"la magnificenza e la galanteria non sono mai apparse in francia con tanto splendore come negli ultimi anni del regno di enrico ii. questo principe era gentile, bello e innamorato; e per quanto la sua passione per diana di poitiers, duchessa del valentinois, durasse da piu` di vent`anni, non per questo era meno viva, ne` meno evidenti i segni che lui ne dava."
quattro sorelle legatissime, un matrimonio imminente e un segreto atroce, che qualcuno ha sussurrato. una conversazione a piu` voci dove tutto e` divertente e terribile in pari misura, e quanto piu` si accende il divertimento, tanto piu` affiora un orrore che tutti sapremo riconoscere.
dopo i devastanti attentati terroristici dell`11 settembre al world trade center e al pentagono, l`identita` della nazione americana dimostra tutta la sua forza positiva. occidente e oriente vivono insieme nei quartieri delle citta` americane, e certamente in molti altri stati del globo: non ci sono confini geografici definibili dentro i quali contenere l`altro. negli usa le diversita` condividono gli stessi spazi e gli stessi simboli politici e questa consapevolezza non puo` non stupire positivamente.
obiettivo di questo volume e` operare una ricognizione esaustiva intorno alla realta` sociale dell`insediamento ebraico all`interno della comunita` medievale umbra. lo spoglio di fonti, per molto tempo trascurate dagli studiosi, consente ad ariel toaff di analizzare nel concreto la reciproca influenza tra l`elemento ebraico e la societa` cristiana circostante, di superare il luogo comune che vuole la comunita` ebraica come un`entita` unica ed unitaria, priva di articolazioni interne, e di cogliere il carattere peculiare di un nucleo la cui descrizione in termini di "minoranza" non puo` essere che inadeguata. a emergere dallo scavo in profondita` dell`autore sono tradizioni, rituali, usi connessi con il matrimonio, l`idea della morte, le interrelazioni sociali, i rapporti quotidiani con la comunita` cristiana, che vengono restituiti in una densa e suggestiva ricostruzione storica.
franziska e` venuta alla luce il 1 gennaio 1990 e l`imperatore francesco giuseppe le ha concesso, come a tutti i sudditi nati nelle prime sei ore del secolo ventesimo, un dono di mille corone e il proprio personale padrinato. cosi` la figlia del falegname skripac sara` figlioccia dell`imperatore. fulvio tomizza racconta la sua storia: la vita, i sogni, gli amori, le delusioni di una slovena del carso a trieste. una vita come tante, ma ricostruita sulla base di lettere autentiche venute in possesso dell`autore.
tutto sembra tranquillo alla periferia di indianapolis, quando eleanor hilliar sente suonare alla porta di casa: non sa che la sua vita sta per trasformarsi un orribile incubo... i fratelli glenn e hank griffin con il loro complice rob in fuga dal carcere federale di terre haute, prendono in ostaggio l`intera famiglia hilliard: quelle che seguono sono ore disperate, scandite da un crescendo di tensione e di colpi di scena, e dalla rabbiosa contrapposizione tra un onesto padre di famiglia e una banda di balordi senza futuro. il romanzo ha visto una trasposizione teatrale di grande successo, interpretata a broadway da paul newman prima del suo esordio cinematografico. nel 1956 william wyler ne trasse un celebre film con fredric march e humphrey bogart, e nel 1990 segui` un remake diretto da michael cimino e interpretato da anthony hopkins e mickey rourke.
l`autore esplora le origini delle religioni. la prima parte e` dedicata ai tentativi di spiegazione del fatto religioso e ai metodi degli storici della religione. la seconda parte analizza i fatti religiosi dalla preistoria (homo abilis e herectus, paleolitico) alla protostoria (neolitico) e alle grandi religioni (mesopotamia, cina, india, iran e le tre grandi religioni monoteiste). infine, la terza parte interpreta le differenti modalita` del comportamento dell`"homo religiosus".
in apparente contraddizione con lo spirito tragico e problematico che pervade tutta la sua produzione, in "la brocca rotta" kleist traccia con brio sottile il profilo di un giudice che si trova nella paradossale situazione di indagare su un delitto di cui e` egli stesso il colpevole. nell`"anfitrione", sulla falsariga di plauto e di molie`re, rappresenta il dramma di un`anima che pirandellianamente si dissolve, non sapendo piu` riconoscere una realta` obbietriva. nel "principe di homburg", sullo sfondo dell`ambiente militare prussiano, mette in scena il conflitto tra gli impulsi dell`individuo e l`astratta ragione di stato, dando un ruolo di primo piano all`immediatezza dell`inconscio.
"l`uomo che amava le donne e` la sceneggiatura, scritta dal regista in forma di romanzo, del film con lo stesso titolo girato nel 1977. e la storia di bertrand morane, ingegnere di montpellier ma soprattutto cacciatore di femmine. bertrand non e` uno svagato play-boy; e` piuttosto un inquieto don giovanni nel senso che l`intensa emozione che gli procura ogni nuova donna nasce dalla promessa di un piacere che svanisce con la conquista." (daniela pasti).
Garzanti, 1980, IT. Sceneggiatura della pellicola di Federico Fellini con una nota introduttiva di LIliana Berti e una lettura di Andrea Zanzotto.