittorio) e dal marito davide jona rievoca mezzo secolo di storia italiana attraverso le peripezie di una famiglia.
"l`enrico vi, parte prima" appare nel grande in-folio del 1623 che raccoglie le opere di shakespeare. pur conservando una sua autonomia narrativa, esso forma, con la seconda e la terza parte dell`enrico vi, una trilogia che ricostruisce il lungo e infelice regno del figlio di enrico v, il vincitore dei francesi ad agincourt, morto prematuramente nel 1422. enrico vi viene incoronato re a soli nove mesi e resiste sul trono con alterna fortuna fino al 1471, quando il suo assassinio nella torre di londra pone fine alla supremazia della dinastia lancaster.
sono piu` di vent`anni - "outland rock" e` del 1988 - che pino cacucci raccoglie storie di eroi e ribelli, lotte e ingiustizie, registrando e dando conto dei propri vagabondaggi. in questo libro, che e` in qualche modo una summa di emozioni e riflessioni squisitamente cacucciane, c`e` tutta la passione del "vagabondo" cacucci per il mondo, per i disperati, per i "combattenti", per le idee, per i paesaggi. e c`e` tutta la sua indignazione per i guasti della societa` civile e politica, per i paradossi della realta` sociale, per le ferite non chiuse della storia. gli articoli qui raccolti sono stati pubblicati per la prima volta da feltrinelli in "un po` per amore, un po` per rabbia".
2 CD. Eccellente antologia che contiene 36 canzoni e copre il periodo di maggiore notorietà del grande folksinger: gli anni sessanta, quando Pete incideva per la Columbia. Where Have All The Flowers Gone?, If I Had A Hammer, Turn! Turn! Turn! (To Everything There Is A Season), We Shall Overcome, Last Night I Had The Strangest Dream, Jesse James, Talkin' Union, Guantanamera, John Henry, Wimoweh, Michael Row The Boat Ashore, sono alcuni dei classici che compaiono in questa ntologia. Questa è la più recente pubblicazione antologica che riguarda il grande folksinger, scomparso alla fine di Gennaio. Copia non sigillata.
si tratta di un monologo che mette in scena l`appassionata esistenza di frida kahlo "detta" dalla protagonista dal vertice estremo dei suoi giorni. mentre corre verso la morte, frida torna ai patimenti della sua reclusione forzata (ripetutamente ingessata e condannata all`immobilita`), ai suoi lucidi deliri artistici di pittrice affamata di colore, alla sua relazione con diego rivera. in poche pagine c`e` il messico, c`e` il risveglio dell`immaginazione, c`e` la storia di una donna, c`e` la rincorsa di una passione mai spenta per un uomo. la sintesi infuocata di un`esistenza.
un quadro nitido ed esauriente delle principali correnti della linguistica moderna e dei problemi fondamentali che ne hanno segnato lo sviluppo. dalle tappe ottocentesche del processo di formazione del metodo alla grande svolta saussuriana, ai linguisti del `900, fino al movimentato panorama della linguistica piu` recente: dalla fonologia allo strutturalismo, dalla tipologia alla semantica
con la proposta di papa francesco di istituire una commissione di studio sul diaconato femminile, servizio antico ma desueto, si intravede per la prima volta in questo millennio una prospettiva nuova e importantissima che potrebbe aprire all`ingresso delle donne al sacerdozio. ma quale e` stata fino a oggi la presenza della donna nella chiesa? quali il ruolo e la missione attribuiti alle donne all`interno dei testi sacri? quali gli effettivi spazi di potere e di governo consentiti? adriana valerio risponde a queste domande in pagine suggestive, dense di storia e di riflessione. ci presenta le straordinarie figure di donne che si ribellano al potere maschile nell`antico testamento; ci mostra la rivoluzione del vangelo, che intende capovolgere letteralmente tutte le vecchie logiche di dominio; ricostruisce le vicende storiche di figure femminili che hanno esercitato il potere, o nella modalita` carismatica dell`esempio di vita o nell`effettiva gestione del governo delle cose di questo mondo: profetesse, sante, badesse, mistiche. sullo sfondo, una domanda radicale: e` giusto che le donne aspirino al potere cosi` come gli uomini l`hanno configurato? o una chiesa che si ispiri al vangelo e che riconosca con pari dignita` il contributo delle donne e degli uomini non dovrebbe al contrario ridimensionare per tutti l`esercizio del potere riportandolo nei termini del servizio?
