"in tutti i libri dove il frammento e` sovrano, verita` e ubbie si susseguono da un capo all`altro. ma come distinguerle, come sapere che cosa e` convincimento e che cosa e` capriccio? un`affermazione, frutto del momento, ne precede o ne segue un`altra che, compagna di tutta una vita, si eleva alla dignita` di ossessione. spetta dunque al lettore discernere, perche` non di rado l`autore esita a pronunciarsi. in "confessioni e anatemi", sequela di perplessita`, si troveranno interrogativi ma nessuna risposta. del resto, quale risposta? se ce ne fosse una la si conoscerebbe, con buona pace del devoto dello stupore". queste le parole con cui lo stesso cioran presentava, nel 1987, quello che sarebbe stato l`ultimo suo libro pubblicato in vita, una raccolta di aforismi.
"`diario europeo` nasce dall`esperienza che moravia ebbe nel 1984 al parlamento europeo, ed e` un resoconto puntuale e scrupoloso del difficile e intenso rapporto dello scrittore con la politica. scrivera`: "la bomba atomica non e` un incidente di percorso della nostra civilta`, ma ne fa parte integrante, e c`era gia` anche quando non c`era ancora: come in una pianta c`e` gia` il frutto che a suo tempo ne nascera`." e ancora: "la storia ha molte caratteristiche; mi limitero` a metterne in luce soprattutto due: assolve ed e` lenta. la storia e` piu` vicina alla natura di quanto si possa immaginare." anche la letteratura ha molta parte nel `diario europeo` e non solo per le frequenti citazioni di narratori italiani e stranieri, ma perche` moravia non dimentica mai che soltanto il suo essere scrittore lo porta a cogliere della vita il senso necessario. e dice con serenita` una verita` dolorosa: "per il vecchio l`avvenire e` una breve, visibilissima spiaggia oltre la quale non si vede nulla perche` cio` che potrebbe esservi da sempre non vuole mostrarsi, si nasconde." (dalla prefazione di enzo siciliano)
matricidio. nella catena dei delitti che trascinano nel sangue la famiglia degli atridi, e` questo il nodo cruciale, davanti al quale l`antica giustizia familiare e` costretta ad arrestarsi. agamennone sacrifica la figlia ifigenia, clitennestra uccide agamennone; a oreste, figlio di agamennone, spetta il compito di vendicare il padre uccidendo clitennestra. ma clitennestra e` sua madre. la necessita` della vendetta e l`empieta` del delitto, i diritti del padre e la pieta` per la madre, stringono il figlio di agamennone e di clitennestra in una morsa da cui ne` la coscienza, ne` gli dei potranno liberarlo. la speranza, con cui si chiude la tragedia, e` in un assoluzione affidata alla giustizia umana, che segnera` l`avvento di una nuova era.
"vedrete che succedono molte cose in questo libro, dove si mescolano per circa mezzo secolo i fatti d`italia con i fatti di una covata di contadini padani" (cesare zavattini)
"enrico iv", lunga opera in due parti composta tra il 1597 e il 1598, e` il quinto dei sette drammi che compongono il ciclo delle "storie inglesi" e costituisce la seconda e terza parte di una tetralogia che si apre con "riccardo ii" e si conclude con "enrico v". durante il regno dell`usurpatore enrico iv il suolo inglese era stato insanguinato da feroci lotte intestine che avevano costretto il re a combattere contro quegli stessi percy che lo avevano aiutato a salire al trono. re enrico non e` pero` l`eroe del dramma, bensi` una figura secondaria le cui vicende fanno da sfondo a quelle del vero protagonista: suo figlio henry, il principe hal, che passera` alla storia come enrico v, il glorioso re che riconquisto` la francia.
il volume, cartonato e ricco di illustrazioni, immagini fotografiche e mappe, presenta il buddismo nei suoi caratteri fondamentali ed e` costituito da dieci capitoli che mirano a darne un`esatta collocazione sotto il profilo storico, della geografia umana, nonche` a evidenziare le condizioni di vita e le abitudini dei credenti nelle diverse parti del mondo, in condizioni di maggioranza e di minoranza.
romanzo d`esordio di bernari, pubblicato per la prima volta nel 1934, "tre operai" rimane anche il suo capolavoro. un libro coraggiosamente ideologico, provocatorio nel linguaggio, non allineato alla produzione d`arte del tempo e che e` alla base di tanta letteratura neorealistica degli anni sessanta e settanta. racconta le incerte schermaglie sentimentali di teodoro, marco e anna, lavoranti in una lavanderia, un amore drammatico sullo sfondo delle lotte degli operai meridionali.
un giovane principe e un vecchio abate leggono il cantico dei cantici e sognano le dolci terre del libano. il giovane principe diventa l`imperatore enrico iv: deve sposare una donna che non conosce e non amera` mai, deve umiliarsi di fronte a papa gregorio vii, deve vivere nel sospetto e nell`ipocrisia della sua corte, deve crescere nella violenza, quando vorrebbe vivere nell`amore e nell`innocenza. il suo unico amore dura tre giorni e anche quello si svelera` falso e infido.
a tredici anni un amore che sboccia puo` sembrare un plagio. una ragazzina che assiste a una violenza puo` convincersi di aver riconosciuto il responsabile e far condannare un innocente, rovinandolo e rovinandosi. perche` tutta la vita sara` segnata dalle conseguenze. la ragazzina crescera`, diventera` una scrittrice, ma non si liberera` del peso dell`ingiustizia inferta a un innocente, alla propria sorella innamorata e in fin dei conti anche a se stessa.
