nella vita gli incontri decisivi sono spesso quelli meno previsti. se questa legge generale e` nota a tutti, lo sono meno le sue applicazioni, che per nostra fortuna rachel cohen ha deciso di raccogliere qui, concentrandosi su casi molto particolari. vediamo cosi` mark twain offrire una consulenza a un autore da cui si aspetta molto come editore, il generale ulysses grant; marianne moore farsi accompagnare da george plimpton al madison square garden, per un incontro di boxe con floyd patterson; e la madre di richard avedon dare un pugno al lift che ha rifiutato di far salire in ascensore james baldwin. sono solo tre dei trentasei incontri raccontati in questo libro che john banville ha definito "meraviglioso e inclassificabile".
luigi castiglioni (1757-1832), figlio di ottavio e teresa verri, sorella del famoso pietro, si distinse come naturalista, storico ed economista, animato da spirito illuminista. castiglioni fu anche uomo istituzionale e ricopri`, nel corso degli anni, numerose cariche pubbliche e politiche, fino a vedersi assegnata, nel 1820, la qualifica di imperial regio ciambellano. nel 1790 pubblico` la sua opera piu` nota "viaggio negli stati uniti dell`america settentrionale". gran parte del suo viaggio fu dedicato allo studio di piante adatte al clima europeo. molte delle sue osservazioni " americane", le piu` importanti nell`uso medico ed alimentare, sono raccolte in questa storia delle piante forastiere.
l`autore tenta di elaborare una teoria della giustizia in cui si incontrino filosofia, etica e politica. hoffe procede con una costante attenzione alla dimensione storica, confrontandosi con pensatori come rawls e nozick, con la tradizione che va da hobbes a kant a kelsen a luhmann, con gehlen, con hume e insieme alla dimensione categoriale, per cui analizza le diverse teorie (dalla teoria della distribuzione alla teoria dei giochi, alle teorie contrattualistiche). nel trattato, hoffe si occupa da un lato del positivismo giuridico e politico, e dall`altro dell`anarchismo, intesi l`uno e l`altro come estremi antinomici del politico, cercando di mostrare come nel concetto di giustizia possano reincontrarsi l`etica e la politica.
fosse vissuta sei o sette secoli fa, nelle terre umbre dov`e` nata, patrizia cavalli sarebbe stata senz`altro una delle grandi mistiche di quel periodo. le sue esatte visioni verbali avrebbero narrato i misteri piu` sensibili della divinita`, e le sue estasi, i suoi terrori e le sue ebbrezze sarebbero stati registrati e trascritti con devozione dai fedeli amici intorno a lei. nei nostri tempi, invece, patrizia cavalli si e` proposta il compito, piu` arduo, di dare parola ai misteri profani di cui tutti facciamo esperienza: all`indicibile nostalgia di settembre, che ogni anno, regolarmente, ci trafigge; al pulsare frenetico della , quando insegue e controlla ogni lieve mutamento del corpo; alla felicita` che scende, come rugiada dal cielo, se una certa luce pomeridiana si mostra all`improvviso. in ogni verso, il ragionare poetico di patrizia cavalli non cerca, ma trova. il suo ardente, ostinato desiderio conoscitivo non chiede altro che arrendersi, infine, dinanzi allo stupore e all`evidenza dell`apparizione poetica. "vita meravigliosa" rappresenta una summa della poesia di patrizia cavalli, attraverso le ossessioni ricorrenti, i temi e i molteplici registri stilistici che la caratterizzano. insieme ai molti fulminei epigrammi, comici o filosofici (spesso le due cose insieme), compaiono i monologhi ipocondriaci, quasi teatrali, oltre alle tante poesie d`amore, non prive di ferocia descrittiva, e un breve poemetto, "con elsa in paradiso", dove la promessa - o la minaccia? - della vita eterna apre al poeta la possibilita` terrestre di . poco importa che il poeta dica sempre `io`: quell`io e` talmente dilatato, talmente elastico da includere nella sua lingua ogni cosa, purche` esista e viva.
nell`epoca vittoriana era tradizione che, sotto natale, i periodici piu` diffusi pubblicassero racconti di fantasmi, se non proprio dell`orrore, ben lontani dalla tranquillizzante atmosfera del "canto di natale" dickensiano. erano amatissimi dai lettori che volevano unire ai brividi del freddo quelli della paura e trascorrere momenti di lettura solitaria o in famiglia accanto al caminetto. erano scritti da autori poco sconosciuti, quando non anonimi, ma anche le grandi firme letterarie si sono cimentate nel genere: questo volume raccoglie oltre 60 storie scritte, tra gli altri, da autori del calibro di joyce, lovecraft, jerome, carroll, barrie, alcott, hawthorne e tanti altri.