dagli inizi del seicento fino alla meta` del settecento la cultura artistica e architettonica napoletana esprime una grande autonomia. centrale in questo rinnovamento artistico e` la sintesi delle arti: scultura, architettura e pittura. tale intreccio di arti e di tecnica resta la categoria fondamentale per leggere l`opera dei caposcuola del barocco in campania: fanzago, solimene, sanfelice, vaccaro.
l`eta` del disordine e` un tempo dominato dalla paura, che e` figlia dell`ignoranza. ci sembra di vivere in balia del caos. la globalizzazione e` divenuta per molti un incubo: robot che sostituiscono operai, stabilimenti che si trasferiscono in serbia o in cina, crisi finanziarie a ripetizione, ondate di immigrati che affluiscono alle frontiere, attentati terroristici. questo libro e` un tentativo di trovare un ordine in tutto cio`, a partire dai cinque anni che aprono questa nuova era: 1968-1973. iniziano allora i grandi mutamenti da cui e` scaturito il mondo attuale: il predominio della finanza sulla produzione, la graduale perdita della presa delle due superpotenze sul mondo, l`uscita dal sottosviluppo di un numero crescente di paesi asiatici, una maggiore consapevolezza del fatto che gli equilibri ambientali stanno saltando. la globalizzazione non e` un complotto. non e` molto diversa da quella di cento anni fa, quando migranti, capitali, merci e informazioni si spostavano in misure paragonabili a quelle odierne. allora la politica la fermo`, con i nazionalismi e due guerre mondiali, al prezzo di settanta milioni di morti. oggi, in preda alla paura, si diffonde la stessa tentazione. per non ripercorrere quella strada c`e` bisogno di una nuova politica che sappia elevarsi al livello planetario delle sfide: migrazioni, finanza, poverta` ed ineguaglianze, clima.
23 agosto 1268. in una sperduta localita` della marsica, tagliacozzo, i cavalieri si preparano alla battaglia. da un lato troviamo schierati i soldati tedeschi e i ghibellini italiani, raccolti attorno al duca di svevia, legittimo pretendente del regno di sicilia, il giovanissimo corradino. dall`altro le truppe francesi e i guelfi della penisola sotto le insegne del sedicente sovrano del mezzogiorno, lo spregiudicato e ambizioso carlo d`angio`. lo scontro che ne segue e` destinato a segnare il futuro dell`italia: di fatto da questo momento il sacro romano impero perdera` ogni ruolo nel nostro paese e per lunghi secoli il papato si trovera` a svolgere un ruolo egemonico. non solo, da ora il mezzogiorno si trovera` ad avere nuovi sovrani stranieri, francesi o spagnoli, che ne separeranno interessi e destini dal resto della penisola. l`introduzione, per la prima volta in europa, delle tattiche apprese dai saraceni nel corso delle crociate, contribuisce a rendere unica questa battaglia anche da un punto di vista militare. il mondo cavalleresco, con i suoi riti e i suoi vincoli, viene cancellato e sostituito da forme di guerra brutali e prive di remore.
l`opera presenta in brevi profili, le figure emblematiche di un`epoca storica. il volume contiene saggi di: b. bacsko, ph. boutry, g. cosmacini, s. givone, h.-g. haupt, s. michaud, s. pollard, f. reboul.
