due stati d`animo di uguale intensita` dominano le lettere di sironi: una sofferenza immutabile e un`immutata tensione creativa. l`una e l`altra non trovano pace, ne` forse la cercano. il giovane che a diciotto anni dichiara di aver gia` avuto "molte prove della maliguita` del destino"; l`uomo che nel `35 sente "il peso del destino inumano" e nel `61, poco prima di morire, si augura solo di trovare "dopo tanto bestiale soffrire [...] un po` di pace e silenzio", e` lo stesso che lavora pcr decenni con inalterata concentrazione e si dedica all`arte con tutte le sue forze. la vita non ha risparmiato a sironi le esperienze drammatiche: prima la perdita del padre a tredici anni, le ricorrenti crisi di nervi, la guerra; poi la poverta`, la contrastata vicenda familiare, le aspre polemiche sulla sua pittura; con la caduta del fascismo il crollo di tutti i suoi ideali politici, un esecuzione sommaria evitata in extremis, l`emarginazione; infine la perdita della figlia rossana, che si uccide a diciotto anni nel 1948. eppure leggendo le sue lettere, che ricompongono tutta la sua vicenda biografica (e che qui sono ordinate per la prima volta in modo organico), si ha l`impressione che la sua sofferenza nasca soltanto dalle circostanze esterne, ma abbia un`origine piu` misteriosa, piu` segreta. la sua sensibilita` getta un`ombra cupa sullo spettacolo delle cose.
nella "filosofia della musica moderna" adorno stabiliva la polarita` schonberg-stravinskij, che diventava poi la tensione tra il buono e il cattivo, dove a stravinskij toccava il ruolo del cattivo, fonte di ogni aberrazione. nel 1972 il compositore e critico paolo castaldi pubblico` sulle pagine dello "spettatore musicale", rivista di breve durata e alta qualita`, questa "riflessione su stravinskij". non cancello` affatto la polarita`, ma la ribalto` completamente.
chi era veramente ferdinando tartaglia, protagonista dell`esperienza religiosa forse piu` radicale ed estrema del novecento? che cosa ha scritto? una risposta ci e` offerta dal ritratto che a tartaglia ha dedicato giulio cattaneo. scorrono davanti ai nostri occhi le frequentazioni di tartaglia; il ventaglio delle sue letture; il contesto socio-politico. emergono cosi` i nessi tra la vita di tartaglia e la sua opera, dove si stagliano scritti provocatori come la "tesi per la fine del problema di dio" o il "manifesto" per il movimento di religione; o tra quei crepuscoli collinari e una filosofia notturna e cameristica come la sua prosa, rischiarata solo dalle irruzioni di un "azzurro subacqueo".
"come si spiega che sul palcoscenico la realta` possegga un fascino di cui e` totalmente priva quando e` lontana dalle scene?" intorno a questo interrogativo ruota il "manuale del critico", raccolta di testi brevi in cui polgar affronta il tema del teatro da tutte le possibili angolature.
da un luogo che somiglia a un averno di desolazione beckettiana, a un "inferno tiepido" posto tra la vita e la morte, un intervistatore timido, testardo e colpevolmente curioso invia dodici colloquio impossibili con altrettanti illustri defunti. ciascuno di loro palesa tutte le proprie paure, ossessioni, frustrazioni, manie. parlando a tutankhamon: "lei mi scusera`: io non so davvero come rivolgerle la parola...". tutankhamon: "lei ritiene di dovermi rivolgere la parola?"
tutto l`ottocento fu segnato da una figura misteriosa: kaspar hauser. il 26 maggio 1828 appare all`improvviso una strana creatura, con aria smarrita, che offre al primo che incontra una lettera indirizzata a un capitano della locale guarnigione. chi e` questo trovatello che non parla, non capisce e che nel giro di pochi mesi parla e scrive in modo coerente, dipinge, va a cavallo? un abilissimo impostore o addirittura un principe del baden, vittima sacrificale di inconfessabili intrighi dinastici?
