questa , che attraversa gli scritti di henri michaux da "chi fui" (1927) al "giardino esaltato" (1983), e` stata composta dall`autore su richiesta dell`editore italiano. per chi ancora non conosce michaux, sara` questa la perfetta guida alla sua opera; per chi lo conosce, sara` un libro nuovo, ricco di sottili rivelazioni, quello in cui michaux ha voluto illuminare se` a se stesso, e a tutti noi. tutta l`opera di michaux risponde a una domanda che non riusciamo a formulare, eppure sentiamo essenziale. col tempo, i suoi scritti si dimostrano sempre piu` nettamente insituabili, come gia` lo erano quando cominciarono ad apparire, nella parigi degli anni venti. possono presentarsi come racconti, poesie, riflessioni, esorcismi, dialoghi, aforismi, visioni: ma ogni volta li sentiamo evadere dal quadro di una forma preesistente. ed e` questa una peculiarita` costante di questo scrittore, che ha con la `letteratura` rapporti di acuminata diffidenza. i suoi paesaggi sono sempre altrove, in un tibet dell`anima. ogni libro di michaux e` il resoconto di un`esplorazione, che ama calarsi nelle , ma si azzarda anche a perdersi nella sterminata vastita`. nelle sue pagine troviamo tracciati, con la precisione cerimoniale di un calligrafo cinese, innumerevoli , soprattutto quelli che non hanno piu` un nome o non l`hanno mai avuto. ciascuno di questi movimenti e` una breccia fra il visibile e l`invisibile. i testi sono le macerie di quelle . ogni racconto e` l`accenno di una metamorfosi. dice una voce di michaux, e prosegue:
miklos szentkuthy, saggista, memorialista, romanziere - paragonato a borges per l`erudizione e a joyce (ne aveva tradotto l`ulisse) per l`inventiva linguistica -, ha lasciato un`opera labirintica e proteiforme, ancora oggi completamente sconosciuta. il centro di questo labirinto e un ciclo di dieci volumi, inclassificabili per forma e contenuto, che l`autore ha voluto raccogliere sotto l`etichetta paradossale e sottilmente blasfema di breviario di sant`orfeo. quello che qui presentiamo, "a proposito di casanova", e il primo pannello, dove le memorie del celebre avventuriero settecentesco servono da spunto e contrappunto per parlare di tutto, perche l`unico vero lusso, secondo szentkuthy, e tutto cio che esiste. da venezia alla musica di mozart, dagli exploit erotici al gioco d`azzardo e alle tentazioni religiose, da uno squarcio sulla susanna e i vecchioni di tintoretto a uno stupefacente excursus sulla storia di abelardo e eloisa, ogni cosa, sfiorata dallo sguardo superstizioso e infantile di szentkuthy, assume nuove sembianze, in un perenne gioco di metamorfosi. una sorta di catalogo segreto, dove fatti metafisici, mezze verita o deliri razionali convergono nella pagina, rivelando l`intento di cogliere "le pieghe nascoste della realta" e uno scrittore che non teme confronti e non ha paragoni. vertiginoso e sfuggente, proprio come casanova.