stendhal disse che non esiste un romanziere che non abbia elaborato una sua propria filosofia del mondo. e questo vale, naturalmente, anche per un autore cinematografico. woody allen concede una lunga intervista a marco spagnoli per raccontare il suo rapporto con la realta`, con le storie, con il modo di scoprirle e di trasporle. sette anni di interviste formano l`affresco di uno dei piu` importanti registi americani del dopoguerra, un uomo che rimpiange l`america degli anni quaranta e l`europa di de sica, che crede nel sesso e si ricrede su bush. il percorso nel mondo del cinema dagli inizi fino alle ultimissime produzioni ("match point" e l`ultimissimo "scoop", in uscita nel 2007), l`interesse nei confronti della vita, le gag, i nonsense e i paradossi. e la capacita` di stupirsi ancora, per ogni risultato: " ogni volta, quando un mio film ha successo, mi chiedo: come ho fatto a fregarli ancora?".
"asia maggiore: cosi` si designavano, nell`occidente cristiano, e in opposizione alle regioni ben note dell`asia minore, i paesi remoti dell`oriente: l`india, la cina. la sensaziane, per quanto vaga, dell`esistenza di un`altra, o di altre civilta`, pressoche` indipendenti dalla nostra, e` sempre stata viva nella coscienza europea (vedi il caso esemplare del milione) e avrebbe dovuto togliere parte della loro sicurezza alle grandi sistemazioni del pensiero occidentale. ma l`espansione della cultura e della civilta` europee, e la sommaria appropriaziane del mondo compiuta dall`occidente nelle forme della soggezione coloniale, mentre ponevano le basi dell`unita` futura, velavano, anziche` rivelare, quella profonda disparita` e autonomia di sviluppo, negato (contro ogni apparenza) nella visione cosmopolitica, occidentale delle cose. spettava alla rivoluziane socialista, come rivoluziane autonoma del popolo cinese, attuare, in forme profondamente originali, un`altra, piu` vera confluenza. cosi`, l`avvento della cina come partner culturale e soggetto storico ci costringe a rivedere gran parte della nostra eredita`, e delle categarie in cui ha trovato sistemazione" (f. fortini, 1956).
per ben due volte ha "dovuto sconfiggere e dirottare" il centrosinistra alle primarie. per due volte ha battuto la destra alle elezioni regionali in puglia. da bari a roma, nichi vendola lancia oggi la propria sfida per la guida del centrosinistra e per "tornare a vincere" nella prossima competizione elettorale e, soprattutto, nella cultura e nella coscienza del paese. "se ho vinto - dice - e` perche` la mia vita, la mia lingua, la mia storia, sono espressioni di una dimensione nuova, diversa della politica". estremista, passionale, gay, cattolico, popolare, il presidente della puglia chiama la sinistra e il centrosinistra a una sfida in campo aperto, quello delle primarie. una sfida che gli costa l`accusa di populismo, ma che e` invece inaggirabile proprio per ristabilire una "connessione sentimentale" tra la politica, la societa` e i soggetti che la popolano. perche` i partiti tradizionali "sono crepati", ed e` attraverso le primarie che per vendola si esce dalla paralisi e dalla ripetizione, ricostruendo il perimetro comune di una coalizione e le parole e le pratiche di "un`alternativa vincente". e tornando a mobilitare il desiderio di cambiamento.
"mi chiamo somaly; o, per lo meno, cosi` mi chiamo adesso. come tutti, in cambogia, di nomi ne ho avuti parecchi. un nome deriva da una scelta provvisoria, lo si cambia come si cambia vita se la sfortuna si accanisce contro di noi, per esempio. ma non mi ricordo bene dei nomi che ho avuto quando ero piccola. del resto, non ricordo quasi niente della mia prima infanzia; non so granche` delle mie origini e ho ricostruito a posteriori, da vaghi ricordi, quel minimo di storia che sto per raccontarvi..." nata nella poverissima campagna cambogiana, dove i genitori arrivano a vendere i propri figli all`eta` di cinque o sei anni per pochi soldi, somaly mam, oggi trentacinquenne, ha vissuto parte dell`adolescenza in un bordello, in condizione di schiavitu`. violentata, picchiata e torturata, e` riuscita a sottrarsi al suo destino e insieme al marito pierre legros ha creato nel 1997 un`associazione no-profit, la afesip (agir pour les femmes en situation pre`caire) che dalla cambogia, dove ha la sede principale, si e` rapidamente sviluppata in tailandia, vietnam e laos. nonostante abbia subito numerose minacce, finora somaly mam e` riuscita a salvare dalla prostituzione e dalla schiavitu` migliaia di ragazze. "il silenzio dell`innocenza" racconta la sua storia, la storia di migliaia di persone come lei, il dolore e la rabbia, ma anche la speranza che il mondo possa cambiare.