morte dell`inquisitore (1964) occupa un luogo del tutto a parte nell`opera di leonardo sciascia. la ragione ne fu data dall`autore stesso: . un libro, dunque, fondato su un mistero non del tutto svelato, forse non del tutto svelabile. e inoltre il libro dove sciascia ha disegnato la figura di un suo antenato ideale, l`eretico diego la matina (). il tema dell`inquisizione, infine, rimane (e rimarra` sempre) quanto mai delicato, perche` - come scrisse sciascia stesso con memorabile efficacia - . parole che ci fanno intendere, come meglio non si potrebbe, l`attualita` immediata che questo libro ha per noi e confermano un`altra annotazione di sciascia: .
contemporaneo di dante, meister eckhart divise la sua vita fra la predicazione e l`insegnamento della teologia, di cui fu magister a parigi. come per dante, si puo` dire che la sua opera abbia avuto una funzione fondatrice in rapporto a una lingua. e appunto nei suoi sermoni in volgare che la lingua tedesca appare per la prima volta innervata dai termini della speculazione metafisica, che ritroveremo sino a hegel e a heidegger. si puo` dire che tutta la grande filosofia tedesca, a partire dal rinascimento, persegua un continuo e piu` o meno occulto dialogo con eckhart. ma in lui la potenza della riflessione si offre quasi come un dono della sua sovrabbondante vocazione religiosa. con una naturalezza che non finisce di stupire, eckhart illumina nei suoi sermoni le immagini elementari, quelle che appartengono all`esperienza anche del piu` umile tra i suoi ascoltatori, e insieme le collega e articola senza perdere nulla della sua tensione speculativa. e propria di eckhart, come dei piu` grandi mistici, la massima concretezza, la virtu` di seguire la vita e la crescita delle immagini con l`amorosita` di un giardiniere. ed e` propria di eckhart anche l`audacia del , la capacita` di guidare la teologia negativa verso la vertigine del nulla, con un gesto radicale che ricorda certi testi buddhisti. allora lo slancio estatico si spinge sino all`estremo desiderio di liberarsi da dio: .
l`intento del libro e` quello di sottolineare la eccezionale ricchezza della personalita` bilingue, sotto gli aspetti linguistici, intellettivi, affettivi sociali, creativi. si vogliono cosi` debellare le vecchie concezioni, che davano al bilingue la patente di mente confusionaria o di personalita` schizofrenica. lo stato psicologico di bilingue appare qui come un arricchimento eccezionale, da promuoversi anche attraverso corsi scolastici di insegnamento delle lingue ben costruiti ed efficaci.
il libro e` il racconto in prima persona di un americano trasferitosi con la famiglia in germania dopo la prima guerra mondiale, che vi resta anche dopo la presa del potere di hitler e diventa la voce della propaganda nazista di goebbels per gli stati uniti. all`inizio e alla fine del libro il protagonista si trova in una prigione israeliana, in attesa di processo per crimini di guerra, li` ripensa alla propria vita e decide di scrivere le sue memorie. il racconto, presentato come un autentico documento storico, risulta un`attuala riflessione sulla guerra, la violenza e le loro cause. dal libro, pubblicato nel 1961, e` stato tratto anche un film interpretato da nick nolte nel 1996.
molti di noi avvertono la percezione che qualcosa di terribile rischia di inquinare i rapporti fra le generazioni, qualcosa di ben peggiore dell`odio: l`indifferenza. come combattere questo sentimento che ha sicuramente a che fare con i piu` inquietanti fatti di cronaca di questi anni, ma che identifica anche una rassegnazione che mina il benessere di molte famiglie? quale progetto siamo disponibili a pensare per una comunita` capace di recepire e avvalorare la creativita` e il senso critico delle giovani generazioni? quale scuola, quale famiglia, quale citta`?
sono gli anni della seconda guerra punica, che vede roma impegnata nella dura lotta contro cartagine, e il racconto e` arrivato al suo momento cruciale: annibale minaccia le porte dell`urbe. spiccano in entrambi i campi, valorosi generali: marcello, fabio massimo e cornelio scipione da una parte, dall`altra annibale e asdrubale, la cui eroica morte chiude la narrazione.