i misteri delle origini di roma si annidano nei 31 ettari del palatino che si affacciano sul tevere, li` dove un tempo si ergeva il monte germalus: prima villaggio dei velienses, poi centro `proto-urbano` del septimontium e infine urbs roma. tre abitati forse tutti fondati tra il 1050 e il 750 a.c., nel giorno di un capodanno pastorale anteriore alla citta` fissato al 21 aprile. meta` di questo monte e` rimasta un luogo di culti e di memorie, l`unico risparmiato dai palazzi dei principi; l`altra meta` e` stata occupata dal primo palazzo di augusto, che ha rifondato la citta` nella casa-santuario da cui governava l`impero come principe e pontefice massimo. "dal mostro al principe. alle origini di roma" indaga l`essenza mitica e storico-archeologica del monte germalus, con una ricerca nuova e sistematica: dal ritrovamento dell`altare e del penetrale di pales ai nuovi studi sui templi di altri culti femminili e sulle capanne prima dei capi locali, poi del primo re; dal riesame del palazzo di augusto, che ne propone una ricostruzione nuova sotto numerosi aspetti, alla riconsiderazione delle diverse fondazioni dell`abitato sul tevere. un racconto mitico, sacrale, rituale e storico che svela il significato piu` profondo del luogo dove roma e` stata fondata.
vent`anni fa l`aids ha messo a rischio la sopravvivenza di un intero continente nell`indifferenza delle maggiori istituzioni internazionali. dal 1996 le cure per l`aids, in occidente, esistevano. e si poteva sopravvivere in buona salute. all`africa invece le terapie erano negate, sebbene in quell`area i malati si contassero a milioni e non a migliaia come nei paesi ricchi. perche` questo doppio standard? si dubitava della capacita` degli africani di assumere regolarmente le medicine; le fragili sanita` pubbliche africane erano considerate inefficienti; i costosi farmaci antiretrovirali contro l`aids, che in occidente salvavano vite, apparivano un lusso (senza pero` che i corrispettivi farmaci generici, a basso costo, fossero presi in considerazione, per tutelare gli interessi delle multinazionali farmaceutiche). dominava insomma un afro-pessimismo: curare i malati di aids nelle regioni subsahariane veniva giudicato una perdita di tempo e denaro. e intanto, la durata media della vita crollava e le economie collassavano. malgrado gli sforzi di figure come kofi annan, stephen lewis, jeffrey sachs e di tanti medici e volontari sul campo, l`opzione terapeutica si sarebbe affermata in africa lentamente. l`accesso universale alle terapie sarebbe stato convenuto a livello internazionale soltanto intorno al 2015. la storia di come si e` invertita la rotta nel nome della necessita` di salvare il numero piu` alto possibile di vite e` una lezione esemplare che ci puo` aiutare ad affrontare meglio il presente. prefazione di jeffrey sachs.
un`esposizione critica del pensiero di wittgenstein puo` difficilmente essere organizzata `per libri`. egli pubblico` un solo libro e la produzione successiva al 1929 e` un unico grande work in progress. ma non e` facile nemmeno organizzarla `per temi`, dato che non abbiamo a che fare con un pensatore sistematico o comunque orientato a disporre i suoi pensieri secondo partizioni tradizionali - logica, metafisica, etica, filosofia di questo e di quello. l`articolazione che si e` scelta ha lo scopo di dare autonomia e unita` ai singoli contributi, illuminando al tempo stesso la maggior parte degli argomenti della riflessione di wittgenstein.
nell`ottocento il colonialismo europeo ando` di pari passo con il ricorso alla deportazione, basti pensare al caso dell`australia o quello della guyana francese. anche in italia, all`indomani dell`unita`, si immagino` che la deportazione potesse essere lo strumento ideale per sconfiggere i briganti, tanto da essere al centro dell`attenzione del partito colonialista italiano e di molte iniziative di esploratori e avventurieri italiani che cercavano terre da conquistare in quadranti che vanno dal marocco al mar rosso, dal borneo alla polinesia. molti vedevano nella deportazione l`occasione per dare il via all`espansione coloniale e nei loro scritti attingevano a un immaginario utopico che si nutriva dell`idea che i criminali, deportati in lande selvagge, potessero rigenerarsi lavorando la terra e dominando i selvaggi. fondato su una ricerca d`archivio originale e solidissima, questo libro riporta alla luce un tema dimenticato della nostra storia, di grande attualita` oggi con il ritorno delle `classi pericolose` e del tema del controllo sociale al centro del dibattito pubblico.