quasi vent`anni dopo la sua morte, feynman non cessa di stupirci. questa volta con l`aiuto della figlia michelle, che ci consegna una parte copiosa dell`epistolario di suo padre. e basta scorrerne i destinatari - eminenti scienziati, ma anche ammiratori, studenti, picchiatelli, gente comune che si rivolgeva a lui in cerca di consigli - per avere la conferma della sua leggendaria versatilita` e anticonformistica vocazione didattica. ci capitera` allora di incontrare, magari nella risposta a uno sconosciuto, passi illuminanti su qualche arduo problema della fisica: "alla gente piace imparare" diceva del resto feynman "e il modo migliore di "intrattenerla" e`. darle la possibilita` di capire, almeno in parte, qualcosa che non aveva mai capito prima". parteciperemo inoltre - attraverso un libro che si rivelera` l`autoritratto di un uomo che non riusciva a far nulla banalmente - alla comica vicenda delle, sue dimissioni dalla national academy of sciences, istituto che gli appare privo di qualsiasi scopo, se non quello di selezionare i personaggi degni di farne parte; rivivremo la prima esplosione nucleare, descritta con vividezza di immagini in una lettera alla madre; capiremo come arrivo` alla sbalorditiva soluzione del caso del challenger. "sono un esploratore, no?" ha dichiarato feynman. "e quindi mi piace scoprire".
non un trattato sulla verita` (de veritate) ma un discorso ex veritate, che raggiunge l`esistenza dalla verita`. la verita` che lo chiama a esistere, non semplicemente a vivere, o a essere. la valenza di queste tre parole deve essere approfondita nella loro correlazione, ciascuna rappresenta infatti un enigma per il pensiero. la chiave interpretativa e` allora l`interrogazione della verita`, che attraverso tali parole si esprime ma insieme non evita di farsi equivocare. perche` s`intende non come una verita` maiuscola, assoluta, che domina l`essere e il tempo, bensi` minuscola, perche` si fa solo nei discorsi degli uomini, tuttavia capace di convocarli e tenerli a colloquio gli uni con gli altri.
la nascita di un sentimento nazionale tedesco e` il filo conduttore del libro di moller. l`autore ne segue le prime manifestazioni durante le guerre di federico il grande e studia lo sviluppo di una nazione culturale sulla base della contrapposizione ma anche della collaborazione tra principati e borghesia. come avvenne che bavaresi, prussiani, wuttenberghesi diventarono tedeschi? come fu possibile che dal vecchio impero uscisse l`austria? il libro offre, per il periodo che va dalla guerra dei sette anni al congresso di vienna, una sintesi che tiene in egual conto demografia, societa`, economia, politica e cultura e presenta un`immagine complessiva di quell`eta` ricca di mutamenti che collega il vecchio impero e la germania moderna.
i 19 mesi della repubblica di salo` furono l`ultima incarnazione del fascismo, quella repubblicana, sicuramente la piu` violenta e la piu` sanguinosa. nata con lo scopo di "tenere fede" all`alleanza con i tedeschi e di riscattare l`onore perduto con l`armistizio dell`8 settembre 1943, la repubblica sociale italiana realizzo` l`ultimo atto del regime: una guerra spietata contro i nemici interni ed esterni, ovvero i partigiani, gli antifascisti, gli ebrei, i dissidenti e gli oppositori che non aderirono al disperato tentativo di mussolini di conservare il potere e di salvare il fascismo, anche a costo di scatenare una feroce guerra civile.
gianni vattimo guida il lettore e lo studente alla comprensione del pensiero di friedrich nietzsche, offrendo gli strumenti critici essenziali per intendere l`opera del filosofo alla luce delle molteplici prospettive storiografiche.
l`insegnamento dell`informatica, anche a livello introduttivo, non puo` prescindere dalla comprensione dei concetti alla base dei sistemi di elaborazione, della loro struttura e dei principi di funzionamento, della teoria sulla quale il calcolo automatico e` fondato. un sufficiente livello di approfondimento e di rigore tecnico sono quindi indispensabili. scopo del volume e` di fornire i fondamenti della cultura informatica a chi si accosti in modo sistematico alla scienza dei calcolatori. il testo presenta un repertorio selezionato di argomenti, abbastanza ampio tuttavia da riflettere l`articolazione e la complessita` della disciplina.
in un mondo dominato dalla tecnologia, in cui leggere e` vietato per legge, ai pompieri non e` richiesto di spegnere gli incendi, ma di accenderli: il loro compito e` quello di irrompere nelle case dei sovversivi e bruciare i libri in loro possesso. guy montag e` un pompiere, felice della sua vita vuota finche` l`incontro con una giovane donna mina ogni sua certezza. presentazione di neil gaiman. eta` di lettura: da 12 anni.