scritte dallo stesso imperatore augusto, queste res gestae divi augusti vennero scoperte nel 1861 su di una iscrizione bilingue, latina e greca, conservata nel tempio di roma e augusto di ancira (capitale della galazia). in esse si raccontano, in trentacinque capitoli, vita e imprese di augusto, dall`atrocita` delle guerre civili e dal colpo di stato con cui si conclusero, alla creazione di un impero duraturo e possente.
opera filosofica e poetica composta tra il 1883 e il 1885. in quest`opera le idee del "superuomo" e dell`"eterno ritorno" raggiungono una forma compiuta. dopo dieci anni di solitudine zarathustra sente il bisogno di donare agli uomini la sua sapienza, ma il popolo distratto ride delle sue parole. dovra` cosi` cercarsi dei discepoli cui indirizzare i suoi discorsi. tema dei discorsi e` la ribellione alla cultura e alla morale dominanti e la visione della vita come forza indomabile e della volonta` come strumento di affermazione. agli elementi polemici sono inframmezzati brani poetici (canti e canzoni) di grande bellezza. molteplici le fonti stilistiche, la bibbia, le poesie di goethe, la prosa di lutero, gli aforismi dei moralisti francesi.
il bellissimo giardino di monk`s house, la casa nel sussex ai piedi delle downs, fu una grande fonte di ispirazione per virginia woolf, che scrisse qui, nello studio in fondo alla proprieta`, la maggior parte dei suoi romanzi. leonard e virginia apportarono cambiamenti notevoli al giardino, ma dal 1969, anno della morte di leonard, il suo assetto e` rimasto immutato. finora era stato scritto ben poco della sua storia e nessuno lo aveva visto in fotografia. questo volume presenta una raccolta unica dei commenti di virginia e racconta in che modo il giardino e` stato conservato negli anni. una donna alla ricerca di una altra donna. caroline zoob ha vissuto 10 anni insieme al marito a monk`s house, come affittuaria del national trust, l`ente che possiede e gestisce la proprieta` dal 1980. per 10 anni ha curato il giardino, aperto la casa al pubblico e mantenuto quotidianamente l`identita` immutata del luogo. caroline si tuffa allora nei diari di virginia e leonard e ricostituisce la storia della casa e del giardino di monk`s house. il suo racconto e le fotografie di caroline arber ci svelano un giardino intimo dall`atmosfera unica, curato con amore come fu ai tempi di leonard e virginia.
autrici celebri come matilde serao e il premio nobel grazia deledda, autrici da riscoprire come carolina invernizio o da non sottovalutare come la "scandalosa" contessa lara. donne rimaste nell`ombra per decenni, di cui la critica ha iniziato a interessarsi solo all`epoca dei movimenti femministi degli anni sessanta. oggi piu` che mai i tempi sono maturi per riascoltare le voci piu` interessanti della nostra letteratura al femminile, che tra gli inizi dell`ottocento e i primi decenni del novecento e` stata particolarmente fertile. accostando scrittrici affermate ad altre meno note come la marchesa colombi, annie vivami e mura, guido davico bonino ci accompagna con competenza e trasporto in un`esplorazione affascinante. e arricchisce la sua selezione con un`originale appendice: una raccolta di fiabe e racconti scritti per le fanciulle dell`epoca, ma ancora capaci di parlare alle bambine di ogni eta`.
specialista di mozart, di verdi e di brahms, massimo mila ha affrontato con il coraggio intellettuale che gli era proprio anche l`insidioso terreno della polifonia quattrocentesca, affascinato com`era dalla voce del suo artista piu` insigne, guillaume dufay (1400 ca.-1474), il compositore franco-fiammingo che aveva trovato nella corte dei duchi di borgogna un ambiente congeniale. artista di transizione, tipico esponente dell`autunno del medioevo, o artista "moderno", dopo il quale la musica non sara` piu` la stessa? alla luce di questo interrogativo mila ripercorre il profilo biografico del compositore, delinea la parabola della sua produzione sullo sfondo dei principali eventi del quattrocento musicale europeo e passa poi a un`ampia disamina delle opere.