la posizione filosofica di ricoeur ormai non costituisce piu` una novita`. questo libro si sofferma sul suo contributo all`elaborazione di una filosofia dell`azione e quindi di un`etica radicata nella storia, saldamente fondata sullo statuto ontologico della persona umana. tale aspetto del suo impegno speculativo e` tanto piu` attuale ed importante in quanto ha preso forma in un momento in cui sembrava che la riflessione sull`azione e quindi sui valori dovesse diventare un capitolo non piu` della riflessione filosofica, ma della ricerca sociologica o psicologica. e appunto in quest`ordine di considerazioni che risiede l`interesse della presente opera. nel suo aspetto piu` immediato puo` sembrare centrata esclusivamente sul confronto tra l`analisi linguistica e la fenomenologia. tuttavia non si limita a definire i termini di questo confronto; delinea piuttosto un itinerario di ricerca che percorre i momenti speculativamente piu` rilevanti di una fenomenologia della volonta` che, pur costituendo il presupposto dell`analisi linguistica, non ha tuttavia in se stessa la ragione ultima del proprio essere. percio` perviene al riconoscimento dell`esigenza di una fondazione originaria, rispetto alla quale il discorso dell`azione, da descrittivo ed analitico, si trasforma in costitutivo e dialettico, cioe` in discorso dell`azione sensata, in etica.
questa e` la storia di tre vite che si intrecciano indissolubilmente. una storia di clandestinita`, di estenuanti bracci di ferro e di colpi di mano. di tre uomini che, combattendo contro i nazifascisti, il 25 aprile 1945 provano a rifare un paese da capo. raffaele cadorna, ferruccio parri e luigi longo sono nati a pochi chilometri e a pochi anni l`uno dall`altro, con retroterra differenti, biografi`e politiche e culturali diversissime, eppure con un destino comune. pochi ricordano i loro nomi di battaglia: il generale valenti, comandante del corpo volontari della liberta`, e i suoi due vice, maurizio e italo, alias comandante gallo. un militare, un azionista e un comunista che il 26 agosto del 1944 si incontrano per la prima volta, in clandestinita`, e si stringono la mano. senza sapere cosa succedera` nei mesi successivi, senza sapere dove saranno e se ci saranno, alla fine di tutto, otto mesi dopo. e chiedendosi chi di loro sara` ai posti di comando, al momento dell`insurrezione. sono ore che segnano una delle rotture piu` profonde della storia italiana, quelle in cui i vertici della lotta di liberazione si incontrano con i gerarchi di salo` in arcivescovado, a milano. tutto intorno alla trattativa divampa l`insurrezione, mentre alla radio si sente una voce calma e determinata che intima ai fascisti: .
"proprio nella firenze contemporanea e nel cerchio dell`attivita` commerciale e artigiana piu` caratteristica, quella tessile, il boccaccio rinnova attualizzando, non senza dichiarazioni di poetica, uno dei temi piu` alti della narrativa cavalleresca, quello di `amore e morte`... ma lo rinnova su registro diverso, approfondito emotivamente, nella insistente e scandita sequenza delle cinque novelle con le sette eroine appartenenti al ceto borghese e addirittura operaio... l`amore non nasce fra dorate suggestioni cortigiane e cavalleresche, o tra contemplazioni affascinanti e incantate: germoglia su dagli stessi gesti di lavoro artigiano o dagli incontri nei giochi fanciulleschi che cancellano qualsiasi distinzione di classe... gli eroi si fanno uomini al livello dei lettori piu` umili e percio` possono parlare un linguaggio piu` immediato, piu` ricco di risonanze per l`uomo qualunque." (vittore branca)
l`agrimensore k. contempla il simbolo del potere. ogni sua azione e ogni suo pensiero sono rivolti a quell`incombente castello: la sua unica aspirazione e` mettersi al servizio del conte che vi dimora. ma le difficolta` sono insormontabili. quando tutti gli sforzi di k. si saranno rivelati vani, il caso gli offrira` l`occasione, tuttavia egli sara` troppo stanco per continuare la sua lotta. la solitudine, l`incapacita` di trovare nella trama dei gesti quotidiani un senso plausibile, la consapevolezza che a dominare e` una finalita` insensata perche` senza un fine: "il castello" - uguale e contrario del "processo" - denuda i punti cardine del pensiero di kafka, incastonandoli in una tensione narrativa che ci costringe a riflettere sul senso del nostro esistere.
"un giorno, improvvisamente, mi venne fatto di chiedermi se avevo la coscienza a posto": dopo aver abilmente attraversato la falsa inquietudine senza cui non ci si sente moderni, dopo essersi rinchiusi in quel "pensiero rateale, condominiale" che fa della tranquillita` l`unica regola di vita, mario protagonista senza qualita` e io narrante del romanzo - scopre che il suo avaro programma e` irrimediabilmente entrato in crisi. la realta`, fino ad allora ingabbiata a far da cornice al suo successo, gli si rovescia addosso con la violenza disperata di un temporale. e un`insofferenza, uno sgomento che lo costringe a fare i conti con il passato: come se un demone gli imponesse la sua verita`. dalle vie di una metropoli multiforme e degradata, da una campagna senza tentazioni d`idillio, emergono ricordi, ombre fugaci e disperate, sentimenti traditi; e ritornano colpe e rimorsi cui e` diventato necessario dare un nome. tra mario e la sua "stirpe di morti" si intreccia un silenzioso colloquio, mentre sua sorella maria - che da angelo, da santa, da genio della famiglia, si era trasformata in mostro - sembra chiamarlo dall`abisso.