
luigi incoronato in questo libro descrive con inimitabile potenza quell`umanita` terribile e dolente che, perduta la casa e il pane sotto i bombardamenti, trovo` rifugio sui pianerottoli della grande "scala a san potito". nel terribile dopoguerra di napoli la battaglia quotidiana contro difficolta` che oggi non sono neanche immaginabili.



ispirandosi alla "tosca" di puccini, questo romanzo mette in scena una bizzarra storia d`amore che e` anche ricerca (o scoperta) "dell`abisso". a narrare la vicenda in prima persona, con accenti ora tragici ora ironici, e` il "cattivo", il barone scarpia, burocrate della tortura e cultore di speculazioni teologiche, carnefice e vittima, protagonista insieme con tosca di una discesa agli inferi nella quale l`eros (una particolare forma di eros) svela il potente e incontrastato fascino dell`annientamento.




un grande intellettuale messicano ci presenta una riflessione insieme ironica e partecipata sull`universo dei libri e sulle diverse figure che lo costellano: autori, editori, librai, lettori contribuiscono tutti, in questo avvio di xxi secolo, a un mondo sovraffollato di libri dove l`abbondanza rischia di soffocare la qualita` e dove le parole scritte rischiano di superare quelle lette. eppure questo disincantato sguardo sul mondo editoriale, leggero nello stile quanto lucido nell`analisi, si risolve in un paradossale ma convincente elogio di babele.