attribuita a un antonino liberale di cui non si ha alcuna notizia e allestita con ogni probabilita` tra il ii e il iii secolo, questa silloge di racconti di metamorfosi ci e` stata tramandata da un codice di heidelberg, il palatinus graecus 398. il ricchissimo commento di sonia macri` e tommaso braccini ricostruisce con sapienza tutta la complessa rete mitografica, folklorica e antropologica che le fa da sfondo. . nel mito greco era plausibile che uomini e donne potessero trasformarsi in animali, piante e rocce. era l`ultima propaggine del regno della metamorfosi. e l`ultimo cantore di quelle storie fu ovidio. prima di lui e accanto a lui era fiorita su quei temi una intera letteratura, che il tempo ha sommerso. ma almeno un prezioso relitto si e` salvato: queste metamorfosi di antonino liberale, che per alcune vicende sono una fonte unica e indispensabile e vanno poste accanto agli scritti di apollodoro e di igino come testimonianza di cio` che fu l`antica mitografia.
poema che si propone la , paradiso perduto usa la forma drammatica per dimostrare che adamo ed eva furono puniti perche` peccarono, scegliendo deliberatamente il male. uniti nella colpa e nell`implacabile sentenza divina, furono cacciati dall`eden sulla terra: un luogo ignoto nel quale sono destinati a vivere nell`infelicita`. pur nella drammaticita` del tema, le pagine del paradiso perduto vivono di delicatissime sfumature e di un senso idillico e musicale che ne fanno ancora oggi un`opera di straordinario fascino. con un saggio di t. s. eliot.
la milano di meta` ottocento e` una citta` che sa conservare i suoi segreti. un filo invisibile, per esempio, lega l`elegante palazzo di brera - nel quale vivono i discendenti di cesare beccaria - agli antri malfamati del bottonuto, il quartiere del vizio che si nasconde tra le pieghe dell`abitato, come un bubbone sotto un vestito di gala. lungo questa traiettoria imprevedibile, che dal salotto dell`anziana marchesina giulia conduce alla bisca su cui regna il losco faggini, si muove con abilita` pari alla sorpresa il barone di cerclefleury, il bell`avventuriero francese che si proclama seguace di franz anton mesmer e suo discepolo negli arcani del magnetismo. da un susseguirsi di intrighi e macchinazioni, promesse mirabolanti e destini mancati, emerge la figura di evaristo tirinnanzi, il contabile al servizio dei beccaria: sara` lui, incalzato dall`ombra di un doppio che spesso prende la parola al posto suo, a guidare l`intrepido cerclefleury nei meandri di una realta` che non e` mai quella che appare, fino alla rivelazione disarmante dell`identita` di quell`altro. opera di uno scrittore in stato di grazia, poco a me stesso e` il racconto della vita ipotetica, esatta e mentita di alessandro manzoni: una fantasmagoria condotta sul filo dell`inverosimiglianza e sorretta da una liberta` espressiva che reinventa, rendendola attuale, la lingua italiana di due secoli fa.
improvvisamente costretto a sperimentare in prima persona la precarieta` della vita, renzo racconta la propria esistenza, i propri valori, il rapporto con gli altri e il modo in cui tale rapporto viene alterato, rivelato o inverato dalla malattia e dal lungo avvento della morte. ma approssimato per difetto e` soprattutto un romanzo d`amore: quello che lo lega alla moglie valeria, e che obbliga entrambi a un profondo confronto con se` stessi. rifiutando le convenzionali menzogne, scavando nei sentimenti fino alla lacerazione, ognuno dei due protagonisti corre l`estremo e solitario rischio della ricerca della verita`. attraverso la loro storia, con grande lucidita` e forza poetica gina lagorio ha affrontato in anticipo sui tempi (la prima edizione del libro e` del 1971) il tema scomodo della malattia e del lutto, facendone materia di un romanzo.
nell`immaginaria cittadina americana di midland city si deve svolgere un festival della letteratura e delle arti ed e` qui che si incontrano kilgore trout, sconosciuto, anziano e spiantato scrittore di fantascienza e dwayne hoover, ricco rivenditore di auto pontiac usate, ossessionato dai romanzi dell`altro. dwayne impazzisce per la lettura di un libro che lo porta a credere di essere l`unica creatura dotata di libero arbitrio in un mondo di robot. la storia si svolge nell`attesa dell`incontro tra i due, e li segue nelle vicende che li porteranno a ritrovarsi nel bar dell`holiday inn di midland city. intorno a loro si muovono una nutrita schiera di bizzarri uomini e donne della provincia americana la cui triste esistenza viene raccontata con crudo realismo, dando vita a una feroce satira che prende di mira l`intero "sistema" a stelle e strisce.
