il mondo eccessivo, feroce e comico dei modi di dire barbaricini.
un prezioso manuale che insegna a ogni ladro l`arte del furto, e come seguendo i suoi precetti si possano ottenere, anziche` biasimo e pene, ricompense ed encomi.
apparso a parigi nel 1935, questo libro e` stato tra i primi che abbia detto alcune essenziali verita` su stalin. e le ha dette cosi` presto, e con tale nettezza, che la sua presenza ha accompagnato come un`ombra gli ultimi vent`anni di vita del capo sovietico. le ha dette, inoltre, per bocca di uno storico che era stato segretario della terza internazionale, uno dei fondatori del partito comunista francese e infine amico e compagno di simone weil nelle lotte del sindacalismo rivoluzionario in francia.
la labrena, ovvero il comune "geco", "turpe bestia" nel cui sguardo sono contenuti tutto il male e il dolore del mondo, e` il perturbante emblema di questi sette racconti, giocati tra il grottesco e il fantastico. questa volta il suo sguardo si diverte a irridere e a corrodere soprattutto le convenzioni sociali e sentimentali della famiglia borghese: la vita di coppia con la sua routine, il tradimento, il volto infernale dei parenti, lo straziante patetismo del sesso nella vecchiaia.
il volume affronta le molte questioni etiche legate al trattamento dei malati in situazioni critiche. come si determina un livello "accettabile" di qualita` della vita per il paziente? e` "giusto" mantenere in vita un organismo ad ogni costo? in che misura il malato ha il diritto di dare indicazioni sui trattamenti cui desidera essere eventualmente sottoposto nello stadio finale della vita? rifacendosi all`esperienza di altri paesi, l`autore pone le domande, illustra i problemi e cerca le possibili risposte a una sfida morale che e` ormai contrassegno del nostro tempo.