alle origini del comico c`e` aristofane. le indagini dei critici e degli studiosi hanno illumiato molti aspetti della sua opera ma hanno prestato scarsa attenzione agli accorgimenti spettacolari, alle soluzioni comiche, alle eterogenee invenzioni verbali dele sue commedie. coniugando il rigore critico e la conoscenza dei meccanismi del teatro antico e moderno, umberto albini individua nell`opera di aristofane il linguaggio e le strutture sceniche adottate per divertire un pubblico esigente e quanto mai vasto. dai sorprendenti travestimenti alla ferocia dei pungoli satirici, dalle situazioni grottesche alle esilaranti volgarita`, si disegna un confronto tra la comicita` dell`atene del v secolo avanti cristo e quella dei giorni nostri.
la "vita nova" si caratterizza per un`apparente linearita` e limpidezza che si e` soliti far coincidere con la narrazione dell`amore tutto ideale di dante per beatrice nella forma mista di prosa e di versi, di realta` e di finzione. ma dietro questa superficie rassicurante si nasconde uno dei testi piu` problematici della produzione dantesca: le immagini nitide e levigate delle donne gentili contengono infatti il consuntivo di un ormai concluso apprendistato poetico assai vario, l`affrancamento dai capiscuola della generazione precedente, italiani e provenzali, e la promozione di dante a poeta che rinnova in modo del tutto originale la visione dell`amore, tema per eccellenza delle nuove letterature volgari europee.
il teorema di pitagora riassume in modo esemplare le proprieta` uniche ed esclusive dell`angolo retto. nella tradizione e` legato al demone divino del filosofo di samo, ma risale in realta` a tempi remoti ed e` patrimonio comune di diverse culture. ripresentandosi regolarmente in formalismi complessi, questo celeberrimo teorema si e` rivelato una delle acquisizioni stabili e irrinunciabili della matematica, che continua a servirsene anche nelle sue tecniche avanzate. ma se da un lato esprime aspetti essenziali del pensiero antico, dall`altro offre un osservatorio privilegiato per scoprire come il calcolo moderno ha provveduto a rimuovere con ogni cura i motivi religiosi e filosofici che hanno segnato la sua origine. la conseguenza di questa rimozione e` la rinuncia a una sfera piu` ampia dell`esattezza, e a quel mondo ideale che per hermann weyl ne costituiva l`intimo cuore. un cuore che questo nuovo, acuminato libro di paolo zellini ci permette di avvertire nelle sue pulsazioni piu` segrete.
la presente opera raccoglie immagini di abiti giapponesi rappresentativi di ogni epoca, dal periodo jomon (dal 10.000 al iii sec. a.c.) al primo periodo showa (1925-1989), indossati da manichini a grandezza naturale e corredati di descrizione e commento storico. riedizione in due volumi distinti per l`abbigliamento degli uomini e delle donne, della celebre opera di izutsu gafu, studioso dei costumi storici del giappone e fondatore del museo del costume di tokyo. l`abbigliamento maschile include circa 120 abiti, l`abbigliamento femminile ne include circa 81
il libro, "biografia di una voce", si divide in due parti: nella prima fiorella mannoia si racconta in un inedito e interessante diario umano e artistico, che tocca le esperienze, i ricordi e il pensiero; nella seconda sono riportate le riflessioni sull`attualita` che l`artista ha raccolto negli ultimi anni sul suo sito personale. il dvd contiene le immagini e le emozioni del concerto di chiusura del lungo e importante tour che ha girato l`italia e l`europa per due stagioni.
Classic rock, da parte di una formazione inglese, molto conosciuta negli anni ottanta. Tre canzoni, tra cui una lunga versione dal vivo di Thank Yiou World ( Live in London). Ensign Records, 1990, copia originale.
Quarto album della band tutta al femminile americana